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2 min

- di Jacopo Landi

Top of the flop, 16a giornata


Top

1) Higuain e Belotti: uno c’ha la wanza che neanche Homer Simpson nell’episodio in cui fa il camionista e si mangia l’hamburger da 5 kg. L’altro è più gobbo del campanaro di Notre Dame e ha 20anni, però amici miei che spettacolo, che spettacolo. Il primo tocca due volte il pallone e fa venire un ictus a Mandzukic oltre a segnare due goal (poi un giorno parleremo di Dybala), l’altro fa sembra Lichsteiner un Santon qualsiasi. Illegali in 74 Paesi, gli Stati Uniti li vogliono accorpare ai marines.

2) Mertens: la sua pericolosità è proporzionale alle sue fattezze gnomiche. Incazzato come il piccolo Riccardino Fuffolo, libera sabonge tumide a destra e manca, segnando tre goal e auto incoronandosi Re delle due Sardegne, per la geografia c’è tempo.

3) Brozovic: io lo vedo alla stadio, una domenica sì e l’altra no. Cazzo, corre poco, non è particolarmente vistoso però, che je volete dì quando segna in tutte le partite dell’Inter dalla fine degli anni ’80 ad oggi ? #bravolui ... Comunque ‘sto vestiario da povero adesso che il cash non manca, Marcelo, rivediamolo. #tiprego

 

Flop

1) Cagliari: per caso ho ascoltato la conferenza di Rastelli prima della partita e ho anche pensato “finalmente uno che parla bene, che non ha paura, che se la gioca e fanculo tutti”, peccato che fossero i suoi giocatori ad aver intrapreso questo delicato cammino. 5-0 e via alla festa degli ultras...

2) Palermo: qui la situazione Palermo si evolve nel Pokemon più raro di tutti lo Zamparinho. Credo che sull’aneurisma di Goldaniga ogni sorta di commento possa accompagnare solo. Corini ha raggiunto il livello bestemmia di Don Pietro Savastano quando lo tradisce il figlio.

"Houston, abbiamo un problema" cit.

top of the flop

3) Niang: sarà anche che un giocatore non si giudica da come calcia i rigori, se però for cortesy la pianti di batterli come un tetraplegico dispettoso, sono sicuro che i tifosi rossoneri te ne saranno grati e anche io… che far passare quella bestemmia polacca per un portiere proprio non mi va giù...

 

Fine delle trasmissioni

Jack Moody


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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