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2 min

- di Jacopo Landi

Top of the flop, 15a giornata


Top



1) Lapadula: togligli la maglietta del Milan e dagli una catenella della Breil, ecco un nuovo personaggio di Gomorra 3. Antiestetico come non si vedeva dai tempi di Pippo Inzaghi. L’impressione è che col pallone non sappia cosa farci. Eppure corre, corre… corre molto più di Batman. E segna, segna. Come disse il presidente Berlusconi “Che trombino le squillo, sono tornato”, Vai Gianluca, Lapadulali tutti.

2) Nainggolan: quando si parla di ignoranza, si parla forzatamente del centrocampista giallorosso. Che ha preso la filosofia di Costantino e Daniele, l’ha pulita dall’aura gay e l’ha spinta nel cielo coi diamanti. Radja l’indonesiano. Radja che ha l’oro nascosto dentro i denti. Radja che litigherebbe con sua madre in quei 90 minuti. Radja posseduto da Omar Sivori quando letteralmente scompare tra due laziali. Radja che tira e segna anche grazie a un ictus di Marchetti ma questo non conta. Radja ha segnato, la Roma ha vinto. Festa in tutti i centri rom della capitale.

 

3) Mandžukić: quando si parla di cattiveria agonistica di parla di Marione. Non era facile trasformare un cecchino perfetto come Higuian in uno che non centrerebbe neanche la porta di casa propria. Marione ha talmente tanta cattiveria che ha rubato il posto anche ai compagni difensori. E segna, cazzo se segna. Brutto come un attacco ischemico, ma letale come lo stesso.

Flop:

1) Miranda: non voglio parlarne male, perché in realtà è un giocatore di un’eleganza atomica che stimo follemente quindi mi limiterò a dei sinonimi: palafitta, crocifisso, immobile, pietrificato, spiazzato, angosciato e e e…e chitemmuort

2) Skorupski: insegnava maestro Boskov che se tu tenere sedia in porta, non prendere mai goal su tiri centrali. Ma questo l’Empoli non lo sa e continua a schierare questa bestemmia legalizzata che unisce l’ignoranza di Nainggolan e la scarsezza di Kondogbia.

3) Renzi: non è da un referendum che si giudica un giocatore. Matteo mio, hai governato, hai fatto una campagna che manco l’Inter con Joao Mario. Ma finchè in panchina fai sedere Giorgione Napolitano questi sono i risultati a cui si va incontro. Palla, incontro e partita.

Una notte così.

mentana

Fine delle trasmissioni. Per ora.
#iosonoJackMoody


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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