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2 min

- di Jacopo Landi

Top of the flop, 13a giornata


Top:

1) Suso: più saltellante di una ballerina di flamenco, quando gli spiegano che Samuel è solo il coach della difesa dell’Inter si fa due risate invita quattro mule a mangiare gaspacho in spogliatoio. In campo fa più danni della grandine. Far sembrare Miranda un tetraplegico non era semplice, per gli altri, ma non per lui.

2) Insigne: Lorenzo il bambino molesto, che il venerdì si lamenta coi giornali di non segnare dalla caduta del muro di Berlino nel 2006 e poi il sabato secca due pigne e piazza un dodici rolex rubati. Solo il destino sa cosa ci farà veder e Lorenzino nella terza stagione di Gomorra, intanto #ciripigliamo #tuttoquello #cheènostro

3) Atalanta: una squadra che si permette di shortare Raimondi con Cr77 meriterebbe la radiazione a prescindere anche dai tornei aziendali di ping pong con le scoregge. Ma sta di fatto che sono tutti italiani, hanno un età media di 13 anni e quando non giocano a calcio si dilettano a girare i remake fanmade di Fast and Furious coi trattori. Eccomi sono a casa.

Flop:

1) Sassuolo: A un’altra squadra era successo di andare in vantaggio di due goal ma di perdere poi per a 2. E quella squadra era proprio la Sampdoria. Al Signore non manca il senso dell’umorismo ma al Sassuolo manca la condizione atletica totalmente. Più fuori forma di un camionista vegano

2) Empoli, Palermo, Pescara: senza polemica, ma se io e dieci di voi, ci mettessimo a fare la sfida del manichino nel bel mezzo di una partita contro queste tre squadre, avremmo comunque l’80% di vincere lo stesso. Serie a’ ridere...

La desolazione.

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3) Difesa dell’Inter: quando sembra che tu stia sfidando Messi nella sua giornata migliore ma davanti hai una squadra che è stata costruita con gli 80 euro di Renzi, tre buoni pasto e un cambia colore dell’uno, capisci che la bestemmia può accompagnare solo.

Ps:
Cristiano Ronaldo non segna più #miraccomando

Uno due tre stella...

Fine delle trasmissioni. Per ora.

#iamJackMoody


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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