Interventi a gamba tesa

“Super-Mario Balotelli”: un eroe fuor di vignetta


Bisogna ammetterlo: è davvero complicato raccontare in termini giornalistici un ragazzo come Mario Balotelli. Parlando e sparlando ripetutamente di lui – con commenti quasi sempre contraddittori – i cronisti e gli ‘esperti’ di calcio non fanno altro che svelare un grosso limite del proprio mestiere: le colonne di un quotidiano, così come i due-tre minuti di un servizio televisivo, sono spazi troppo angusti per mettere in luce le complessità umane di certi campioni, che senz’altro meriterebbero più rispetto e meno speculazioni sulla loro vita privata.


Balotelli è un ottimo calciatore e tanto dovrebbe bastare.
Poi, fuori dal campo commette alcune ingenuità, ma come molti altri suoi colleghi, strapagati e straviziati: tanto per citarne alcuni, Vidal beve, Rooney fuma, Messi evade il fisco.

In questi anni, però, opinionisti di mezzo mondo si sono accaniti solo sul povero Mario e, con loro, anche molti addetti ai lavori, che lo hanno sempre più estromesso: soprattutto, dal giro della Nazionale.

Nell’estate 2014, dopo il disastro azzurro al Mondiale in Brasile, mister Prandelli, capitan Buffon, Pirlo, De Rossi e compagni (ma quali compagni?!) hanno vigliaccamente scaricato su Balotelli tutte le responsabilità di un fallimento collettivo; Antonio Conte, commissario tecnico degli Azzurri agli ultimi europei, lo ha completamente ignorato, preferendogli Insigne, Eder, Zaza e Pellè; attualmente, il c.t. Giampiero Ventura continua ad escluderlo (preferendogli attaccanti dal calibro di Lapadula), giustificando tale scelta con il proprio scetticismo sulla sua reale crescita umana e professionale, avvenuta con il trasferimento al “Nizza”. Queste, infatti, le ultime dichiarazioni di Ventura su Balotelli: «Io non ho mai messo in discussione le sue qualità tecniche, ma è su altri aspetti che Mario deve porsi delle domande. E poi non dimentichiamoci che in due mesi non si cambia la storia di una persona». Ancora una volta, si sente parlare di “altri aspetti” e di “storia della persona”. Tutto, insomma, fuorché del campo.

Noi al contrario, consapevoli dei limiti della narrazione giornalistica, preferiremmo restituirvi i numeri di un talento puro, che in Francia ha finalmente trovato l’ambiente ideale per la sua rinascita. ‘Super-Mario’, infatti, sta incantando tutti con la maglia del Nizza, squadra attualmente al primo posto di Ligue 1.

In Francia è ormai Balomania a tutti gli effetti.

Balo-mania

Al momento, l’ex-attaccante di Inter e Milan ha realizzato una rete ogni 105 minuti tra campionato ed Europa League, media che di solito rappresenterebbe un lasciapassare sicuro per la convocazione in Nazionale; e il paradosso è che proprio Balotelli ha la percentuale realizzativa migliore di tutti gli altri attaccanti finora convocati da Ventura: ma non è solo una questione di kill-instinct. Infatti.

Balotelli è da considerarsi la cosa più vicina al fuoriclasse che la nostra nazionale dispone, altro che Belotti e Bonaventura. E’ dotato di qualità, dribbling, resistenza allo sforzo e grande potenza di tiro con entrambi i piedi; grazie alla sua duttilità, è capace di ricoprire vari ruoli sul fronte offensivo, non solo come centravanti o seconda punta, ma anche come esterno offensivo; inoltre è abilissimo di testa e nella protezione della palla; e – non dimentichiamolo – il ragazzo è un grande specialista di rigori e calci piazzati.

Super-Mario merita il posto in Nazionale anche perché è uno dei pochi attaccanti italiani a vantare, al netto della sua giovane età, una carriera di altissimo profilo, fatta di successi ed importanti esperienze in alcuni dei più prestigiosi club europei: ancora diciassettenne esordisce in Serie A con la maglia dell’Inter; per gli stessi colori vince 1 Uefa Champions League, 3 Scudetti, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa italiana; al Manchester City conquista 1 Campionato inglese, 1 Coppa d’Inghilterra e 1 Community Shield; terzo posto in campionato nella sua prima stagione al Milan; nel 2014, siglando in Champions League il suo primo goal con la maglia del Liverpool, diventa ufficialmente il primo calciatore italiano ad andare a segno nella massima competizione europea con quattro squadre diverse (Inter, Manchester City, Milan e Liverpool). Non solo: agli Europei del 2012 trascina gli Azzurri in finale, rifilando una bellissima doppietta alla Germania. E chi se lo dimentica?

Noi, no di certo.

Beh, sicuramente Conte e Ventura: loro sì, hanno dimenticato. Hanno dimenticato proprio tutto, tanto da preferire calciatori che viene quasi difficile accostare a Balotelli.

Purtroppo, ‘Super-Mario Balotelli’ è l’eroe di un fumetto fuor di vignetta, il campione incompreso, raccontato più per la sua sfera privata che per le comunque numerose imprese sportive. I giornalisti però non sanno che la vita di Mario è già tutta svelata nei versi di un noto pezzo pop-rock di Luciano Ligabue:

Certe notti sei solo più allegro, più ingordo, più ingenuo e coglione che puoi… Certe notti son notti o le regaliamo a voi, tanto Mario riapre, prima o poi…”.


 

Giuliano Pagnotta, nato a Trani il 24-05-1990: nel giorno del suo compleanno qualcuno sente ancora il mormorio del Piave, ma era una vita fa. Laureato in Filologia moderna e specializzando master in HR Management si impegna nei più diversi ambiti, tra cui giornalismo, recitazione, musica, editing, gestione delle risorse umane e sport. Un tipo audace, eclettico e irrequieto, che dopo l’esperienza del ‘Workshop live’ di Sportitalia si è catapultato nel vivace mondo di Sportellate per riversare il proprio estro in commenti calcistici sagaci e irriverenti, che divertono o fanno incazzare. Adora la comunicazione e soprattutto giocare coi doppi sensi. Tifa Inter e il suo idolo è Josè Mourinho. Collaboratore Sportellate.it