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- di Redazione Sportellate.it

Je suis Mario


“Il Crotone ha una buona nomea per quanto riguarda il recupero dei giocatori in difficoltà e allora possiamo essere la piazza giusta per rilanciare un talento incredibile come quello di Mario Balotelli”.


Molti tifosi, sentendo o leggendo, ad inizio luglio, queste dichiarazioni del presidente del Crotone Raffaele Vrenna, si saranno domandati se fossero serie o se fossero piuttosto un effetto dell'euforia e dell'onda lunga dei festeggiamenti per la promozione in A. È vero che la fortuna imprenditoriale di Vrenna è legata allo smaltimento dei rifiuti ma Mario, seppur cestinato dal Liverpool, era davvero fuori portata.

Prevedibilmente, il suggestivo scenario calabrese non si è concretizzato e così sul destino di Balotelli si sono fatte le ipotesi più disparate: dalla Lazio senza Klose e senza soldi, al Palermo, dove alla fine è approdato il bomber Nestorowski con i suoi 70 gol nel campionato croato. Si è parlato anche delle immancabili squadre Cinesi, del Beşiktaş e della MLS, destinazioni che ormai più che essere “esotiche” rappresentano cimiteri per elefanti.

Super Mario però stupisce tutti e firma per il Nizza, un Chievo francese che da diversi anni galleggia nella metà classifica della Ligue 1, con exploit più o meno positivi (nel 2014 17°, lo scorso anno 4° e ammesso all'Europa League). Difficile dire se questa scelta sia legata solamente alla voglia di giocare con continuità o se a condizionare Mario siano stati anche il mare, i locali della Costa Azzurra e l'amore, fino ad oggi nascosto, per Garibaldi ed il Risorgimento italiano.

Teaser: Balotelli che in Francia diventa subito uno shot.

Ma se la carriera di Balotelli non lo avesse condotto tra le fila degli aquilotti rossoneri che negli anni '90 furono acquistati da Franco Sensi? Se invece avesse firmato veramente per una delle squadre a cui è stato accostato?

1) Al Crotone
Sicuramente in tutti i fantacalci d'Italia ci si sarebbe scannati per averlo. Un one-man-show che fa reparto da solo, reggendo sulle sue spalle l'intera Calabria. E mister Nicola, con il 5-4-1, più che valorizzarlo e rilanciarlo sembra quasi supplicarlo. Poi, si sa, il bomber di provincia non può che fare simpatia. Così, visto che Higuaín deve dividere i suoi gol tra campionato e coppe, Mario, idolo dei tifosi locali e parzialmente riabilitato agli occhi di tutti gli italiani, diventerebbe capocannoniere della Serie A. Ma il Crotone finirebbe comunque penultimo: retrocesso. Esattamente è come successo a Igor Protti da Rimini, i cui 24 gol non furono sufficienti a salvare il Bari dalla discesa in B nel 1996.

2) Alla Sampdoria
Il sogno di tutti gli amanti del calcio controcorrente resta comunque quello di vedere Balotelli e Cassano ancora insieme dopo quegli europei del 2012 che ci hanno fatto sognare a lungo. E pensare che la Sampdoria è stata forse la squadra italiana più vicina a tesserare Balotelli ma, come ha detto anche nella sua prima conferenza stampa francese, lui in Italia non vuole più giocare.

Il ribelle per antonomasia insieme al suo discepolo (che di “Cassanate” ne ha fatte forse più di lui). Fantantonio, che inventa e fa segnare StraordiMario, come ai tempi del tandem con Pazzini, per un attacco imprevedibile e sregolato. Una dinamite che al primo qui pro quo in allenamento potrebbe detonare in un'esplosione di insulti in barese, in bresciano e di schiaffoni universalmente comprensibili.

Volendo ci possiamo aggiungere anche la sostituzione dopo una veronica con annessa litigata con l'allenatore.

Ad ogni modo, anche se la convivenza nello spogliatoio dovesse essere tranquilla e magari formativa, non sarebbero da sottovalutare l'estro e l'eccentricità del presidente Ferrero, figura estrema tanto quanto Mario e il gioiellino di Bari vecchia.
Con la follia del “Viperetta” le variabili irrazionali e imponderabili comincerebbero ad essere molte, mentre sarebbero scarse le probabilità di concludere la stagione senza che nessuno dei due finisca fuori squadra. O anche peggio... considerato che Cassano fuori squadra c'è già.

3) Al Napoli
Quest'estate gli Azzurri hanno cercato il sostituto di Higuaín e se SuperMario fosse finito a fare l'attaccante del Napoli due cose sarebbero state certe: un trasferimento faraonico a fine stagione a fronte di uno sproposito di milioni, e De Laurentiis che pubblicamente lo scredita e scarica su di lui la responsabilità della cessione.

4) Alla Roma
Qualche tempo fa, quando era all'apice della sua incostante e alterna carriera, i vertici americani della Roma avevano pensato anche a Balotelli, salvo poi ripiegare su Osvaldo, che oltre alla posizione in campo condivide con Mario anche il caratteraccio da rockstar incompresa.
Una piazza umorale fino al bipolarismo per un calciatore cronicamente discontinuo: non può esserci di meglio.

Scontate le proteste e le contestazioni al momento dell'acquisto, prevedibili i fischi all'esordio e pure alla seconda, magari accompagnati da uno striscione “Rivogliamo John Carew” (e chi ha il coraggio di pensare una cosa del genere, se lo meriterebbe davvero Carew... assieme a Mido, Guberti e Mauro Esposito).

Poi la scintilla. Arriva qualche gol partendo dalla panchina, qualche prestazione convincente da titolare e quando Balotelli si ricorda di avere il potenziale di Balotelli, ecco che scatta qualcosa.
Lotta in campo, ci mette il fisico, litiga coi difensori, segna da lontano, da vicino e magari pure contro la Lazio. Ma Mario, che tranquillo per molto tempo non è mai riuscito a starci, non potrebbe trovare un'occasione migliore del derby per togliersi qualche sassolino dalla scarpetta: a tutti i fischi per i gol sbagliati e a tifosi che mugugnano sui suoi eccessi di egoismo, replica con l'indice davanti alla bocca, zittendo uno stadio festante.

Balo che poi ci ha tenuto a ribadire il concetto anche su twitter...

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E questa sarebbe solo una delle innumerevoli rotture e frizioni con la società e coi tifosi, puntualmente seguite da prestazioni al di sotto delle aspettative e altrettanto puntualmente risanate da gol importanti e partite da giocatore vero. Finché qualcuno non si stanca.
Nel frattempo però, durante la permanenza di Balo, potrebbe pure arrivare qualche trofeo, che se non è lo Scudetto magari è la Coppa Italia. Sigh...

Invece...
Al suo esordio assoluto con la maglia dell'OGC Nice (rossonera con colletto bianco che somiglia terribilmente a quella del Milan indossata da Mario nel 2012-'13), Balotelli ha messo a segno una doppietta decisiva nel derby di Provenza contro l'OM, ripetendosi ieri sera con altri due gol nell'altro derby vinto 4-0 con il Monaco.

Poi in un'intervista rilasciata all'ex Roma e Inter, Olivier Dacourt, dichiara che al Pallone d'Oro ci pensa e che non è troppo tardi, visto che a lavorare per davvero ha cominciato solo negli ultimi due anni, dopo essersi divertito per 24.
La settimana scorsa però, dopo la sconfitta in Europa League con lo Schalke 04, l'allenatore Favre commenta la sua prestazione da 4 in pagella dicendo: “In una partita bisogna muoversi. Oggi tutto va più veloce, dai treni a Internet”. Se di mezzo c'è lui, si passa inevitabilmente da un eccesso all'altro.

La doppietta di ieri sera.

https://youtu.be/k70oC0bY_Z0?t=19s

Tutti a Nizza sperano che possa seguire le tracce di Hatem Ben Arfa, che esattamente come Balotelli era passato da enfant prodige in patria a oggetto misterioso in Inghilterra, salvo poi riscattarsi con una stagione da trascinatore al Nizza. I suoi 17 gol hanno convinto il PSG, non una squadra qualunque, a prenderlo.

A Balotelli, per questa avventura, auguriamo il meglio, in particolare di non bruciarsi una volta per tutte, anche perché in Nazionale abbiamo ancora bisogno di lui, visti i tempi che corrono...

Gianguido Maggioli


 

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