Interventi a gamba tesa

Gianluigi Donnarumma, il portiere del futuro (e del presente)


A 16 anni, Gianluigi Buffon non aveva ancora esordito con la prima squadra del Parma, mentre Gianluigi Donnarumma sembra già aver preso le misure alla porta del Milan. L’esordio ufficiale è arrivato il 25 ottobre 2015 contro il Sassuolo. Con la squadra imbottigliata a metà classifica, Mihajlovic ha cercato un riparo dal freddo cambiando i guanti della sua porta. L’esordio prematuro del portiere non gli valse il record detenuto da Paolo Maldini, bensì quello di portiere più giovane ad esordire in serie A. Intanto, il “Gigi” di Torino lo osserva dall’altra parte della valle e in nazionale se l’è già trovato compagno. Il futuro è appena iniziato, la porta dell’Italia ha un padrone fidato per i prossimi 20 anni.  


Avere lo stesso nome può sembrare una bellissima favola. 16 anni fa il nome Gianluigi cominciava ad essere il futuro e il presente della porta azzurri. Durante quegli anni, la famiglia Donnarumma portava al mondo il suo secondo figlio Gianluigi, senza sapere che 16 anni dopo, quell’ancora bambino si trovasse sotto i 3 pali dell’A.C. Milan con la grande responsabilità di farlo tornare all’élite del calcio mondiale. 

Dopo l’esordio di un anno fa Berlusconi ha detto che “il Milan ha il portiere per i prossimi 20 anni”, non si cercheranno portieri in altri paesi per rinforzare il posto. 

Come con il club, il debutto in azzurro è macchiato da un’incertezza sul gol subito. Dettagli, per uno che avrà tutto il tempo per affermarsi.

A 16 anni, Mino Raiola cresceva lavando piatti in un ristorante italiano che i suoi genitori avevano ad Haarlem in Olanda. Della sua adolescenza sappiamo poco, se non una pancia generosa. Quello che capì subito Mino fu che per fare la migliore zuppa non serve essere un filosofo, ma semplicemente sapere qual è il momento adatto per buttarci gli ingredienti. Più tardi, con la stessa ricetta, si è conquistato le procure di Nedved, Ibrahimovic, Pogba, Yaya Touré e molti altri top player. Con un buon olfatto per i grandi esordi, il procuratore italo-olandese è un personaggio che si affaccia al balcone quando comincia la giornata e gioca ad indovinare quale luce del palazzo si illumina per prima.

Forse per questo non ci pensò due volte quando gli passarono il nome di Gianluigi Donnarumma, un ragazzo che era talmente forte e strutturato fisicamente da far arrabbiare gli allenatori avversari che, a fine partita, volevano controllare l’età del ragazzo. E con Raiola – allora Enzo, il cugino di Mino – il passaggio dall’Asd Club Napoli (società separata dalla SS Calcio Napoli) al Milan, che bruciò l’Inter è diventato realtà.

Il valore di mercato di Donnarumma a 17 anni, se un giorno lasciasse Milano quanti soldi riuscirebbe a portare a casa il buon Mino?

Valore di mercato

A 16 anni, Diego Lopez giocava nelle giovanili del Lugo e chissà se si sarebbe mai immaginato che in un futuro piuttosto lontano si sarebbe convertito nella pietra più scomoda negli scarpini di Iker Casillas. Probabilmente nessuno però lo avvertì che, una volta conquistata la porta del Santiago Bernabeu, quello voleva dire quattro pacche sulle spalle e un biglietto direzione Milano. In rossonero il film si ripete. Solo che stavolta Diego Lopez veste gli scomodi panni del Casillas di turno. Non basta un ottimo campionato in cui salva il salvabile, perché dietro di lui spinge un nuovo bambino che non apriva bocca ma parava, parava e parava.

Aggiungeteci un paio di incertezze del portiere spagnolo all’inizio del 2015-’16 e a fine ottobre ecco il momento dello stoccata definitiva. “La scelta di Donnarumma? È una scelta tecnica. Ho grande stima in Diego Lopez, ma nelle ultime settimane ho visto meglio Donnarumma e ho schierato lui. Io non guardo l’età, guardo se uno è bravo o non è bravo. Il ragazzo si allena bene e in questo momento è quello che mi dà più fiducia”. Parola del mister Sinisa Mihajlovic, il primo allenatore che ha scommesso sulla nuova perla del club.

Sinisa l’ha fatto esordire ma un anno dopo, contro Mihajlovic, oggi allenatore del Torino, ha parato un rigore a Belotti alla prima di campionato al 94′. Preservando il 3-2 del Milan.

Ammiratore di Buffon per la sua storia calcistica e di Manuel Neuer per la sua tecnica, Donnarumma è un portiere agile ed esplosivo. Ed i suoi 197 centimetri non lo frenano dinanzi a nulla. Reattivo negli interventi da distanza ravvicinata come sui tiri da fuori grazie ad un notevole mix di tecnica e forza fisica nelle gambe, a 17 anni ha comunque ancora tantissimo da imparare, vedi le prese sui palloni alti o il gioco con i piedi, dove tuttavia non si nasconde e cerca sempre di partecipare alla costruzione bassa.

Se il tuo agente spara una valutazione su di te da 170 milioni, il rischio di sentirsi già arrivato è dietro l’angolo. Eppure lui, che va a scuola – ragioneria, più precisamente – dice che non c’è pericolo, in quanto ha un carattere “tranquillo e riflessivo”. Nel mentre il Milan se lo culla cosciente che per i prossimi 20 anni, se avrà la forza di resistere alle voci di mercato di mezza Europa, sarà il suo portiere.

Una ventina di giorni dopo il debutto con il Sassuolo, ha rilasciato un’intervista dove emerge il vero Donnarumma, il ragazzo della sua Castellammare di Stabia. “Ricordo che il mister [Mihajlovic] mi annunciò la titolarità il giorno prima della partita contro il Sassuolo. Mi chiamò dentro gli spogliatoi, mi fece un piccolo discorso e mi comunicò la sua scelta. Non potevo crederci. Dopo l’allenamento corsi a chiamare i miei genitori, ed entrambi arrivarono da Castellammare per venire a vedere la partita. Fu un giorno difficile. Nell’autobus verso lo stadio uno pensa molte cose. Ma nel momento in cui entrai in campo, toccai la traversa e solo pensai ad una cosa: giocare”. 


 

Santiago Tedeschi, nato a Roma, classe '93. Appena laureato in Mediazione Linguistica e Interculturale e pronto per una magistrale in Giornalismo e Comunicazione Digitale. Italo-spagnolo e una grande passione, il calcio e il Barcellona.

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