Interventi a gamba tesa

Le schegge del Porce, speciale Euro 2016

1) Italia-Irlanda 0-1: come ha già detto il buon Lorenzo Lari, incredibile quanta importanza si stia dando ad una partita inutile per noi. Solo un appunto: per risalire il campo, con gli interni che anziché aprirsi si alzavano alle spalle della mediana irlandese, ci siamo appoggiati molto ai quinti di centrocampo.

Senza però continuare ad avere ampiezza (gli esterni hanno ricevuto quasi sempre sulla figura e sono entrati dentro al campo), a mio avviso l’unica opzione credibile alla palla verticale sulla punta, scarico per l’altra punta (o per un interno) e apertura nello spazio. Per questo sarei stato curioso di vedere all’opera un 3-3-4 con due ali pure in grado di generare superiorità numerica (se isolate), muoversi in entrambe le direzioni, ma anche di diagonali profonde.

La rete dei passaggi indica la posizione alta di Florenzi e Sturaro al momento delle ricezioni, ma anche un loro isolamento dal gioco. Tra l’altro, in possesso, si sono appiattiti al livello generale (appena 78% dei passaggi completati): il romanista 20/29 passaggi completati e 3 palloni persi, lo juventino 11/18 e 6 persi.

2) E così ci toccherà di nuovo la Spagna. Forse non la corazzata del quadriennio 2008-2012, ma pur sempre una delle favorite di questo europeo. Quella che vinse 4 anni fa in Ucraina e Polonia incarnava la sublimazione estrema del calcio di posizione, con addirittura 5 centrocampisti centrali (Busquets, Xavi, Iniesta, Xabi Alonso e Fabregas), in campo contemporaneamente nel 4-0 in finale contro di noi, oggi invece una formazione si sforza di essere più verticale (anche grazie alla presenza di una prima punta di ruolo come Morata) e ad allargare il campo anche con gli esterni alti.

Sopra, le posizioni medie degli spagnoli nella finale del 2012, con 6 uomini circoscritti in una ventina di metri (formazione di sinistra), sotto la heat map di Silva e Iniesta contro la Croazia, a riprova di come ricerchi qualche traccia in più negli spazi.

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Il filo conduttore di questa nazionale rimane l’occupazione magistrale degli spazi intermedi, vedi il primo tempo contro i croati, magistrale da questo punto di vista (a fine gara ben 217 passaggi eseguiti nell’ultimo terzo di campo).

Interscambio di posizioni tra Silva e Fabregas: il primo scende sulla linea dei centrocampisti, il secondo si alza alle spalle della mediana croata. Con due passaggi a tagliare fuori Rog e Badelj, ecco l’ex Barcellona che può puntare la porta. Una situazione che si è ripetuta una miriade di volte martedì sera. Il problema sta nella rifinitura, a volte eccessivamente naïf.

spa spazi interm

Su quale piano possono soffrire? Sicuramente su quello dell’intensità, su cui Conte sta plasmando questa nazionale. In particolare in transizione sembrano concedere qualcosa a livello atletico. Inoltre sarà interessante capire se l’Italia vorrà continuare a giocare con la palla, o preferirà/sarà costretta a cedere il possesso agli uomini di Del Bosque, più a loro agio nel gestire la gara palleggiando sotto ritmo.

A questo proposito mi sono riguardato l’amichevole di marzo, in cui l’Italia ha chiuso con il 47% di possesso palla, un dato considerevole se rapportato alla tipologia di avversario. In quell’occasione il commissario tecnico azzurro aveva varato un 3-4-3 mascherato, con Eder che in fase offensiva si avvicinava a Pellè, mentre Candreva entrava dentro al campo per finire e concludere l’azione.

Come in questo caso.

Un sistema che si era rivelato efficace anche perché la nazionale riusciva a coprire efficacemente il campo, specialmente in orizzontale, e perché in uscita dalla difesa Thiago Motta aveva mosso molto bene la sfera a 1-2 tocchi, eludendo spesso il centrocampo avversario, costretto persino ad abbassare gli esterni di quella partita, Morata e Mata, per uscire su Florenzi e Giaccherini.

D’altro canto il 4-3-3 spagnolo, privo in quell’occasione di Busquets e della pietra angolare Iniesta, contro un ipotetico 3-4-3 potrebbe fare leva sulla superiorità numerica in mezzo al campo per muoversi alle spalle della nostra mediana.

3) Incredibile quanto gli infortuni di Diarra e Varane abbiano influito sulla circolazione della Francia nel primo terzo di campo. Nelle ultime amichevoli la fase di possesso trasudava ben altra qualità, ma con Pogba e Griezmann che adesso devono arretrare il loro raggio d’azione per favorire la risalita della palla, si finisce per perdere imprevedibilità negli ultimi 20-30 metri.

4) Attenzione agli inserimenti nell’undici titolare di Gomez e Kimmich. Con il primo la Germania potrebbe aver risolto i problemi di attacco posizionale, con il secondo potrebbe aver implementato ulteriormente la sua qualità. Ad occhio sembra il remake del mondiale del 2014, in cui dai quarti Lahm è stato dirottato terzino e Klose ha iniziato a giocare dall’inizio. Speriamo l’epilogo non sia il medesimo.

Cosa danno in più Gomez e Kimmich alla selezione di Löw in una gif.

5) Posso dire che non mi sorprende il primo posto del Galles nel girone B? Tra l’altro io avevo persino pronosticato i galletti in semifinale. Aggiungo che nessuno ha un talento così profondo e variegato come l’Inghilterra negli ultimi 30 metri, però se Hodgson a) non trova una struttura definitiva per metterlo in campo; b) non accorcia le distanze tra i reparti in fase di possesso -> rischia di floppare. Come ai leoni accade da ormai non so quanto tempo a questa parte.

6) Purtroppo aveva ragione Daniele Manusia: non è stato fin qui un europeo spettacolare. Tante squadre che costruiscono il loro piano gara sulla fase difensiva, dove effettivamente ormai tutti si muovono discretamente, senza però poi avere necessariamente un’idea di come sviluppare quella offensiva.

7) Un cenno sul tabellone finale: trovate meritocratico un quadro in cui gli accoppiamenti sono stati sorteggiati in maniera del tutto casuale, dove una prima classificata incrocia una seconda od una terza in maniera arbitraria? A maggior ragione se il numero di terze è inferiore quello delle prime e delle seconde? Ad esempio, se l’Italia ieri avesse vinto, piazzandosi quindi come migliore prima classificata, non avrebbe dovuto affrontare la peggiore tra le terze, ossia l’Irlanda del Nord?
Qui sotto ho elaborato un tabellone basato sulla meritocrazia (miglior prima vs peggior terza, seconda miglior prima vs penultima peggior terza…) e ho scoperto che anziché la Spagna avremmo incrociato negli ottavi la Slovacchia. Non proprio la stessa cosa.

Non voglio tirare l’acqua al mio mulino, quanto proporre un tabellone più equo.

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8) Ho sempre trovato ridicole le critiche che investono ciclicamente Cristiano Ronaldo, soprattutto se fondate su gossip o speculazioni sul suo carattere o suoi trascorsi. Meno male che ieri li ha messi a tacere, almeno per un po’.

No comment.

ronaldo

classe ‘90 formatosi a Rimini. Calciofilo per inerzia, volleyballista (inteso come raccontaballe) per passione. Collaboratore al “Corriere di Romagna” dal 2009 al 2014, la Lega Pro da ormai troppo tempo è diventata il suo pane quotidiano. Valentina Arrighetti la sua dea, tradita soltanto per qualche sveltina con Fernando Torres e Earvin Ngapeth. Caporedattore Sportellate.it