Interventi a gamba tesa

5 carte in mano all’Islanda per sognare l’impossibile


76 giocatori di calcio professionisti in tutto il Paese, eppure l’Islanda arriva alla terza partita con buone speranze di andare agli ottavi. I paragoni a miracoli sportivi recenti non servono, la depressione per il pareggio rocambolesco contro l’Ungheria nemmeno: questi ragazzi hanno fatto la loro impresa comprando il biglietto per la Francia, e possono ancora dare tanto.


“Io 10 euro sull’Islanda vincitrice del torneo ce li metterei” commentava l’istrionico telecronista di Sky Nicola Roggero dopo il gol del vantaggio dell’Islanda contro l’Ungheria. In più era appena stato fatto un nuovo paragone con il Leicester City di Ranieri. Non è una moda nuova, c’entrano una maglia blu in comune, la ricerca del fascino hipster affidata a un underdog e di una suggestione facile per tifosi e appassionati.

Nel nostro piccolo abbiamo provato a dire che no, l’Islanda non è il Leicester di questi Europei. Il sogno nordico è più leggero e insostenibile, eppure è ancora in piedi. Eppure un paese di 300.000 abitanti che fa il suo esordio alla fase finale di un grande torneo internazionale arriva alla terza partita, e se la gioca. Se la giocherà assieme al famoso 5-10% di abitanti dentro allo stadio durante il match, e assieme a tutti noi suggestionati dalla sua organizzazione tattica, o anche solo dalle sue maglie blu.

Come?

S**t happens, mate.

S**t happens, mate

Rispetto a quello che abbiamo visto nelle ultime due gare, dipenderà molto dall’interpretazione tattica dell’Austria. Austria che è condannata a vincere, certo, ma non ha nel palleggio il suo punto di forza. E abbiamo visto l’efficacia degli islandesi a pressare, a rincorrere, a stare stretti, eventualmente a ripartire sfruttando fasce e lanci lunghi. Ma contro Alaba e compagni, come impostarla? Sarà fondamentale fare affidamento sui propri punti di forza, per cercare di spuntarla:

1) La Garra

Si dice sempre che non bisogna mai mollare “un pallone”, “un metro”, “un centimetro”. L’Islanda ha preso la definizione alla lettera. Se l’espressione alla lettera significa qualcosa, pare giusto applicarlo in questo caso. Non è una questione di individualità, quanto di un modo collettivo di interpretare le situazioni complesse di gioco.

2) Il Lancio del Giavellotto

Sono tra i migliori al mondo ed è fondamentalmente il loro sport nazionale. No, non è il calcio. Sì, è il lancio del giavellotto. Qualcosa deve avere lasciato, nelle mani e nelle braccia degli 11 ragazzi di Lars Lagerbäck. Si è visto molto bene nelle due partite contro Portogallo e Ungheria. Una rimessa laterale diventa pericolosa perché imprevedibile, la palla arriva tesa e con una parabola diversa da quella del corner. Difficile da interpretare per la difesa avversaria, che deve guardarsi dall’arrivo di 6-7 avversari nell’area di rigore. Se Chiellini e Zaza improvvisano un ritornello, l’Islanda sa a memoria tutte le strofe dell’album.

3) La Tartaruga

In basso i dati di possesso palla dopo 25 minuti contro l’Ungheria. Non la principale preoccupazione islandese a questo europeo.

islanda

Una corazza dura, impossibile da penetrare o da aprire a meno di avere con sé un crack o un veloce giropalla. L’Ungheria non aveva il primo, ha improvvisato il secondo portando a casa un pareggio ormai insperato. Si può pensare che l’Austria non ci provi nemmeno a romperla, la corazza islandese, ma piuttosto che cerchi di ragionare sul da farsi puntando sull’1-0. Le linee nordiche sono strette e corte, incuranti e sprezzanti del possesso palla. Il movimento dei 10 in campo è corale, con il primo pressing effettuato efficacemente dalle punte. Pochi piedi buoni nella difesa austriaca: proprio il pressing degli attaccanti dell’Islanda può fare la differenza nel match.

4) La Pista di Atletica 

Coman ha raggiunto il picco massimo di velocità in campo durante Euro 2016, seguito da Guzmics. Ma nei primi 10 ci sono tre islandesi, più di ogni altra nazionale. Corrono tanto e corrono rapidi. Si è vista però la loro stanchezza nel finale di partita con l’Ungheria, fattore da non sottovalutare.

islanda iceland

Quanto corre, l’Islanda. E soprattutto a che velocità. Nella top 10 assoluta degli Europei fino a questo momento ci sono tre dei ragazzi di Lagerbäck: Sigþórsson, Sævarsson (proprio quello dell’autogol) e Ragnar Sigurdsson. Rincorrere Cristiano nella partita contro il Portogallo ha richiesto rapidità. Gli islandesi hanno risposto presente, dote che potrà risultare utile anche contro Alaba e compagni.

5) Il geyser-sound

Esiste una diffusa letteratura sul dodicesimo uomo in campo, che va dal romanticismo della curva al cinismo dell’arbitro venduto. L’Islanda e il suo popolo (difficile definirli tifosi, quando anche i giocatori fanno altro nella vita) appartengono decisamente al primo gruppo e portano con sé tutto il loro carico naïf: un tifo spassionato, indipendente dal risultato ma al tempo stesso vicino agli 11 in campo. La tv italiana lo ha ribattezzato il “geyser-sound”, all’estero si fa riferimento alle origini vichinghe del popolo nordico. Resterà l’impressione probabilmente fondata di una festa popolare. In altre occasioni sarebbe stata la celebrazione di una sagra di pesce artico, o una notte bianca col sole di mezzanotte.

Quest’anno l’Islanda e la sua gente festeggiano in Francia: per quanto ancora non è importante. L’importante è esserci, e fare più rumore possibile.


Classe '90, originario di Rimini e residente a Roma. Sono un maniaco dei dati, dei grafici e delle statistiche: il giorno del sorteggio di Champions League è sempre un bel giorno. Sono quello in bici in mezzo alla strada: se do fastidio mi dispiace. Collaboratore Sportellate.it