Interventi a gamba tesa

Il Wunderteam dei giorni nostri


C’era una volta il Wunderteam di Matthias Sindelar, il Mozart del pallone. Erano gli anni ’30 e l’Austria si ritrovava con una delle nazionali più forti sul globo terrestre. Poi la storia come spesso capita assunse una piega ben precisa: anno 1938, l’annessione alla Germania nazista comportò l’offuscamento della nazionale austriaca dal panorama calcistico mondiale. La ripresa non fu facile. Un dato su tutti: le zero qualificazioni ai campionati europei fino al 2008, anno in cui gli fu permessa la partecipazione esclusivamente perché nazionale organizzatrice dell’evento insieme alla Svizzera. E oggi? Oggi l’Austria si presenta in Francia con quella che può essere definita senza paura la sua squadra più forte degli ultimi 50 anni.


12 Ottobre 1902. È in quel giorno che viene datata la prima partita nella storia della nazionale austriaca. Avversario di turno? L’Ungheria di Ferenc Gillemot, giornalista oltre che commissario tecnico dell’epoca. Erano i tempi dell’Impero austro-ungarico e anche per gli ungheresi si trattava della prima partita ufficiale al gioco del pallone. Da quel giorno in poi, gli incontri tra le due compagini diventarono sempre più ricorrenti. La storia ci dice che fino al 1908 le due selezioni si sfidarono per ben 8 volte, ma non è tutto. La prima competizione ufficiale degli austriaci? 10 anni dopo: Olimpiadi di Stoccolma del 1912. L’Austria viene subito eliminata, ma arriverà a disputare la finale del torneo di consolazione dove verrà sconfitta. C’è veramente bisogno che vi dica da chi?

Ho sempre pensato che il calcio e più in generale lo sport, rappresentassero al meglio quel tutto è ciclico appartenente al mondo indiano, dove la concezione del tempo è diametralmente opposta alla nostra: niente concetto del prima e dopo, la storia viene vissuta come un continuo susseguirsi di cicli. La ciclicità abbinata a calcio e sport è sempre stata materia di mio interesse, un qualcosa in grado di incuriosirmi, affascinarmi e spesso stupirmi.

Immaginate la mia reazione quindi, quando studiando il calendario dell’Austria ad Euro 2016, competizione che segna il definitivo ritorno per meriti sportivi al calcio che conta della Osterreichischer Fußball-Bund, ho scoperto che la partita d’esordio fosse proprio contro i magiari.
 Data 14 Giugno 2016 ore 18.00 infatti, sarà Austria-Ungheria.

E dopotutto, non poteva essere altrimenti.

Modulo e stile di gioco

L’Austria di Marcel Koller arriva in Francia con un percorso di qualificazione a dir poco trionfale. In un girone che presentava le comunque ostiche Svezia e Russia, la squadra dell’allenatore svizzero è stata una delle più precoci a strappare il ticket per Euro 2016 con un percorso fatto quasi esclusivamente di vittorie (10 partite disputate, 9 vinte, 1 pareggiata e 0 le sconfitte).

A partire dalla rosa, passando dal modulo, fino ad arrivare agli undici che scenderanno in campo, l’Austria che si presenterà ai prossimi europei sarà una nazionale con molte più certezze che dubbi. La formazione tipo con la quale i rossobianchi scenderanno in campo prevede un classico 4-2-3-1, con una fase difensiva di grande livello e una fase offensiva che solitamente preferisce svilupparsi sul lato sinistro (a guardare il molto probabile 11 titolare non è difficile capire il perché).

Almeno 10/11 della formazione tipo sono già decisi da tempo. L’unico dubbio riguarda il difensore che affiancherà Dragovic (per i meno navigati: tenete bene a mente questo nome). Tre i papabili: Hinteregger, Prodl e Wimmer. Se quasi tutti gli esperti danno il primo favorito, io mi son voluto sbilanciare sul secondo per il semplice fatto che il giocatore dello Mönchengladbach, per quanto superiore, viene da un finale di stagione un pelo complicato causa infortuni.

Stile di gioco dicevamo, anche qua l’Austria si è rilevata una piacevole sorpresa.

Premesso che la partita a cui farò principalmente riferimento è la vittoria in Svezia per 4 a 1 che ha sancito ufficialmente la presenza degli austriaci a questi europei, la cosa che mi ha colpito più positivamente di questa nazionale è la capacità di adattamento alle varie situazioni che può offrire una partita. Quando c’è da soffrire si soffre tutti insieme, se c’è la possibilità di controattaccare lo si fa con ordine e decisione. Sicuramente la squadra pecca un poco in fase di palleggio, ma si dimostra sempre difficilissima da attaccare.

Qua l’Austria in fase di non possesso: 4231 che si trasforma nel più classico dei 442 con Junuzovic che va ad allinearsi con Janko.

442

In fase di possesso l’Austria invece le cose migliori le fa vedere nei momenti in cui prova a recuperare palla stando alta. Ah, non stupitevi se sporadicamente vedrete i biancorossi tentare anche qualche accenno di pressing offensivo: lo faranno e gli riuscirà anche bene.

Terzo gol. Il video parte un pelo tardi, ma qua Baumgartlinger recupera palla nella metà campo avversaria, 3 passaggi e gol di Janko. E sì, difesa svedese un pelo statica.

Fino a qua sembra tutto rose e fiori, ma non è proprio così. Se come già avevo accennato persistono degli evidenti limiti in fase di palleggio, la mia vera paura sta nel reparto avanzato. Marc Janko è sicuramente una buona scelta (non eccelsa ma buona): sa giocare coi compagni, sa sacrificarsi e quando c’è bisogno buttarla dentro. Il problema? Il problema è che dopo di lui c’è completamente il vuoto. Rubin Okitie, la riserva disegnata provata più volte nel ruolo di unica punta non si è mai dimostrata all’altezza e non ci vuole niente che Koller in preda al panico, nel caso di un infortuni/squalifiche di Janko, provi a posizionare Arnautovic come unica punta.

Gran palla di Alaba, Okotie in campo aperto ha tutto il tempo per servire il suo compagno sul secondo palo, ma legge malissimo la situazione. Capacità di leggere il gioco che rasenta lo zero per l’austriaco/pakistano.

Uomo chiave

Avrei tanto voluto dire lui:

Era il 22 Maggio 2010 e quell’Inter, ai miei occhi brutta e cattiva, aveva appena fatto il triplete. Non era una giornata felice per il sottoscritto, ma grazie al buon Marko Arnautovic avevo trovato le forze per andare avanti e credere ancora in un mondo migliore.

Quindi sì, mi sarebbe piaciuto veramente molto scrivere del “nuovo Ibra”. Anche per ore e giorni interi. C’era un solo problema. Un solo, ma gigantesco problema.

In quest’Austria gioca e comanda questo ragazzotto qua…

David Alaba, signori e signore.

David Alaba

Parlare di David Alaba, a partire dalla collocazione tattica, non è per niente facile. Calciatore austriaco dell’anno nelle ultime 5 stagioni, è nato come mediano davanti alla difesa ai tempi dell’Austria Vienna per poi esplodere come terzino sinistro in Baviera. Oggi a 24 anni ancora da compiere, può essere tranquillamente definito come uno dei 2-3 giocatori più completi del mondo. Non c’è niente che il ragazzo non sappia fare e anche se nella selezione austriaca il tecnico Koller l’ha sempre schierato sulla zona sinistra del suo centrocampo a due (principalmente per sopperire a carenze tecniche e di personalità nel ruolo), non dovete stupirvi in caso di qualche improvvisa defezione, nel vederlo dettar legge da qualche altra parte del campo. Non stupitevi nemmeno se sarà lui l’incaricato di tutti i calci piazzati (eccezion fatta per le rimesse laterali, quelle sono esclusiva di Fuchs) e se sarà lui a fine torneo il capocannoniere della squadra.

Pronostico

Sarò onesto: dalle partite che mi sono dilettato a guardare, dai giocatori presenti in rosa e dai risultati che comunque la squadra ha ottenuto nel biennio, non mi sorprenderebbe vedere l’Austria arrivare prima nel girone, davanti al Portogallo. Se non davanti a tutti, vedo molto improbabile che Alaba e compagni possano scendere oltre il secondo posto. Secondo posto che sarebbe tra l’altro il miglior risultato auspicabile: se infatti la compagine di Koller dovesse arrivare prima, l’avversaria sarebbe la seconda classificata del gruppo E e cioè l’Italia, se tutto va come da pronostico. Nel caso di una più timida seconda posizione invece, la sfida più probabile sarebbe quella col Galles di Bale, avversaria sicuramente più alla portata.
A prescindere da quale sarà la sfidante agli ottavi questa squadra non dovrà poi accontentarsi…

È il momento di riaprire un ciclo che permetta ad Austria e tifosi di sognare in grande. Tutto sommato pensate ancora che quell’Ungheria sorteggiata al primo incontro sia del tutto accidentale?


 

Lorenzo Lari, nato a Rimini l'11 Giugno del 1990. Laureato in Giurisprudenza all'università di Bologna, le sue vere passioni sono sin dalla nascita ben altre. Allevato a pane e rock'n roll, è grande amante di musica, cinema e sport. Malato di Juve e di basket NBA, sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson. Co-fondatore di Sportellate.it