Interventi a gamba tesa

Irlanda del Nord, meglio di Best


C’è sempre una prima volta. E quale anno migliore, se non nel 70° anniversario della nascita di George Best? L’Irlanda del Nord, che con il genio dello United non si era mai qualificata ad una competizione internazionale, si prepara a fare l’esordio in terra transalpina con una formazione che ha stupito tutti durante le qualificazioni e non accetta il ruolo di comparsa. Parola del ct Michael O’Neill.


Se si escludono gli 8 tornei interbritannici vinti, l’Irlanda del Nord ha come miglior risultato fuori dai propri confini un quarto di finale in Coppa del Mondo. Era il lontano 1958, edizione svedese e da allora di acqua sotto i ponti di Belfast ne è passata parecchia. Addirittura la White & Green Army – così come è conosciuta la nazionale nordirlandese – ha avuto la fortuna di veder difendere i propri colori dal leggendario George Best, stella del Manchester United. Le 37 apparizioni del “Beatle” in nazionale, tuttavia, non portarono a nessun successo e nessuna partecipazione continentale o iridata.

Molti anni bui, serie infinite di sconfitte consecutive ed insuccessi di vario genere hanno caratterizzato i primi anni 2000 dei biancoverdi, che solamente nell’ultima decade hanno rialzato la testa, raccogliendo risultati di cui andare orgogliosi. La vittoria sull’Inghilterra nel 2005, quella sulla Spagna nelle qualificazioni del 2008, fino ad arrivare alla conquista del primato nel girone F, pochi mesi fa. 21 punti che significano appunto via libera per il campionato europeo 2016.

La probabile formazione dei biancoverdi: difendersi bene e ripartire velocemente è un must.

La probabile formazione dei biancoverdi: difendersi bene e ripartire velocemente è un must

Modulo e stile di gioco

Il colpo di testa
Uno dei punti di forza in fase offensiva è senza dubbio l’abilità aerea. Dovendo concedere qualcosa dal punto di vista tecnico, O’Neill ha lavorato molto (e bene) sugli schemi da calcio piazzato. Sono ben 8 i giocatori superiori ai 185 centimetri in squadra: un piccolo esercito che può farsi valere su corner e punizioni dalla trequarti e che ha già colpito in diverse occasioni.

Attenzione ai calci piazzati dei nordirlandesi, con la testa fanno paura…

In particolare, Gareth McAuley è risultato decisivo e ha messo a segno, da difensore centrale, ben 3 reti nel cammino di qualificazione, accompagnando ad una fase difensiva impeccabile una percentuale realizzativa invidabile.

Numeri che non hanno nulla da invidiare a quelli di gente più quotata.

McAuley comparato a due dei difensori centrali che ritroverà nel girone europeo e al nostro Giorgio Chiellini: nulla da invidiare a nessuno.

Tiki taka? No, grazie
Pur avendo vinto il proprio girone di qualificazione, davanti a squadre più quotate come Romania e Grecia, la White & Green Army è la formazione con la minor percentuale di possesso palla tra le vincitrici dei gironi: solo il 45% di media. Primato negativo che si riflette anche sul numero di passaggi completati durante le qualificazioni: solo l’82%; peggio di loro solo squadre del calibro di Moldova, Malta, Lussemburgo, Gibilterra e San Marino, per citarne alcune. Sicuramente non un vanto, ma questo dato non preoccupa O’Neill, che ha deciso di impostare una tattica molto lontana dal tiki taka, ma egualmente efficace.

Ed è così che uomini molto impiegati in fase di impostazioni siano i difensori – spesso adattati come centrocampisti, leggasi McNair – che cercano in modo sistematico il lancio per 2-3 uomini di movimento in avanti. Lafferty su tutti ha beneficiato di questa linea guida andando in gol 7 volte: un’enormità, se si pensa che tra Norwich e Birmingham ha messo la palla in fondo al sacco solamente 2 volte in tutta l’annata.

L’efficacia dell’Irlanda del Nord: assist del portiere Carroll e finalizzazione di Washington. Con buona pace di Guardiola.

L’importanza degli esterni
Fondamentale è il lavoro di inserimento di Ward e Dallas, veri e propri “tornanti” di centrocampo.
In fase di non possesso il loro compito è quello di abbassarsi fino alla propria trequarti, per creare una seconda linea difensiva, davanti allo schieramento a 4. In fase offensiva diventano i due attaccanti esterni in grado di tagliare le difese avversarie coi loro inserimenti, creando superiorità numerica e offrendo assist agli uomini offensivi del reparto avanzato: spesso Lafferty o Washington, altre volte Steven Davis, capitano e mente del centrocampo nordirlandese.

Il 3-1 alla Grecia, la partita più significativa dei ragazzi di O’Neill: taglio di Dallas e gol con inserimento di capitan Davis, più due reti figlie dei centimetri della selezione biancoverde.

Le carenze difensive
Quando parliamo di punti deboli, facciamo riferimento soprattutto alla fase difensiva, dove la fisicità nordirlandese paga spesso, se messa in duello a tecnica e velocità. In generale, l’Irlanda del Nord si difende con quasi tutti gli effettivi, tuttavia risulta spesso disattenta ad anticipare gli inserimenti centrali o sulle fasce degli avversari, quasi preoccupandosi più di occupare lo spazio in area, che di farlo in maniera ragionata. La lentezza dei centrali difensivi – lasciati soli in caso di inserimenti che creano la superiorità numerica avversaria – risulta un handicap a pochi metri dalla porta difesa da McGovern o Carroll.

Anya, esterno scozzese, crea superiorità numerica e la difesa nordirlandese collassa: almeno 3 avversari liberi di ricevere palla, marcature irlandesi troppo statiche. Fletcher (numero 9) riuscirà a concludere agevolmente verso la porta di McGovern.

Anya, esterno scozzese, crea superiorità numerica e la difesa nordirlandese collassa: almeno 3 avversari liberi di ricevere palla, marcature irlandesi troppo statiche.

Nella stessa partita contro la Scozia poi si evidenzia facilmente la difficoltà di creare gioco, quando si cerca di non affidarsi al lancio lungo.

Quando l’Irlanda del Nord prova a ragionare con la palla tra i piedi, i risultati non sono dei migliori…

Uomo chiave

Steven Davis, capitano e uomo copertina di questa Irlanda del Nord formato europeo.

Proprio per le difficoltà ad impostare l’azione sopracitate, sarà di fondamentale importanza l’apporto tecnico di Steven Davis, unico vero giocatore di fantasia all’interno dei 23 di O’Neill. Il trequartista del Southampton ha ormai raggiunto la maturità calcistica adatta per diventare il trascinatore di questa squadra, a 31 anni. L’appuntamento europeo metterà sulle sue spalle molte responsabilità, essendo tra coloro che meglio conoscono il calcio ad alti livelli: non a caso sarà il capitano dell’esercito biancoverde.

O’Neill e tutto il popolo nordirlandese contano su di lui per mandare in gol Lafferty e, perché no, replicare alcune prodezze che l’avevano reso eroe dalle parti di Glasgow…

Pronostico

Il girone europeo nel quale è stata sorteggiata ha una sovrana assoluta: la Germania. Dando per scontato il primo posto dei teutonici, ci sarà da combattere con Polonia e Ucraina per la seconda piazza. Le premesse di partenza assomigliano molto a quelle con cui la nazionale nordirlandese si preparava alle qualificazioni, poi vinte tra lo stupore degli addetti ai lavori. Chissà che non si possa replicare quanto fatto nello scorso biennio, con buone dosi di fortuna (sempre necessaria e gradita in competizioni continentali) e incoscienza.


 

Milanese innamorato del gioco del pallone: Sudamerica, Inghilterra, Juve, dilettanti e calcio giovanile über alles.