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- di Redazione Sportellate.it

Germania uber alles?


La Germania si presenta alla massima competizione continentale come una delle favorite. E non potrebbe essere altrimenti per la squadra laureatasi campione del mondo giusto 2 anni fa, che sembra poter attingere ad un bacino infinito di giocatori giovani, forti e maledettamente teutonici. Già nel 2012, negli europei di Polonia e Ucraina, la Mannschaft era una delle nazionali più quotate per la vittoria finale, ma avendo incontrato l’Italia, come sempre finora accaduto nella storia delle competizioni ufficiali, è risultata sconfitta in semifinale sotto i colpi di un Mario Balotelli versione deluxe. Partono con i favori del pronostico e sono fermamente e ferocemente determinati nel voler continuare il loro progetto di dominazione del mondo (del pallone).


Modulo e stile di gioco

germania conv

Già solo guardando la lista dei convocati, o meglio, come i giocatori siano stati disposti e suddivisi nella grafica, si può intuire come la Germania abbia fatto propria, come caratteristica principe e tratto distintivo, quella dell’avere dei giocatori che siano in grado di giocare in più parti del campo, uscendo dalla tradizionale distinzione tra difensori, centrocampisti e attaccanti, creando degli ibridi polifunzionali.

Senza minimamente voler sfiorare discorsi di genetica, eugenetica e amenità varie, il prototipo del giocatore tedesco del 2016 è una sorta di giocatore totale sullo stampo della scuola olandese, ma più muscolare e, in alcuni casi, dominante dal punto di vista fisico e atletico. Possiamo quindi definire il tipico tuttocampista tedesco, in uno slancio di fantasia di quelli giusti, il...

tuttocampista

È molto probabile che questa Mannschaft risenta delle influenze del guardiolismo bavarese dell’ultimo triennio, dove l’allenatore catalano si è dilettato nello sperimentare le più svariate formazioni possibili, mettendo centrocampisti in difesa, terzini a centrocampo, centrali in mediana e così via. Come giocherà quindi la Germania? Molto probabilmente, volendo riassumerla in due concetti base, sfruttando il possesso palla e colpendo grazie alla velocità e ai tagli dei giocatori del pacchetto offensivo. Semplice, no?

Un possibile 11 di partenza. Non ci sarà Rudiger, che si è rotto i legamenti.

germ form 1

Nel girone di qualificazione ad Euro 2016 la Germania è stata schierata, almeno formalmente, sia con la difesa a 3 che con la difesa a 4. Come dicevamo sopra, il fatto di avere giocatori schierabili in più posizioni permette a Joachim Löw di disegnare una squadra camaleontica che cambia modulo e disposizione all’interno della singola partita, con la semplice rotazione dei giocatori che si riposizionano a seconda delle esigenze. Non è raro quindi vedere, per esempio, Rudy o Can partire dalla posizione di laterale di destra – sia in un centrocampo a 5 che in una difesa a 4 – per poi stazionare prevalentemente in mediana.

Questo permette alla Germania di giocare senza un vero e proprio mediano di rottura a centrocampo, affidandosi quindi all’estro e alle geometrie dei palleggiatori teutonici.

Un'altra versione ibrida della Germania che può mettere in campo Löw.

germ form 2

Il fatto di avere tutta qualità a centrocampo, inteso sia come mediana che come trequarti, oltre alla presenza di Mats Hummels in qualsiasi formazione schierata e scelta da Löw, consente alla Germania di organizzare il proprio gioco basandolo su un fitto possesso palla che non ha altra funzione che far spostare e disorientare la difesa avversaria.

In poche parole, fanno possesso palla perché sanno a cosa può portare il possesso palla, non è una semplice e sterile mancanza di idee alternative. È un po’ come se aspettassero l’errore della preda per poi infierire su di essa sfruttando la velocità sulla trequarti esterna (Draxler o Götze), la visione al centro (Özil e Kroos) e le doti soprannaturali del Der Raumdeuter (ma ne parleremo meglio in seguito).

Provo a spiegarmi meglio: prendiamo la madre di tutte le partite giocate dalla Germania di Löw: Brasile-Germania 1-7 ai mondiali del 2014. Vi mostro qui il terzo gol tedesco, quello di Toni Kroos.
C’è più o meno tutto quel che stavamo dicendo: sponda di petto di Müller, che poi fa il movimento portando via l’uomo, passaggio orizzontale di Khedira per Kroos, il quale è libero di guardare tutti i movimenti dei suoi compagni; palla per Özil che ha fatto il movimento all’indietro per liberarsi, filtrante verticale per Lahm che si era sganciato sulla destra, palla arretrata per l’inserimento perfetto di Müller (che cicca il pallone che arriverà sui piedi di Kroos che era colui che aveva fatto partire l’azione).

“Germany is in complete control of the match in the midfield”.

Non è però tutto oro quel che luccica. Il fatto di rinunciare ad un mediano difensivo a centrocampo (anche perché le prestazioni stagionali di Schweinsteiger non ne giustificherebbero il suo impiego come titolare) unitamente all'adattamento di giocatori in posizioni non propriamente loro in nome del camaleontismo, lascia la difesa un poco scoperta e, complice il fatto che gli interpreti del pacchetto difensivo non siano propriamente dei centometristi, rischia di subire quelle squadre che fanno della velocità la loro arma migliore.

Per questo motivo la squadra di Löw dovrà stare attenta a Lewandowski–Milik e a Yarmolenko – Konoplyanka nel girone di qualificazione. Con Kyle Lafferty dovrebbero essere un pelo più tranquilli.

Qui un esempio di come la velocità degli inglesi abbia creato non pochi problemi.

Tornando invece sulle convocazioni, al netto del taglio dell'infortunato Marco Reus, di fatto però nelle gerarchie del selezionatore rappresentava una riserva di lusso, un altro assente che personalmente credevo fosse inamovibile è Sebastian Rudy, il tipico jolly che è stato impiegato praticamente in ogni occasione nel girone di qualificazione e nelle amichevoli (non ultima quella con la Slovacchia del 29 maggio).

Der Raumdeuter

In un collettivo che fa del movimento armonico dei suoi interpreti la chiave dei suoi successi recenti, il giocatore chiave non può che essere quello che ha legato e lega tuttora la sua carriera al movimento, allo spazio e al tempo.

Ci sono giocatori più talentuosi come Özil, Kroos e Draxler, giocatori fondamentali come Khedira e Hummels, ma il giocatore più importante non può che essere lui, "Der Raumdeuter". Prendiamo sempre in considerazione sempre quel Brasile–Germania del 2014.

Guardiamo il secondo gol.

A guardarlo in diretta, ricordo che di primo acchito sembrava che Thomas Müller, lo sgraziato Thomas Müller, avesse sbagliato lo stop dopo un fantasmagorico taglio sul passaggio di Toni Kroos.

No.

Quello è un passaggio fatto da un giocatore dal Q.I. calcistico superiore probabilmente a tutti gli altri giocatori sulla faccia del globo terraqueo. È come se Müller non giocasse nello spazio e nel tempo come i comuni mortali ma, bensì, giocasse con lo spazio e con il tempo. Per questo è la pedina più importante dello scacchiere di Löw, lo è stato per Guardiola al Bayern e lo sarà anche per Carlo Ancelotti.

Il suo stile di gioco gli è valso anche il riconoscimento da parte di Football Manager nel vedersi dedicato un ruolo su misura. In Italia è stato tradotto con “Trovaspazi”.

trovaspazi

Il termine tedesco Raumdeuter può essere tradotto come “cercatore di spazi” o “creatore di spazi”; quest’ultima accezione credo sia proprio quella più corretta per quello che forse potrebbe essere considerato uno dei più forti giocatori del mondo se non il più forte tra gli umani (gli extraterrestri giocano ad un altro sport).

Pronostico

La Germania ha tutto per arrivare in fondo, come del resto anche la Francia e la Spagna. Sono un giusto mix di giovani e veterani non ancora usurati, bensì nel loro prime fisico, abituati come sono a far giocare i giovani sin da subito. Oltre a Reus, mancheranno anche Ilkay Gundogan per infortunio e, soprattutto, Philipp Lahm che ha dato addio alla nazionale, scoprendo l’unico buco che possiamo trovare facilmente a questa squadra.

La sorpresa in termine di formazione potrebbe essere rappresentata dalla freschezza del 20enne Leroy Sané che potrebbe essere utilizzato soprattutto a partita in corso e con gli avversari stanchi.

Mi aspetto un grande europeo da parte di Mario Gomez (se, come sembra, sarà lui il centravanti titolare), che si è ritrovato in Turchia e arriva tirato a lucido per riprendersi il suo soprannome di Torero (Tor in tedesco significa gol).


Daniele Mazzanti

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