Interventi a gamba tesa

Sbaglio o ci siamo già visti da qualche parte?


Quinta partecipazione di fila per la giovane nazionale balcanica alla più importante competizione calcistica del continente. Stavolta però, lo diciamo subito, con una delle migliori generazioni di sempre. Dai numerosi talenti del nostro campionato ai campioni che dettano legge in Liga, il tutto sotto la sapiente guida del saggio Ante Cacic. Ricostruiamo il percorso degli ultimi 2 anni e vediamo dove può arrivare questa squadra agli europei. Con una certezza: può davvero stupire.


Dottor Jekyll e Mr Hyde

Quella sera d’autunno ho avuto davvero paura. È successo 2 anni fa, nel novembre 2014. Era buio, fuori pioveva e venivano giù tuoni e fulmini. Io ero dentro al calduccio, ma ciò che vedevo in tv non era meno spaventoso: un’Italia completamente impotente affonda sotto i colpi dell’armata di Kovac. È il secondo tempo. È dall’inizio della gara che ci dominano: all’illusorio vantaggio firmato da Candreva, ha risposto immediatamente il futuro interista Perisic. Osservando gli azzurri schiacciati per tutto il tempo nella propria trequarti, prendo atto del fatto che l’effetto-novità delle prime partite di Conte è finito e ci sarà molto da lavorare per supplire al gap con i nostri avversari del girone. Constatando la differenza di valori tra i due centrocampi, mi chiedo, affranto, qual è stato il momento preciso in cui è avvenuto il golpe: un tempo eravamo noi quelli forti.

Alla fine riusciamo a pareggiare una partita che avremmo meritato di perdere: bene così. Non ho dubbi circa la qualificazione. Ma, porca miseria, il primo posto del girone a quelli non glielo toglie nessuno!


Settembre 2015, neanche un anno dopo. La classifica del girone recita: “Italia prima con 18 punti, Norvegia seconda con 16”. A 180 minuti dalla fine delle qualificazioni, la Croazia sta fallendo il più che abbordabile obiettivo della qualificazione diretta agli europei. Com’è stato possibile? Errori di formazione, rapporto ormai logoro tra il ct e alcuni giocatori, partita decisiva in Norvegia affrontata in ritardo di condizione, contro degli avversari che hanno giocato col sangue negli occhi. La federazione non sta a guardare: salta la testa di Kovac. Panchina affidata a Cacic, santone del calcio croato che può vantare un’esperienza trentennale in panchina e un precedente incarico alla guida dell’Under 21. Il vecchio non sbaglia: due vittorie su due e qualificazione centrata all’ultimo. Si vola in Francia, ma che fatica, ragazzi!

La squadra

Badelj, Brozovic, Kalinic, Mandzukic, Perisic, Strinic e Vrsaljko (più l’ex Cagliari ora in forza al Malaga Cop): c’è tanta serie A nei convocati del ct Cacic. Aggiungiamoci tre elementi provenienti dalla Liga: i due madridisti Modric e Kovacic e il catalano Rakitic), prendiamo qualche difensore qua e là tra i campionati dell’ Est Europa e infine, amalgamiamo il tutto con il blocco-Dinamo Zagabria (ben 6 giocatori provenienti dalla squadra che ha vinto gli ultimi 11 campionati nazionali). Otteniamo, così, una rosa in grado di offrire diverse possibilità all’allenatore. Considerando le caratteristiche dei singoli, l’undici di partenza non dovrebbe discostarsi troppo dal 4231 adottato durante la gestione-Kovac. Tuttavia, Cacic ha sperimentato molto nelle 5 partite in cui ha guidato la squadra, quindi non sono escluse varianti sul tema.

Un’ipotetica formazione tipo.

croazia 11

Tra i pali le gerarchie sono chiare: giocherà il numero 1 del Monaco, Subasic. Terzino destro, l’inossidabile Srna, capitano e motorino inesauribile. I centrali titolari saranno Corluka e Vida: gran personalità e capacità d’impostare il primo, ottima spalla il secondo. A sinistra, giocherà il neroverde Vrsaljko, che nell’ultimo anno ha soppiantato l’esperto Pranjic.

A centrocampo viene il bello. Contando sulle gran qualità dei suoi ragazzi, Cacic potrà permettersi numerose variazioni in base all’avversario e allo stato di forma. Proviamo a fissare dei punti fermi.

Innanzitutto, un posto a Modric non glielo leva nessuno. Così come appare scontata una maglia per Rakitic, accanto al madrileno o in posizione più avanzata sulla trequarti. Altra pedina imprescindibile è Perisic, che partirà dalla fascia sinistra.
Per il ruolo di trequartista dietro la punta, opto per il talentuoso ma ancora inesploso Mateo Kovacic, anche se in quella posizione a fargli concorrenza sono davvero in molti, dal già citato Rakitic all’ex compagno di squadra Brozovic. E proprio “EpicBrozo” si è messo assai in evidenza nelle poche partite del nuovo corso, tanto da poter ambire legittimamente a una maglia da titolare, come trequartista centrale ma anche partendo da destra.

In attacco non ci sono dubbi: Mandzukic titolare, Kalinic prima alternativa.

Alternative al 4231? In primis, il 433: qualora ci sia bisogno un uomo in più in mezzo al campo, l’allenatore potrebbe sacrificare un trequartista e inserire un altro centrocampista. Può quindi trovare spazio Badelj, che grazie alla grande annata in maglia viola ha aumentato significativamente il suo minutaggio con la nazionale. O, in alternativa, potrebbe essere arretrato Brozovic. In tal caso, come esterno destro potrebbe agire il giovane Pjaca.

Infine, un’ulteriore opzione può essere rappresentata dal 442, con Kalinic al fianco di Mandzukic. Nell’amichevole giocata a Novembre contro la Russia l’esperimento ha in gran parte funzionato, per cui non è da escludere una soluzione del genere. Forse non tanto dall’inizio, ma sicuramente può essere un’opzione valida a gara in corso nel caso ci sia da recuperare un risultato.

Punti di forza, punti deboli e uomo chiave:

Punto di forza: il gran potenziale offensivo della squadra. Analizzando i video delle partite giocate sotto la guida del nuovo tecnico, emerge subito che la Croazia è in grado di andare a segno in una gran quantità di modi diversi: per vie centrali o tramite cross dal fondo, gli avversari possono star certi che i pericoli arriveranno. La gran visione di gioco dei centrali di centrocampo gli consente di andare in verticale o di aprire il gioco in rapidità sul fronte opposto per l’ala d’attacco. O per il terzino, come in questo caso:

Da notare l’azione in fotocopia: difesa russa aperta, lancio dei centrocampisti nello spazio, taglio di Vrsaljko dietro al terzino e doppio assist. Il secondo a 8:19)

In tal senso, l’uomo chiave della Croazia per me è Perisic. Capocannoniere nelle qualificazioni con 6 reti, ha concluso il campionato con l’Inter in un crescente stato di forma: con i cross dal fondo per Mandzukic e i suoi tagli può far davvero molto male alle difese avversarie.

Ungheria e Bulgaria ne sanno qualcosa.

In Italia abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare anche Mario Mandzukic. Quando non è il finalizzatore diretto dell’azione, è comunque preziosissimo grazie alle sue sponde e più in generale alle giocate one touch per i centrocampisti. E di gente con un buon tiro da fuori la Croazia ne ha a dismisura.

Come Brozovic…

Punto debole? La fase difensiva. Con un potenziale offensivo così elevato e senza due uomini di rottura a centrocampo, inevitabilmente concedi qualcosa dietro. Se poi consideriamo che i terzini vengono spesso sfruttati come ali aggiunte, non bisogna meravigliarsi del fatto che basta un semplice lancio a cambiare il campo da una parte all’altra per mandare in tilt la fase di non possesso. I russi l’hanno capito e li hanno fatti ballare per bene.

Ripartenza corta dei russi, Pivaric non riesce a rientrare e la Russia va in rete con relativa facilità. Magari è un po’ un caso limite, però nel resto della sintesi potete farvi un’idea degli spazi che i biancorossi concedono nella loro area.

Pronostico

La Croazia è stata sorteggiata nel girone D, insieme a Spagna, Turchia e Repubblica Ceca. Sulla carta, il secondo posto è alla portata della compagine di Cacic, che poi dovrà sfidare la prima classificata del gruppo E, il nostro. Per me, Mandzukic e compagni hanno tutte le carte in regola per arrivare tra le prime otto. Sperando che i nostri azzurri non li incrocino di nuovo sul proprio cammino.


 

 

Salernitano, classe 1992. Laureato in Medicina e Chirurgia a Bologna, ma solo perché la Facoltà “Storia del calcio e filosofie dei sistemi di gioco” ancora non è stata inventata. Tifoso del Chievo dai tempi in cui i “Mussi” volavano per la prima volta in Serie A, sono innamorato di questo sport per la quantità incredibile di storie che è in grado di offrire.