Interventi a gamba tesa

Sulle spalle di Atlante (e di Cristiano Ronaldo): il Portogallo


Quando hai in rosa il più forte giocatore europeo in circolazione, la candidatura alla vittoria finale dovrebbe essere quasi scontata. Tuttavia per il Portogallo di Fernando Santos non è così. I lusitani hanno sicuramente una delle nazionali con maggior talento nel panorama europeo, ma sono considerati da molti gli eterni incompiuti del calcio continentale. Eppure, se andassimo ad analizzare ogni singolo reparto di questa selezione ci potremmo rendere conto che, in Francia, potrebbe veramente recitare un ruolo da protagonista. La competizione europea ha pur sempre un conto in sospeso con questa nazione dopo la finale persa, in casa, contro quella Grecia allenata, dal 2010 al 2014, proprio dall’attuale commissario tecnico dei lusitano Fernando Santos. Che sia la volta del riscatto?


Il girone di qualificazione del Portogallo è stato praticamente perfetto: 7 vittorie e 1 sconfitta per gli uomini di Fernando Santos. Nell’ultima, in un certo senso drammatica (si doveva giocare a Bruxelles e poi fu spostata in Portogallo a causa degli attentati parigini), amichevole contro il Belgio, il Portogallo ha fatto vedere quello che probabilmente sarà lo schema utilizzato dall’allenatore portoghese.

Il cammino del Portogallo verso Euro 2016 quasi perfetto.

Il cammino del Portogallo, quasi perfetto, verso Euro 2016

 

Il probabile 11 portoghese

Il probabile 11 titolare del Portogallo di Fernando Santos

Il 4-4-2 con il centrocampo in linea anziché a rombo, secondo Santos esalta la stella della nazionale, quel Cristiano Ronaldo da almeno 51 gol a stagione da 6 anni a questa parte.
Per capire quanto l’allenatore voglia proteggere il madridista si deve solamente sottolineare queste parole pronunciate nell’ultima conferenza stampa dopo l’amichevole contro la nazionale belga: “Non posso obbligare un giocatore che ha come unico obiettivo segnare gol a difendere come gli altri. Non gli si può chiedere che, giocando sulla sinistra, faccia i compiti di un’ala. Che fa un’ala classica? Gioca sulle fasce e difende. Con Cristiano, devi riuscire ad avere una formula che gli permetta non stancarsi in quei compiti di difesa”. Per questo il tecnico utilizzerà due punte veloci come CR7 e Nani: vuole che non diano punti di riferimento in attacco e, supportati dalla qualità del centrocampo, possono diventare veramente molto pericolosi.

Analizzando i due gol nella vittoria contro il Belgio si può benissimo intravedere cosa vuole Fernando Santos dai suoi attaccanti. Non devono rimanere statici, ma muoversi in continuazione facendosi sempre trovare pronti per eventuali cross o assist. La seconda rete nasce proprio da un traversone perfetto di Joao Mario per Cristiano che, da vero 9, colpisce verso la porta.

Santos d’altro canto si deve preoccupare anche della fase difensiva: perché se è vero che Pepe attualmente è uno dei migliori difensori in Europa, è altrettanto vero che Bruno Alves non è Sergio Ramos e non si vedono in circolazione alternative valide. La lentezza del difensore del Fenerbahçe potrebbe costituire un problema, soprattutto contro i big della manifestazione.

Ma forse, mai come quest’anno, il vero punto di forza di questa nazionale è rappresentato dal centrocampo. Magari sono troppo giovani, magari non sono pronti a competizioni di tale importanza, ma sicuramente ci faranno divertire. Renato Sanches, fresco di trasferimento al Bayern Monaco, André Gomes, vicino (?) al passaggio alla Juve, Joao Mario, Bernardo Silva: la lista dei centrocampisti offensivi è praticamente infinita in Portogallo. Se sapranno prendere il controllo del gioco, poche squadre sapranno difendersi da così tanta qualità.

Uomo chiave

Banalmente ed esageratamente CR7.

Scontato, ma non si può negare che l’uomo-chiave del Portogallo si chiami Cristiano Ronaldo. E quella partita contro la Svezia, negli spareggi per andare ai mondiali brasiliani del 2014, ne fu la dimostrazione. Tripletta nella terra di Zlatan Ibrahimovic. Segna in tutti i modi che ci possiamo immaginare e se i lusitani riusciranno a fare strada in Francia sarà sicuramente grazie ai suoi gol e alle sue giocate.
Capitano di questa nazionale, vuole rinverdire la gloria portoghese degli anni di Eusebio. Fernando Santos ha cambiato il tradizionale schema del Portogallo, quel 4-3-3 che puntava sulle ali veloci per favorire il gioco della sua stella, a cui è stato avvicinato un altro attaccante. Ora l’ex Manchester United deve ringraziarlo a base di gol.

Pronostico

Il girone del Portogallo non dovrebbe rivelarsi un problema. Islanda, Austria e Ungheria non sembrano avversarie temibili e la cosa più normale è che finisca al primo posto con 9 punti. Un girone da 4 squadre con 3 partite secche però può riservare sempre sorprese (attenzione all’Islanda). Dagli ottavi in poi ogni partita sarà un terno al lotto ma sicuramente i lusitani possono andare lontani. L’europeo ha un conto in sospeso con i portoghesi dopo il secondo posto del 2004. Quella finale persa in casa brucia ancora.

Cristiano Ronaldo, invece, ha quasi l’obbligo di diventare capocannoniere in Francia. Negli ultimi anni il problema è stato il valore assoluto della rosa portoghese messo a confronto con quella del Real Madrid. Ma quest’anno, con la qualità del centrocampo potrebbe cambiare tutto e chissà, forse il 10 luglio a Parigi, ad alzare quella coppa, ci sarà proprio lui, Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro.


 

Santiago Tedeschi, nato a Roma, classe '93. Appena laureato in Mediazione Linguistica e Interculturale e pronto per una magistrale in Giornalismo e Comunicazione Digitale. Italo-spagnolo e una grande passione, il calcio e il Barcellona.