Interventi a gamba tesa

Hai Romania! Bun venit!


Finalmente Romania! Dopo ben 8 anni di assenza, la nazionale di Dracula torna a disputare una competizione ufficiale organizzata dalla Uefa. Sembra trascorsa un’era geologica da quando i vari Chivu, Contra, Mutu e Marica contendevano all’Italia il secondo posto del Girone C agli europei 2008 disputati in Austria e in Svizzera. Perché oggi i “tricolorii” sono una realtà calcistica completamente diversa. Gli unici superstiti Razvan Rat e lo stesso Ciprian Marica potrebbero sottoscrivere a occhi chiusi. E l’aver ottenuto il pass per la Francia rappresenta indubbiamente un grande successo per una compagine in crisi di risultati e da troppo tempo fuori dai giochi.


Il settimo posto raggiunto un anno fa nel ranking FIFA è poco veritiero, come ha confermato lo stesso commissario tecnico Anghel Iordanescu: “Abbiamo sempre avuto i nostri giocatori nelle migliori squadre d’Europa. Ora i nostri club sono fuori da qualsiasi competizione continentale per la prima volta negli ultimi 11 anni ed i nostri uomini che militano nei migliori campionati sono attori marginali nei piccoli club. Non siamo i settimi al mondo”. A livello tecnico infatti, la grande Romania di fine anni ’90 – definita la “Generatia de Aur” dove brillavano i vari Hagi, Stelea, Popescu, Petrescu, Munteanu, Ilie, Moldovan e Lacatus – è avanti anni luce rispetto all’organico attuale.

La nazionale ai mondiali francesi del ’98, tutta platinata per festeggiare il passaggio agli ottavi.

Romania WC 98

In sostanza, soprattutto per la politica interna della F.R.F. (la federazione calcistica locale) che meriterebbe un approfondimento a parte, negli ultimi 10 anni non è avvenuto quel ricambio generazionale sperato. E i lampi di Adrian Mutu, per eccellenza il prototipo del calciatore “genio e sregolatezza”, non sono bastati a colmare queste carenze.

Tuttavia, la partecipazione a questi europei può anche costituire un nuovo punto di partenza, nonché un’occasione per iniziare a porre delle nuove basi. Ci sono in effetti alcuni giovani promettenti, leggi Hagi junior, Mitrita e Puscas, che potrebbero segnare un nuovo corso.


La settimana scorsa il tecnico Iordanescu ha reso ufficiale la lista dei pre-convocati. Due gli “italiani”: Ciprian Tatarusanu della Fiorentina e Vlad Chiriches del Napoli. Fa discutere l’esclusione eccellente del trequartista Constantin Budescu, titolare fisso nei match di qualificazione e autore di una doppietta nella gara decisiva in casa delle isole Faroe. In via ufficiale, risulta che l’ex calciatore dell’Astra Giurgiu non sia stato convocato per motivi tattici. Una motivazione però attendibile fino a un certo punto. Di recente lo storico medico Popescu e tutto il suo staff sono stati licenziati per contrasti con la dirigenza e con lo stesso commissario tecnico. Budescu, durante un’intervista, si è schierato dalla parte dei primi: è probabilmente questa la vera causa della sua assenza in Francia.

Uomini chiave

La nazionale del “tricolore” si è qualificata in maniera relativamente facile, le avversarie del girone F si chiamavano del resto Irlanda del Nord, Ungheria, Finlandia, Isole Faroe e Grecia. Chiriches e compagni sono arrivati secondi con 20 punti (uno in meno degli irlandesi) grazie alle 5 vittorie e ai 5 pareggi raccolti. Iordanescu, alla sua terza esperienza da allenatore della nazionale, ha costruito e impostato la squadra soprattutto sul collettivo: “Non abbiamo superstar che possono decidere l’esito di una partita; è difficile fare spettacolo per la gente quando non si dispone di certi giocatori”.

Tecnicamente parlando, i calciatori chiave della rosa sono il veterano Razvan Rat e Gabriel Torje.

La presentazione di Torje in maglia friulana.

torje

L’esterno offensivo lo ricordiamo bene per il suo campionato 2011’12 disputato con la maglia dell’Udinese. Arrivato in Friuli con la nomea di “Messi dei Carpazi“, il numero 11 non ha impressionato particolarmente, ma nemmeno sfigurato. Chi scrive continua tuttora a sostenere che i bianconeri avrebbero dovuto credere di più in lui, senza cederlo dopo un solo anno. Pur non essendo un top player del calibro di Sanchez, Torje, passo dopo passo, avrebbe potuto maturare affianco a Di Natale per poi diventarne l’erede naturale. D’altronde, le due caratteristiche sono molto simili a quelle di Totò. Ad ogni modo, ora gioca per i turchi dell’Osmanlispor.

Mentre l’anno scorso, sempre in Super Lig ma con la maglia del Konyaspor, ha tirato fuori dal cilindro perle come questa.

In chiave nazionale, il classe ’89 (48 presenze e 10 gol) si è sempre dimostrato prezioso. Notevole la sua capacità nel partire dalla fascia per poi accentrarsi e provare la conclusione. In 9 presenze nel girone, è riuscito a trovare il tiro per 19 volte, quasi due a partita. E 7 volte ha centrato la porta, colpendo anche un palo. Per quanto riguarda invece il fraseggio, ha completato 114 su 156 passaggi. I suoi assist per gli attaccanti Stancu e Keseiru saranno fondamentali. Anche i tifosi si aspettano molto da lui.

L’altro leader, come accennato prima, è il terzino sinistro Razvan Rat. Capitano della squadra, l’ex pilastro dello Shaktar Donetsk, ora al Rayo Vallecano, oltre all’esperienza e all’immenso carisma, registra una grande precisione nei cross e nei passaggi. Stando alle statistiche di Uefa.com, il calciatore ha una percentuale di passaggi riusciti dell’86% su 364 totali effettuati. Senza dimenticare i suoi preziosi assist contro l’Irlanda del Nord e in casa delle Faroe.

4-2-3-1 fluido

Il modulo di partenza sarebbe il 4-2-3-1, ma l’uso del condizionale è obbligatorio in quanto si tratta di uno schieramento piuttosto fluido. La Romania, che gioca soprattutto in contropiede, in fase di non possesso si schiera con un 5-3-1-1: i difensori e almeno uno dei mediani cercano di creare una sorta di “gabbia” per gli avversari. Oltre la linea di centrocampo c’è l’attaccante e uno dei fantasisti pronti alla ripartenza.

Pintilii si schiaccia sulla linea difensiva, andando a formare una difesa a 5. Nei pressi dell’area troviamo anche l’altro mediano, Hoban, e gli esterni alti Stanciu e Stancu.

romania linea dif

Nella fase offensiva, invece, il sistema di gioco si può trasformare anche in un 4-3-3. Accanto al terminale offensivo troviamo i due esterni d’attacco, col trequartista – con Budescu non convocato, il ruolo sarà ricoperto da Alexandru Maxim – leggermente arretrato ma sempre pronto ad accompagnare l’azione per un’eventuale conclusione da fuori area.

In particolare sono le transizioni rapide a venire delegate ai due esterni alti Maxime e Torje, oltre che alla punta centrale Keseru.

romania fase off 2

Fondamentale per questa situazione di gioco è il lavoro dei due terzini Papp (anche per lui un’esperienza in Italia con la maglia del Chievo tre anni fa), e Rat. Entrambi dotati di grande velocità e propensione ad andare sul fondo, spesso sono loro ad innescare il contropiede. Non è un caso che i centrocampisti centrali Hoban e Pintilii non cerchino tanto la profondità, quanto di allargare il campo per favorire le loro cavalcate verso l’area avversaria. In un certo senso, costituiscono i registi offensivi della squadra. E anche quando hanno assistito il compagno squadra smarcato, rimangono comunque alti, pronti a colpire.

Questa estrema sintesi del match d’andata contro l’Irlanda del Nord può forse chiarire il concetto.

In attacco, invece, non è una perdita da poco l’assenza di Marica, costretto a dare forfait a causa di un infortunio. Il terminale offensivo sarà presumibilmente uno tra Bogdan Stancu e Claudiu Keseru, col secondo nettamente favorito. Questo perché è molto probabile che Stancu, stante l’esclusione di Budescu, giochi esterno, pur non essendo il suo ruolo naturale.

In più dalla sua ha una notevole precisione nel colpo di testa e, se ben servito, i gol non li sbaglia.

Keseru, invece, è più un centravanti di movimento. In forza ai bulgari del Ludogorets assieme all’ex meteora del Siena Moti e al centrocampista Prepelita, il numero 13 romeno è meno fisico e non presenta numeri particolari. A volte pecca di lucidità sotto porta, ma attenzione a quando è in giornata.

Ne sa qualcosa la Danimarca.

Un’ipotetica formazione tipo potrebbe essere questa:

romania 4231

Pronostico

Il gruppo A è arduo: le avversarie sono i padroni di casa della Francia, l’ostica Svizzera e l’Albania di De Biasi che giocherà sulle ali dell’entusiasmo per la quasi impresa sportiva compiuto. La qualificazione agli ottavi avrebbe del miracoloso, ed è molto più facile che la banda di Iordanescu lotti per il secondo posto con gli elvetici e la squadra di Cana. Ad ogni modo, guai a sottovalutare le outsider. La Grecia del 2004 insegna. 

Detto questo, FORZA ROMANIA! Anzi, HAI ROMANIA !!!


 

Raffaele Campo, nato a Padova il 21/6/1989. Diplomato al Liceo Classico Statale "Concetto Marchesi" di Padova (ma non chiedetemi nulla di latino e greco) e attualmente studente di giurisprudenza presso la facoltà di Ferrara. Vado matto per il calcio, ma soprattutto per l´Inter, seguo anche la Premier League e non disdegno la Liga spagnola. Altre passioni e interessi sono leggere, libri di storia e di cronaca italiana del ´900 in primis, e viaggiare (ho visitato più di dieci Stati europei, ma ce ne saranno ancora tanti altri che visiterò). Collaboratore Sportellate.it