Interventi a gamba tesa

A caccia del tris


Dopo la disfatta in Brasile, la Selección prova a rialzarsi riaffermando la supremazia del movimento calcistico spagnolo sul continente, in linea con i risultati delle squadre di club della Liga BBVA. Vicente Del Bosque andrà in Francia a difendere il titolo conquistato 4 anni prima, l’obiettivo è consono agli strumenti a disposizione. Un piazzamento non è contemplato, le agenzie di betting valutano le furie rosse la terza forza della competizione, appena sotto i campioni del mondo in carica della Germania, e i bleus, paese ospitante. Quote in ribasso, visto l’esito dei tornei per club che vedono ancora tre spagnole su quattro in finale.

Destino vuole che prima dell’incubo mondiale, con la Spagna data per favorita, ci fossero esattamente le stesse tre squadre a squadrare l’europa dall’alto in basso: Sevilla, e le due madrilene, Atlético e Real.


Modulo e stile di gioco

Il movimento calcistico spagnolo si è distinto in questi anni per una concezione olistica e davvero collettiva della squadra, intesa come simbiosi di giocatori, idee e schemi. Perciò, come abbiamo imparato a conoscere, la Spagna riproporrà le stesse idee che l’hanno fatta grande, esaltando i magnifici giocatori della roja, secondo le loro caratteristiche. Sarà dunque una squadra rinnovata, con nuovi giocatori, aderenti però al modello classico. Centrocampo fitto, tecnico e dotto, difensori che impostano e partecipano attivamente alla creazione della manovra, esterni offensivi e dinamici, in grado di garantire l’ampiezza, e attaccanti mobili in grado di agire in simbiosi con i centrocampisti nella gestione dello spazio.

Difesa a 4, due estremi e un solo delantero a delimitare i 3 cervelli nell’amorfo plasma al centro del campo. 451 la definizione che ci si avvicina di più. Oppure, provato come alternativa, il centrocampo a rombo, modulo senza ali vere e proprie ma con punte di movimento che sanno allargarsi e garantire l’ampiezza nelle fasi iniziali della manovra.

I principi di gioco sono quelli del calcio di posizione, ovvero densità in zona palla, superiorità posizionale, ampiezza. Il canovaccio è come sempre creare linee di passaggio, generando spazi attraverso il movimento corale, facendo in modo che il pallone, di giocatore in giocatore, arrivi pazientemente a trovare una strada per un tiro pulito.

L’1-0 di Jordi Alba alla Slovacchia come exemplum dello stile ispanico: riceve Pedro a sinistra, converge, Alba si sovrappone, la palla viene passata dall’altra parte a Silva, il quale a sua volta si stringe. Mentre i suoi compagni fanno presenza a centro area, il 21 del Manchester City premia il taglio del laterale del Barca alle spalle della difesa.

A differenza di quello che vediamo fare spesso alle squadre della Liga, o al Bayern Monaco con Guardiola, il calcio della nazionale è la versione più meditabonda del tiki taka, il possesso è orizzontale e calibrato ad ottenere poche ma limpide palle gol, la squadra rimane corta e ampia e sale lentamente sul campo attraverso una fitta rete di passaggi, non forza le giocate, se necessario ricomincia alleggerendo all’indietro sui difensori.

In un torneo serrato, dispendioso fisicamente, non sarà raro vedere la squadra che si riposa col pallone facendo sterile melina, proprio come ha fatto nei due tornei precedentemente vinti, vittorie con un margine minimo e con un invidiabile record difensivo. Già perché le furie rosse a dispetto del nome non soffocano l’avversario strozzandolo all’interno della propria area, piuttosto lo sfiancano frustrandolo, aspettando che ceda a livello fisico e mentale dopo aver inseguito la palla per tutto il campo, una versione che definirei speculativa, se così è lecito chiamarla, del calcio di possesso. Giocano per vincere 1-0, e nel loro possesso non si concedono mai un pallone perso in una situazione scomoda, per questo non rischiano le giocate, non schiacciano l’avversario e riescono a tenere la porta inviolata.

Il cammino degli iberici nelle qualificazioni: 4 successi per 1-0 e 8 partite senza subire gol (striscia tuttora aperta).

spagna risult euro 2016

Nelle poche fasi difensive provano un contropressing locale immediato, se salta però non cercano l’aggressione ultraoffensiva a tutto campo, ripiegano difendendosi compatti in massa nella propria metà campo. La chiave del gioco della Spagna risiede in sintesi nella presunta superiorità tecnico-tattica, il loro gioco è volto a far pesare questo fattore.

Nelle fasi di qualificazione la roja infatti, come sempre, è leader in tutti gli indici di distribuzione (numero di passaggi, precisione, possesso palla), ma non è la compagine che tira o segna di più, in compenso è la seconda miglior difesa.

Gli stats finali pubblicati sul sito dell’Uefa.

spagna stats

I (probabili) convocati

C’è ancora incertezza riguardo la lista dei convocati per la competizione: ci sono molti candidati di qualità, soprattutto in mezzo, e il selezionatore Del Bosque, che di indole sarebbe propenso ad affidarsi ai giocatori più esperti, è rimasto scottato dall’esperienza al mondiale. È probabile quindi lasci a casa o fuori dall’undici titolare alcuni senatori.

Il primo a farne le spese sarà il giocatore che ha sollevato l’ultima coppa, il capitano Iker Casillas, che tra le papere a ripetizione e l’esilio forzato in Portogallo, dove ha straperso il campionato, non sta vivendo un fine carriera splendido. Titolare all’inizio del girone di qualificazione, è stato soppiantato un po’ alla volta dal giovane David De Gea, reduce invece da grandi stagioni in Inghilterra, dove è considerato uno dei, se non il, migliore portiere del campionato.

In difesa, la coppia titolare fissa è costituita dalle bandiere, Piqué e Ramos. Dietro di loro c’è incertezza, sono stati provati Nacho Fernandez e più spesso Bartra, le loro riserve nei rispettivi club, sebbene facciano insieme a fatica 20 presenze da titolari quest’anno. Albiol, autore di una buona stagione a Napoli non è stato di recente mai preso in considerazione.

La fascia destra sarà affidata certamente a Juanfran, vista l’annata da desaparecido di Aleix Vidal a Barcellona. Per lo scudiero del veterano c’è solo l’imbarazzo della scelta: Daniel Carvajal è sulla carta il più indicato, giovane e già in possesso di una medaglia da vincitore della Champions League, da titolare col Real Madrid, ha già fatto parte della selezione durante il percorso di avvicinamento agli europei, ed anche quest’anno è finalista in coppa. Nonostante ciò alla casa blanca ha subito la concorrenza del nuovo acquisto Danilo, che ha condizionato in negativo le prestazioni di entrambi, facendogli perdere il posto nella Selección.

Mario Gaspar, autore di una brillante stagione a Villarreal, ne ha per il momento approfittato, ma con l’avvicendamento sulla panchina dei blancos, Carvajal ha ritrovato la titolarità e insieme con la squadra un adeguato livello di prestazione. Ci sarebbe a sorpresa anche il mai convocato Bellerin, ventenne in forza ai Gunners e già il migliore della Premier League nel ruolo.

Accostato addirittura a Usain Bolt per il suo atletismo.

A sinistra la situazione è più definita, Jordi Alba è sicuro del posto, Bernat all’inizio dell’anno sembrava fosse in procinto di scalzarlo, ma finendo in panchina al Bayern è presto sparito anche dall’elenco dei convocati di Del Bosque, in luogo dell’esperto Azpilicueta, terzino destro apparentemente tenuto da conto per la fascia sinistra grazie alla sua versatilità.

Davanti alla difesa Sergi Busquets è un pilastro inamovibile, metronomo e riferimento di tutta la squadra. La sua riserva per tutte le qualificazioni è stata Mikel San Josè, che in teoria per gli europei dovrebbe andare però in ballottaggio con un altro basco, il rientrante Javi Martinez. A lungo assente per problemi al ginocchio, storico elemento della squadra nei suoi gloriosi trascorsi iridati, il centrocampista del Bayern dalla sua ha l’esperienza, un livello superiore e può anche garantire copertura come difensore.

Ai due interni storici Iniesta e Fabregas, sono stati aggiunti stabilmente Thiago, e il polivalente Koke. Complicato vedere Santi Cazorla, che ha messo di nuovo piede in campo soltanto lo scorso weekend dopo uno stop di 5 mesi, verrà probabilmente sostituito dalla poderosa new entry Saúl, giocatore in forte ascesa, determinante per la stagione strepitosa dell’Atlético. Difficile che Vicente Del Bosque ne rimanga indifferente.

Better call Saul.

Ai lati, Silva, Pedro, Mata, rischia il talentuoso Isco che vede poco il campo a Madrid, in ballottaggio con Nolito, stagione super a Vigo per lui, e con Morata, che l’allenatore ritiene un’opzione valida anche sull’out.

Davanti regna l’incertezza: Del Bosque da un mazzo di 5 nomi pescherà soltanto due giocatori. Tra acciacchi fisici e una certa incompatibilità palesata già ai mondiali, è possibile che resti a casa Diego Costa, uno dei più quotati, sostituito spesso da Alcacer durante le qualificazioni. Il valenciano, pur giocando poco, è stato il capocannoniere della nazionale nell’ultimo anno e mezzo, ma non è detto entri nei 23. Gli altri sono il vecchio e prolifico bomber Aduriz, il già citato Morata, che ha avuto una stagione complicata in Italia, ma ha spesso giocato da titolare con la Spagna, e Fernando Torres, tornato in auge ultimamente, un periodo di forma nel quale ha segnato 10 gol risultando decisivo, facendo vedere sprazzi del vecchio Niño.

I due possibili undici.

spagna 451

spagna rombo

Uomo chiave

La Spagna è una squadra che per il suo caratteristico sviluppo del gioco porta al tiro giocatori diversi. Ma che non segna molto: sarà difficile quindi vedere il capocannoniere in questa selezione, o comunque un uomo che stacchi dal contesto, potrebbe finire sulle prime pagine Morata, e da subentrante strappare il match con le sue accelerazioni in campo aperto, nelle gare bloccate e sopite; oppure Iniesta, con qualche illusione delle sue, ma a livello tattico, in realtà, l’elemento più importante della squadra sarà Busquets.

Essendo il centro della squadra e il giocatore che vedrà di più il pallone, attraverso le sue scelte controllerà il ritmo, l’altezza e la velocità della manovra. In una squadra che fa del gioco e della perfezione dello stesso la sua arma vincente, questa rappresenta la mansione più critica. La grandezza della Spagna risiederà in quanto bene riuscirà a giocare, non nelle singole giocate dei suoi campioni. Sergi andrà a raccogliere un’eredità che definire pesante è un eufemismo, quella di Xabi Alonso e di Xavi Hernandéz. Un’investitura meritata.

Breve ma rappresentativa analisi su quella che può essere l’influenza di Busquets sui compagni… ma anche sugli avversari, all’interno di una gara. Qui invece, per chi mastica il castigliano, un’analisi più complessa ed estesa, su quali siano le mansioni di Busquets.

Mi piacerebbe citare anche un deus ex machina alternativo che potrebbe a sorpresa rubare la scena, se le cose non dovessero andare proprio come le intende Del Bosque. Un giocatore differente dallo stereotipo e per questo particolare, un giocatore che potrebbe uscire fuori se il piano A delle furie rosse, ovvero sconfiggere gli avversari ghermendoli, dovesse sbattere contro una realtà fatta di gare a ritmi alti ed equilibrate, sulle quali è difficile imporre una dittatura tecnica.

Jorge Resurrección Merodio, o più semplicemente Koke, un giocatore solido, dinamico, agguerrito ma pur sempre spagnolo, dotato di una qualità paragonabile ai suoi compagni di reparto, che tornerà in ogni caso molto utile a una squadra che ha dimostrato di non essere perfetta, anche dalla panchina. Lui e Saul, se impiegati nel contesto adatto possono dare una dimensione differente alla Spagna, non a caso entrambi giocano nella squadra meno spagnola delle spagnole, l’Atlético, una risorsa che l’allenatore dovrà tenersi stretta, e non snobbare in nome di un’estetica precostituita.

Nella top 10 ci sono 3 spagnoli. E uno di questi è Koke.

spagna fabr

Pronostico

La Selección ha vinto 9 partite su 10 nel percorso di qualificazione, prima con largo margine sulla Slovacchia, unica squadra con cui ha lasciato punti per strada, perdendo 2-1 a Zilina nell’ottobre del 2014, in una gara peraltro dominata, dopodiché non ha mai più conosciuto la sconfitta in gare ufficiali. Recentemente in preparazione al torneo ha sfidato  l’Inghilterra, regolandola con un secco 2-0, ha pareggiato con i nostri azzurri in una gara piuttosto equilibrata ed ha testato le seconde linee contro la Romania, uno scialbo 0-0 in cui si è fatta preferire la squadra allenata da Iordanescu.

Dalle amichevoli non pare arrivare di gran carriera all’europeo. Ha certamente giocatori di primo livello, anche fra le riserve, ed è uno dei collettivi più affiatati ed efficienti, sembra però non avere ancora brillantezza. 

L’impressione è quella che la squadra, nel peggiore dei casi, fatichi ad adeguarsi alla partita, a stare dentro le gare, ad alzare i ritmi quando gli avversari incalzano. Verrebbe da dire che abbia fin troppa qualità, e che snobbi i ritmi di una competizione, che per antonomasia è caratterizzata da sforzi elevati e gare che spesso si decidono sulla capacità di resistere fisicamente allo stress fisico. La ragione è forse da ricercare nella condizione dei giocatori chiave, alcuni dei quali cominciano ad avere una certa età. Niente di irrisolvibile comunque con il materiale tecnico a disposizione, le nuove leve sono adeguate a sostituire il blocco che ha vinto tanto ma anche perso male ai mondiali; la condizione è che Del Bosque, beccato un po’ in patria per il suo “braccino”, non ci ricaschi.

E che non si ripeta una figuraccia come contro il Cile.

In ogni caso, ad un mese abbondante dall’inizio, con una preparazione da fare, condita da due amichevoli, e con molti giocatori chiave che si aggregheranno solo a fine maggio per via delle coppe, si possono solo fare previsioni e speculazioni sulla condizione atletica della nazionale. Come due anni prima, molte squadre spagnole, e con loro i giocatori, sono arrivate in fondo alle principali competizioni e potrebbero sentirle sulle gambe. Eloquente il caso Barcellona, qualche settimana fa ha avuto un crollo verticale che per poco non ne comprometteva la conquista della Liga.

Ci sono alcuni giocatori importanti che potrebbero patire più di altri: Iniesta non è più un giovincello, a Malaga sabato scorso è sembrato in netta ripresa rispetto alle settimane da incubo che sono culminate con l’eliminazione in Champions, ma in una competizione serrata avrà per forza bisogno di rifiatare. Juanfran, over 30 anche lui, è oltre i 4000 minuti stagionali, da terzino. Diego Costa soffre di problemi cronici che ne hanno condizionato la stagione, Cazorla ha un mese scarso per raggiungere il top dopo 5 mesi fermo. Silva è stato alle prese con noie muscolari nell’ultimo mese.

Con tutti questi giovani rampanti dietro agli acciaccati ed un Del Bosque più consapevole, non credo che eventuali noie fisiche possano preludere a un fiasco totale, principalmente perché credo che verranno individuate ed eliminate già durante la preparazione, per evitare un Brasile 2, e in secondo luogo perché non ci sono viaggi lunghi e trasferte continentali da compiere. Una Spagna anche provata fisicamente è in grado di rispettare il suo status di top team, e quindi di arrivare tranquillamente in semifinale, se per sorteggi dovesse uscire prima, probabilmente lo farebbe con una futura finalista.

Una Spagna che riuscisse invece a trovare brillantezza, magari operando degli innesti inediti nell’XI titolare, potrebbe anche tornare la squadra ingiocabile di 4 anni fa, perché come talento, è ancora un passo avanti alle altre.


 

Esso vive a Venezia, ma nasce a Treviso solo per fare un dispetto agli ultras dell’Unione. Classe ’93, adoro i trip su Wikipedia, viaggio più con la fantasia che fisicamente, a dire il vero sono una specie di bradipo. Sto inseguendo la laurea in Ingegneria caracollando come De Ceglie, ma il buon Paolino insegna che con l’impegno tutto è possibile. Go with the flow, peace!