Interventi a gamba tesa

Mistero Gnoukouri

Gnoukouri e Mancini


Nel posticipo della 36a giornata di serie A andrà in scena allo stadio “Olimpico” di Roma la sfida fra Inter e Lazio, dopo che all’andata i biancocelesti si imposero fuoricasa 2-1. Per i nerazzurri quella partita rappresenta lo spartiacque di una stagione iniziata oltre ogni più rosea aspettativa e poi assurdamente consegnata alla mediocrità di risultati altalenanti. 


Di quella prima parte ricordiamo il turnover frenetico che non ha risparmiato nessuno, neanche il capitano Maurito Icardi. Un turnover eccessivo che ha coinvolto tutti e, allo stesso tempo, non ha risparmiato nessuno. Si ricorderanno, infatti, nelle varie rotazioni anche le impalpabili presenze di Montoya, Ranocchia e Guarin (ceduti tutti lo scorso gennaio).

Eppure nella caotica galassia-Inter una costante è stata rilevata: l’assoluta esclusione di Assane Gnoukouri dopo l’incoraggiante debutto da titolare nella prima giornata di campionato con l’Atalanta: il centrocampista ivoriano classe ’96, sostituito nel secondo tempo della stessa partita da Hernanes (anch’egli ceduto), ha giocato solo 12′ in Coppa Italia nell’ottavo col Cagliari e sempre una dozzina di minuti in campionato il 20 febbraio con la Samp. Insomma, 3 misere presenze (da sommare alle 5 collezionate con la Primavera), a fronte delle 5 della scorsa stagione: numeri ingenerosi per un prodotto della Primavera che si è sempre distinto, dimostrando buona personalità nel ruolo di mediano davanti alla difesa.

Buon passatore sia nel breve che nel lungo, in grado di cambiare lato del gioco con entrambi i piedi, nonostante le sue movenze non trasudino particolare eleganza, l’ivoriano ha dato l’impressione, almeno alla luce dei pochi scampoli che gli sono stati concessi, di essere in grado di gestire l’uscita palla dalla difesa e consolidare il possesso palla con discreta efficacia e tranquillità.
Considerato poi che i vari Medel e Felipe Melo per caratteristiche non corrispondono al profilo del centrocampista di qualità, Gnoukouri si sarebbe potuto rivelare l’elemento su cui puntare per implementare il tasso tecnico della manovra, al netto di un’esperienza inferiore rispetto ai colleghi di reparto.

Pillole di Gnoukouri.

Davvero strano, perché il calciatore l’anno scorso fece il suo esordio in prima squadra proprio grazie allo stesso Mancini, che decise di impiegarlo nel derby della Madonnina contro il Milan; strano, perché l’8 maggio 2015 ha rinnovato il contratto fino al 2020; strano perché è rimasto all’Inter, nonostante abbia giocato meno dei calciatori che poi sono stati ‘scaricati’, nonostante la fila dei pretendenti nel mercato invernale e nonostante lo stesso Mancini avesse caldeggiato la via del prestito per proseguire il suo processo di crescita.

Prestito che però non si è concretizzato in quanto l’Inter non è riuscita ad assicurarsi un sostituto di livello. 

Tra l’altro, neppure il presidente Thohir pare abbia gradito la gestione del centrocampista africano.

È difficile credere che qualche distrazione o errore tecnico durante l’unica partita giocata da titolare quest’anno dal ragazzo possa aver determinato decisioni tanto drastiche da parte del Mancio: se così fosse, per coerenza, il primo a non dover più mettere piede in campo dovrebbe essere Felipe Melo, unico vero artefice della sconfitta dell’Inter contro la Lazio. Probabilmente, se in quella e in altre occasioni si fosse data maggior fiducia proprio a Gnoukouri, la stagione della Beneamata sarebbe andata leggermente meglio.


Giuliano Pagnotta, nato a Trani il 24-05-1990: nel giorno del suo compleanno qualcuno sente ancora il mormorio del Piave, ma era una vita fa. Laureato in Filologia moderna e specializzando master in HR Management si impegna nei più diversi ambiti, tra cui giornalismo, recitazione, musica, editing, gestione delle risorse umane e sport. Un tipo audace, eclettico e irrequieto, che dopo l’esperienza del ‘Workshop live’ di Sportitalia si è catapultato nel vivace mondo di Sportellate per riversare il proprio estro in commenti calcistici sagaci e irriverenti, che divertono o fanno incazzare. Adora la comunicazione e soprattutto giocare coi doppi sensi. Tifa Inter e il suo idolo è Josè Mourinho. Collaboratore Sportellate.it

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