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2 min

- di Jacopo Landi

Il pagellone della 33a giornata di serie A


Bologna: meno efficace dei caschi a Napoli. Belotti si piglia un altro rigore, questo forse c’è e tutti a casa più o meno contenti #giramenti, voto: argh.

 

Torino: il gioco continua a essere una chimera, come la democrazia in Italia. Se non altro adesso i risultati arrivano, come le cartelle di Equitalia #puntuale, voto: tasse maggiorate.

 

Carpi: più bellicosi di una capra irlandese, ne pigliano uno ne restituiscono 4 #carpi diem, voto: 10 e lode.

 

Genoa: crolla come un soufflè e neanche sua maestà Pavo può nulla #testa in vacanza, voto: Waterloo.

 

Inter: incredibile le cose che si possono fare giocando a pallone. Un giorno i miei figli mi chiederanno epicità e io racconterò sventagliate di Medel #mitologia, voto: Interossea.

 

Napoli: senza Higuain è più spuntato di Wanda Nara senza smartphone. In più Insigne, l’unico a provarci, viene prontamente sostituito #suicidio, voto: 4 Sarri in padella.

 

Atalanta: ci crede più di un designer a un evento scrocco del fuorisalone e gli dice tutto bene. La costante Totti, fidatevi, creerà più problemi alla Roma che all’Atalanta #fino alla fine, voto: neroazzurri.

 

Roma: il gol di Totti potrebbe paradossalmente costare la Champions ai romani. Non ho notizie fresche sulla lite, ma non parrebbe uno scandalo #celebrity deathmatch, voto: pugni nelle mani.

 

Fiorentina: il gol di ilicic è bello come un’erezione ingiustificata la mattina #bella, voto: Lorenzo Cherubini.

 

Sassuolo: l’autogol di Consigli è un po’ come quando Giovanni, in “Così è la vita” osserva la sua macchina rigata e resta in stato catatonico per 20 minuti #scendere a più miti Consigli, voto: ictus.

 

Juventus: un abbraccio al principino, uomo e campione vero. Il resto è storia di un’armata leggendaria, #spartani, voto: 300.

 

Palermo: uhm... Ambrogio, ho un languorino. Non è proprio fame… è voglia di un cambio in panchina #tanto va lo Zampa al largo, voto: bonifico a fine mese.

 

Udinese: una partita talmente noiosa che anche i narcolettici vanno a dormire da un’altra parte #ronf.

 

Chievo: ahhhhhhhh come giocava Paloschi #nostalmagia.

 

Verona: più spacciato di un dessert con Galeazzi nelle vicinanze #ahia, voto: non mi sento tanto bene.

 

Frosinone: Frosinone culone fino alla fine. Crediamoci ragazzi, coroniamo il sogno. Perché il Frosinone non si commenta, si ama #stella Stellone, voto: sulla fiducia.

 

Lazio: la squadra ora gira, è una dato di fatto. Inzaghi, Klose... il resto sono sole #Parolo, voto: eagle.

 

Empoli: sparito dai radar, Saponara più involuto di un Pokemon ubriaco e Giampaolo piange #dramma, voto: autogrill .

 

Sampdoria: furtarello e recriminazioni #mari e  montella, voto: 88x1000 alla chiesa di Brocchi.

 

Milan: i risultati fanno la differenza. Ma a Milanello non sanno ancora che cosa faccia il gioco #mistero, voto: Enrico Ruggeri.

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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