Interventi a gamba tesa

Lele Oriali, l’Inter è casa tua


Il preannunciato addio di Conte alla guida tecnica della Nazionale italiana si concretizzerà solo al termine dell’esperienza azzurra agli europei di Francia 2016. Eppure, già si iniziano a formulare le prime ipotesi su chi, tra i papabili, sia il più degno successore: Capello, Ranieri, Donadoni, Mazzarri, Guidolin sono i nomi circolati maggiormente finora. Comunque andranno le cose da qui a luglio, l’impressione è che il progetto federale attualmente in atto verrà completamente rivoluzionato con l’arrivo del nuovo cittì. A quel punto, tutto potrebbe essere rimesso in discussione, anche la conferma di Lele Oriali nel delicatissimo ruolo di team manager: un’eventualità non di poco conto per i nostalgici tifosi interisti, che ancora sperano in un suo clamoroso ritorno.


Certo, le circostanze attuali sembrano escludere a-priori questa pur remota suggestione: al momento, il leggendario mediano nerazzurro ha un contratto in essere con la Figc, mentre l’Inter pare aver già completato il proprio quadro dirigenziale con il recente arrivo di Giovanni Gardini (ex-direttore generale di Hellas Verona) in qualità di Chief Football Administrator, cui spetta il triplice compito di responsabile dei rapporti istituzionali con Lega, Uefa e altri club di Serie A, amministratore dei trasferimenti ed organizzatore del lavoro alla Pinetina.

Nostalgia canaglia…

oriali zanetti

Così la fotografia del presente immortala Oriali e la Beneamata come due mondi affini, ma troppo lontani per rincontrarsi. Pianeti che il passato ha visto ruotare attorno allo stesso baricentro e che ora percorrono orbite differenti. I ritorni, però, non sempre rispondono ai rigorosi criteri di logica: i tifosi questo lo sanno; e lo sa bene anche Roberto Mancini, che più volte ha dichiarato: “Non so perché sono tornato all’Inter, stavo tanto bene. In genere credo che non si debba tornare dove si è fatto bene. Forse è stato l’affetto per Inter, per quello che ho passato nei quattro anni trascorsi qui”. Affetto, appunto. Lo stesso sentimento che Lele Oriali nutre per il club nerazzurro, dopo anni di glorie e di successi; affetto, nonostante le squallide trame di potere che Branca & Co. hanno ordito a suo danno, facendolo ‘allontanare’ dalla Pinetina già all’indomani del triplete.

A favore di questa ormai insperata riappacificazione potrebbe – anzi dovrebbe – concorrere un altro sentimento: la gratitudine del Mancio proprio nei confronti dell’amico Oriali, il quale decise di stargli vicino nell’estate 2008, al tempo del cocente esonero dall’Inter dell’allora presidente Massimo Moratti. In quel periodo i due si allenavano insieme a Montecarlo per scaricare la tensione. Oggi, sempre loro due potrebbero tornare a correre insieme per il bene dell’Inter.


 

Giuliano Pagnotta, nato a Trani il 24-05-1990: nel giorno del suo compleanno qualcuno sente ancora il mormorio del Piave, ma era una vita fa. Laureato in Filologia moderna e specializzando master in HR Management si impegna nei più diversi ambiti, tra cui giornalismo, recitazione, musica, editing, gestione delle risorse umane e sport. Un tipo audace, eclettico e irrequieto, che dopo l’esperienza del ‘Workshop live’ di Sportitalia si è catapultato nel vivace mondo di Sportellate per riversare il proprio estro in commenti calcistici sagaci e irriverenti, che divertono o fanno incazzare. Adora la comunicazione e soprattutto giocare coi doppi sensi. Tifa Inter e il suo idolo è Josè Mourinho. Collaboratore Sportellate.it

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