Interventi a gamba tesa

Verso euro 2016: Italia, sei bella o brutta?


Il doppio confronto con Spagna e Germania ha mostrato il bello e il brutto della selezione azzurra. Un’ottima prestazione all’insegna della solidità con le furie rosse (1-1), che ha fatto da contraltare ad una partita opaca terminata con un risultato schiacciante (1-4) contro i tedeschi. Il commissario tecnico Antonio Conte afferma di non essersi esaltato dopo la prestazione con la Spagna e allo stesso non si è disperato dopo la Germania. Ma gli azzurri quali sono? Analizziamo gli aspetti positivi del match del Friuli e i negativi della trasferta in Baviera.


Italia-Spagna 1-1

Mi hanno colpito le parole del selezionatore italiano dopo il test con la Spagna: “Solo squadre come Brasile, Francia e Germania possono essere selezioni perché hanno dei fenomeni, noi non ce lo possiamo permettere: dobbiamo essere squadra”. Sante parole mister. L’italia ha pochi fenomeni e tanti buoni giocatori, il cittì chiede di essere una squadra perché il collettivo, l’organizzazione e lo spirito di sacrificio dovranno colmare il gap tecnico con le big del continente. Nella partita con la roja, gli azzurri sono stati squadra, uniti e compatti. Speriamo non sia stata solo un’eccezione.

3-5-2 mascherato

Conte ha cambiato ancora, almeno sulla carta, e si è presentato con un 3-4-3 inedito dopo il 3-5-2 e il 4-4-3 provati nelle partite precedenti. Ma come vedremo, sono solo numeri di partenza, perché nelle situazioni di gioco il sistema assomiglia più ad un 3-5-2.

Formazione italiana, “sulla carta”

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Quelle che dovrebbero essere le ali, Candreva ed Eder, si trovano in effetti in posizioni di campo asimmetriche: l’oriundo gioca molto più avanzato, quasi a far da spalla a Pellè, mentre il laziale lo troviamo accentrato fra Parolo e Florenzi, a compiere il ruolo di mezzala offensiva.

In evidenza le tre linee italiane: Candreva si trova quasi in linea con Thiago Motta e più arretrato di Florenzi, posizioni in campo tipiche del 3-5-2 “contiano”.

Schermata del 2016-03-29 14:32:24

In fase di possesso palla, Candreva cercava spesso la palla in zona centrale, con conseguente accentramento di Eder vicino al centravanti, in modo da lasciare libere le corsie esterne per gli inserimenti di Florenzi e Giaccherini. Nasceranno proprio dalle fasce le migliori palle gol.

Fase di non possesso, stessa situazione, altro posizionamento da 3-5-2. Nel 3-4-3 i terzini dovrebbero essere presi in carico dagli attaccanti esterni, invece entrambi sono molto stretti.

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Il centrocampista laziale è la chiave del tipo di gioco ricercato da Conte, perché riesce ad essere efficace in tutte le fasi di gioco: in impostazione, ripartenza e in copertura. Secondo me è un giocatore sul quale il tecnico punterà molto.

Gli azzurri riconquistano palla e subito cercano l’ex Juve e Livorno, in fase di impostazione. Da notare ancora il fatto che sia molto basso in linea con i centrocampisti.

fase possesso mascherata

Alla luce di queste situazioni, riscriverei la formazione iniziale in questo modo:

Schermata del 2016-03-30 15:44:18

Gol spettacolare

L’azione del vantaggio italiano firmato Insigne, è una di quelle da far vedere nelle scuole calcio, per far capire quanto siano importanti i movimenti senza palla e le tempistiche di gioco. Gli uomini di Conte producono l’azione più spettacolare della gara, compiendo movimenti semplici che però, se fatti alla perfezione, risultano praticamente impossibili da contrastare. Analizziamola passo passo.

Florenzi riconquista palla e serve subito Bernardeschi, che è scattato in avanti per trovare spazio fra le linee. Una combinazione che taglia fuori 2 spagnoli con un passaggio e crea i presupposti per un 3 vs 3. Zaza nel frattempo si allarga per favorire l’inserimento di Insigne.

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Con l’attacco allo spazio centrale da parte del napoletano, Giaccherini sfrutta la corsia libera per creare superiorità numerica, considerato che i 3 difensori sono già accoppiati con i tre avanti azzurri.

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Bernardeschi porta palla, il centrale rompe la linea e lo attacca: nel momento in cui entra in zona contrasto, l’esterno della Fiorentina serve Giak nell’autostrada creata dal movimento di Insigne. Adesso è 4 vs 3.

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La superiorità numerica costringe Juanfran ad aggredire l’esterno del Bologna in possesso palla, lasciando completamente libero Insigne che ormai deve solo stare attento a non finire in fuorigioco. Cross perfetto e 1 a 0, chapeau.

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Compattezza

I 90 minuti del Friuli in fase difensiva sono stati praticamente perfetti. Per dire, la prima azione pericolosa dei campioni d’Europa in carica è avvenuta al 37′, niente male, niente male affatto. Squadra cortissima, perfetta nelle uscite e nelle coperture, le coppie d’esterni Candreva-Giaccherini e Bernardeschi-Insigne sono state strepitose per sacrificio in un ruolo molto dispendioso dal punto di vista fisico. La sintesi perfetta della prova in fase di non possesso dell’Italia in quest’immagine.

Minuto 42, Eder ha appena perso palla in uscita. Ma nonostante questo, tutti e 11 gli azzurri sono racchiusi in 40 metri di campo. Impressionante.

Schermata del 2016-03-29 14-42-16

Siamo quelli dei 90 minuti di Udine? Se fossimo sempre così squadra, se fossimo sempre così tosti, qualche soddisfazione potrebbe arrivare.


Germania-Italia 4-1

Cambiano cinque undicesimi e, mi spiace dirlo, si vede. Il Bernardeschi di martedì sera non è Candreva, in più la coppia Montolivo-Motta potrà anche essere ottima tecnicamente, ma contro i tedeschi prima bisogna prenderla la palla, e la corsa non è sicuramente la loro arma migliore. Forse Conte è un pazzo, o semplicemente ha messo alla prova i due mediani mettendoli in difficoltà. Il capitano del Milan e il play del Paris si giocano un posto, e solo il più adatto a fare quel ruolo stacca il biglietto per Euro 2016. Entrambi sarebbe assurdo.

L’undici di partenza all’Allianz Arena.

GYYGGIYUUUHO

23 minuti

23 minuti (giocati anche discretamente). Ecco quanto dura la partita dell’Italia. Dopo il gol del vantaggio “crucco”, i nostri infatti si demoralizzano e perdono quasi totalmente le distanze e la sicurezza mostrate lo scorso giovedìJoachim Löw mette in scacco il nostro allenatore con un 3-4-3 speculare, che sfrutta la superiorità numerica sugli esterni, dando ampiezza al gioco e alternando i trequartisti laterali o le mezzali sulla linea laterale, che hanno mandato in tilt le catene laterali azzurre. La rete che sblocca la partita origina proprio facendo leva su questa situazione.

23° minuto, azione del gol di Kroos analizzata passo per passo.

Il resto della partita ha poco da dire: qualche buono spunto, qualche azione interessante ma niente di più. Come si direbbe nel gergo Nba, è garbage time, tatticamente nulla e ognuno cerca di mettersi in mostra per conquistarsi la convocazione.

Siamo questi?

Siamo questi? C’è realmente questo gap fra noi e i campioni del mondo? Torniamo alla frase iniziale di Conte, “dobbiamo essere squadra, non selezione”, perché i 90 minuti a Monaco di Baviera hanno dimostrato che se giochiamo da selezione, cioè senza perfetti automatismi e senza spirito di sacrificio, allora sì, c’e tutta questa differenza. Se invece siamo quelli del Friuli con la Spagna, allora non siamo poi così male.


 

nato a San Marino nell' aprile del ’91, mezzo sangue italo-sammarinese. Titolare di una gelateria di professione, ma malato di qualsiasi sport per passione, tifoso bianconero e allenatore dilettante Uefa B. La malattia per il calcio nasce da un gol pazzesco in Germania di un ragazzo 21enne nel lontano 1995. La partita era Juventus-Borussia Dortmund: se amo il bianconero è solo per Del Piero.

3 Responses to “Verso euro 2016: Italia, sei bella o brutta?”

  1. Italia, sei desta?

    […] di gioco possibili: si è partiti dal 3-5-2, passando dal 4-3-3 al 4-4-2, fino a farci credere di essersi assestata sul 3-4-3. Ma poi proprio nelle ultime due amichevoli con Scozia (1-0) e Finlandia (2-0), si è tornati […]

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