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, 19 Marzo 2016

La favola postmoderna del Bhutan


L'assurda storia di una nazionale minore.

Nel panorama calcistico mondiale esistono nazionali che conquistano la simpatia di tutti non per la loro qualità, ma per la voglia di impegnarsi nonostante le difficoltà oggettive nell'affrontare avversari più blasonati. Per questo essere affascinati dalla storia del Bhutan e dalle imprese dei calciatori di questo piccolo stato, è roba da veri cultori del gioco, sopratutto dopo le ultime due vittorie.

Djibouti, Cook Islands, Anguilla, Bhutan. Non siamo i vostri tour operator, che vi consigliano dove potreste passare l'estate 2015, ma sono le 4 formazioni agli ultimi posti del ranking FIFA del 12 marzo. Il primo è un paese africano, gli altri due sono piccoli arcipelaghi rispettivamente dell'Oceano Pacifico e del Centro America. Le due terzultime, Djibouti e Cook Islands, hanno conquistato 4 punti, mentre Anguilla, attualmente in penultima posizione, conta appena 2 punti nella suddetta graduatoria. Il Bhutan, protagonista della nostra storia, chiude invece la classifica con un triste 0.

Il Bhutan, per chi durante l'ora di geografia flirtava con la compagna di classe o controllava i punteggi delle proprie squadre al fantacalcio, è un piccolo stato nella catena dell'Himalaya. Monarchia con a capo il Re Drago Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, sviluppa la sua ricchezza nel settore agricolo e per misurare il benessere della propria popolazione utilizza come indice di calcolo la FELICITA' INTERNA LORDA, riconoscendo al centro del sistema l'uomo, non come consumatore, e quindi accrescendo il Prodotto Interno Lordo del paese, ma creando bensì dei processi che potessero accrescere la felicità e il benessere dello stesso. Se da questo punto di vista, il paese sembra anni luce avanti al resto del mondo (la proposta della Felicità Interna Lorda risale agli anni '70, su idea del padre dell'attuale regnate), in realtà stiamo parlando di una nazione arretrata, a causa della sua conformazione geografica e della sua posizione nella catena montuosa più imponente al mondo. Ad esempio la televisione è possibile vederla solo nella capitale Thimphu, mentre nelle zone rurali del paese il mezzo di comunicazione più sviluppato è la radio, mentre il telefono cellulare ha fatto la sua comparsa soltanto nel 2003.

Fatte queste premesse, va da sé che gli sport non siano particolarmente praticati, costringendo a risultati modesti il paese in campo internazionale anche a causa di differenze nell'interpretazione degli stessi, spesso legati a tradizioni secolari. Il massimo numero di elementi portato alle Olmpiadi, sono stati i 6 atleti a Los Angeles 1984 e Barcellona 1992. Lo sport nazionale è il tiro con l'arco, con un team olimpico, anche se negli ultimi anni pure il calcio iniziando a spopolare.

Il calcio è controllato dalla federazione locale, che organizza un campionato nazionale di prima divisione con 7 squadre, concentrate per la maggior parte nella capitale. Esistono anche 3 leghe minori, sempre con un numero esiguo di partecipanti. Per quanto riguarda la nazionale, essa ha iniziato a partecipare a partite internazionali non ufficiali nel 1983, affiliandosi alla Fifa nel 2000. Nella "gloriosa" storia della nazionale maschile (la nazionale femminile di calcio ha anche raggiunto il 115° posto nel ranking) si conta solo una partecipazione alle qualificazioni per la Coppa del Mondo, quella del 2010 in Sud Africa, dove si iscrisse nel raggruppamento della zona asiatica. Ma si ritirò dalla competizione, in cui avrebbe dovuto affrontare al primo turno il "temibile" Kuwait. Nella Coppa d'Asia invece, il Bhutan si è iscritta a due edizioni, 2000 e 2004, non centrando in nessuna di esse la qualificazione alla fase finale. Per capire la consistenza dello stato, basti pensare che la miglior posizione nel ranking Fifa mai raggiunta è un'anonima 187a piazza, acciuffata grazie alla semifinale nel SAFF Championship del 2008, vale a dire il torneo della federazione dell'Asia meridionale. Il miglior giocatore della storia, nonché detentore del maggior numero di presenze (20!!) e miglior marcatore (5) è stato Wangyel Dorji, ritiratosi nel 2013.

I "dragoni gialli" in realtà sono già saliti una volta alla ribalta mondiale per un film realizzato dal regista olandese Johan Kramer chiamato "the Other final". Il documentario nasce da un'idea dello stesso regista, dopo la non qualificazione della nazionale olandese al mondiale del 2002 in Corea e Giappone. Scopo di questa iniziative è quello di mettere a confronto le due selezioni peggiori al mondo, secondo il Ranking Fifa dell'epoca, lo stesso giorno della finale della Coppa del Mondo di Yokohama tra Germania e Brasile. Le due squadre più in basso sono Bhutan, penultimo e Monteserrat, piccola isola nelle Antille.
La partita, nonostante le difficoltà oggettive legate all'organizzazione, con i giocatori caraibici costretti a giocare nel piccolo stato asiatico in quanto il loro stadio nazionale fu colpito da un'eruzione che lo ha seppellito e ad affrontare un viaggio di  5 giorni per raggiungere Thimphu, con annesse piogge monsoniche, fu comunque organizzata in maniera ineccepibile.

Le due squadre si presentarono alla gara in maniera diversa. I caraibici dovettero affrontare la lunga trasvolata e un'epidemia gastrointestinale che colpì 7 giocatori, una volta arrivati nel piccolo regno. Gli asiatici dal canto loro godevano dell'appoggio del pubblico e, malgrado la differente stazza, potevano sfruttare l'altitudine a loro vantaggio. Il match fu arbitrato dal'arbitro inglese Steve Bennett, uno dei migliori fischietti in circolazione in quegli anni della Premier, arrivato per l'occasione da Londra. Alle 12.00 ora locale del 30 giugno 2002, ebbe inizio la sfida che si concluse col successo per 4-0 dei padroni di casa (tripletta del capitano Wangyel Dorji). Moralmente quel giorno vinsero entrambe le squadre ed è quello che contava, mostrando al mondo come due nazionali si possano divertire inseguendo un pallone anche lontano dall'odore dei soldi.

Dopo questa ribalta internazionale, il Bhutan è tornato nell'anonimato. Almeno sino alla settimana scorsa. Iscrittosi alle qualificazioni per i mondiali russi del 2018, al primo turno ha incontrato lo Sri Lanka. Alla luce delle 30 posizioni di differenza, un match teoricamente impari, vista anche la gloria della squadra con base a Colombo. Proprio nella capitale dell'Isola, si è disputata l'andata del doppio confronto, conclusasi 1-0 per gli uomini del paese della felicità. Il gol è stato segnato da Tshering Dorji, giocatore del Ugyen Academy Football Club. Si tratta della prima vittoria in una partita ufficiale da 7 anni a questa parte, la quarta in 60 uscite. Questo già di suo rappresenta un risultato straordinario, ma non per farsi mancare niente, i giocatori del Bhutan hanno concesso il bis. Nella gara di ritorno disputata martedì, hanno infatti nuovamente battuto lo Sri Lanka 2-1, questa volta nello stadio nazionale di Thimpu a 2600 metri di altitudine e davanti a 15.000 spettatori, accedendo alla seconda fase. Uomo partita l'unico professionista della rosa, ossia Chencho Gyeltshen, soprannominato il Cristiano Ronaldo del Bhutan, autore di una doppietta. Osservando la squadra himalayana, si può scorgere come molti giocatori siano lavoratori, oppure studenti universitari o addirittura liceali, come il capitano Karma Shedrup Tshering, pilota della compagnia di bandiera del Bhutan Druk Air. O come il debuttante Lungtop Dawa, classe 1998.

Il sogno di questa formazione continua, galvanizzata dalle vittorie che la schioderà dall'ultimo posto del Ranking, lottando sino alla fine e inseguendo una qualificazione insperata e che avrebbe dell'incredibile. Sicuramente hanno conquistato tutti noi appassionati di calcio, amanti di storie ai confini della realtà schierati. Pensando alla favola che sta vivendo il paese asiatico e notando come il più debole, a volte possa togliersi soddisfazioni, viene in mente una frase di Billy Beane, interpretato da Brad Pitt in Moneyball. "Come si fa a non essere romantici col baseball?" Adesso sostituite calcio a baseball e godetevi la storia di questo spicchio del globo terrestre. In cui sicuramente l'indice di Felicità interna lorda da martedì, è più alto. 


  • Piergiuseppe Gaballo, nato 22 anni fa a Galatina in provincia di Lecce, sin da piccolo ha due passioni: la buona cucina e il Milan. Appassionato di tutti gli sport possibili e immaginabili dopo aver abbandonato la pratica degli sport si dedica al sogno del giornalismo, laureandosi ad Urbino. Cresciuto a pane e Milan, ammira con venerazione Maldini, Baresi, Shevchenko e Inzaghi. Collaboratore Sportellate.it

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