Interventi a gamba tesa

Retròpassaggi: l’arte di dominare in patria


Dominare v. tr. e intr. [dal lat. tardo dominare, class. dominari, der. di domĭnus «signore, padrone»]=egemonizzare, essere superiore, detenere il potere, comandare, sottomettere: tutti sinonimi che riconducono ad un padrone che fa valere il proprio potere sui subalterni.


Traslato nel contesto calcistico, è quello che potrebbe accadere anche quest’anno nella nostra serie A. I 3 punti di vantaggio della Juve sul Napoli sono arrivati dopo una cavalcata trionfale dei bianconeri, costretti a rincorrere tutti dopo un pessimo avvio di stagione: quasi fossero dei sovrani destituiti dal popolo, eppure tornati a dettar legge e a sedersi sul trono.

L’obiettivo dei 5 scudetti consecutivi è un sogno che Agnelli e tutto il popolo bianconero si sono trovati a ri-assaporare dopo che la delusione dei primi mesi ha lasciato spazio all’orgoglio ferito del comandante.
5 campionati vinti consecutivamente, in Italia, è un’impresa riuscita a poche squadre elette: la stessa Juve tra il 1930 e il 1935, il grande Torino 1942-1948 (con la pausa bellica di mezzo) e, più recentemente, l’Inter targata Mancini-Mourinho tra il 2005 e il 2010.

In Europa, però, c’è chi ha fatto meglio ancora? Andiamo alla scoperta di qualche altro record straniero.

C’è chi dice che dettar legge in paesi piccoli sia più facile, chi pensa che basti uno strapotere economico per fare incetta di campionati e trofei, ma alla fine si scopre che in Inghilterra nessuno ha avuto cicli così vincenti, che il Barcellona non è mai riuscito in quest’impresa e neppure il Psg.


Cominciamo da Est, parlando di Romania. La squadra più forte di tutta i tempi della Repubblica semipresidenziale è senza dubbio quella Steaua Bucarest in grado di alzare al cielo la Coppa dei Campioni 1985-’86. Tra il 1986 e il 1989 lo squadrone guidato da Anghel Iordănescu riuscì a rimanere imbattuto per ben 106 partite consecutive tra i confini rumeni, realizzando un record tuttora imbattuto… e forse imbattibile. A questo incredibile primato si accompagnarono 5 campionati conquistati consecutivamente, bissando poi il tutto anche tra il 1992 e il 1998. Per trovare una squadra così forte in Romania bisogna addirittura risalire agli anni ’20, quando anche il Chinezul Timosoara riuscì ad imporsi su tutte le avversarie per 5 anni filati.

La Steaua Bucarest campione d’Europa 1985-’86.

steaua

Rimanendo ad oriente, facciamo un salto in Moldavia, piccolo stato che di certo non è conosciuto al mondo per la propria cultura calcistica (noi italiani l’abbiamo scoperto forse grazie a Ionita). Qui lo Sheriff Tiraspol è il club più titolato del paese, grazie ai suoi 13 campionati in bacheca: di questi, 10 sono stati guadagnati in serie dal 2001 al 2010, diventando anche – nella stagione 2006-’07 – il primo club in Europa a non perdere nemmeno un match nell’arco dell’intera annata.
Precursore dello Sheriff era stato lo Zimbru Chisinau che però si era fermato ad “appena” a 5 scudetti di fila.

Un caso davvero particolare è quello legato alla Grecia. Per quanto il campionato ellenico non sia propriamente scarno di squadre storicamente forti (Olympiakos, Paok, Panathinaikos, AEK Atene, Aris…), solo i biancorossi del Pireo sono riusciti a vincere almeno cinque campionati consecutivi… ma l’hanno fatto per ben cinque volte nella storia.
Difficilmente le prime, risalenti agli anni ’30, potranno essere ricordate nei particolari, discorso differente invece dagli anni ’90 in poi, in cui l’Oly ha dettato legge in tutta la penisola. Tra le altre cose, la squadra guidata da Marcos Silva ha una striscia positiva “aperta” dal 2010-’11 e difficilmente scialacquerà i 18 punti di vantaggi odierni sull’Aek Atene che la proiettano verso il 6° scudetto consecutivo, il 44° della propria storia.

In Spagna e Francia, dicevamo, Barça e Psg non ci sono mai riuscite. Ma i propri rivali del Real ce l’hanno fatto e potranno rinfacciarlo agli avversari… anche se non si sa per quanto ancora.
Nella penisola iberica, infatti, i catalani non potranno fregiarsi di questo ennesimo traguardo almeno per altre tre stagioni, ammesso e non concesso che riescano a vincere la Liga quest’anno e in quelli a venire. Discorso diverso invece per le merengues: il Real Madrid in due occasioni è riuscito a conquistare la Primera Division per 5 anni filati.
La prima volta, tra il 1960 e il 1965: erano gli anni di Puskas e Di Stefano, di Gento e di Amancio, di Pachin e di Manolin e, soprattutto, della presidenza di Santiago Bernabeu.
La seconda impresa giunse in un altro periodo d’oro madridista, i favolosi anni ’80. Tra il 1985 e il 1990 fu ancora predominio madrileno in patria, anche se gli esponenti di quel calcio erano – per forza di cose – diversi. Tutti tranne uno: Alfredo Di Stefano, passato dal calcio giocato alla panchina del Real. In campo, invece, gioie per gli occhi che rispondevano ai nomi di Emilio Butragueño, Manolo Sanchis, Michel e Miguel Pardeza, meglio conosciuti come la “Quinta del Buitre”.

Eccola la famigerata “Quinta del Buitre”.

quinta-del-buitre1

Sul fronte transalpino, i ricchi parigini guidati da Ibrahimovic dovranno aspettare almeno un biennio per entrare nella storia della competizione. Chi invece ci è già riuscito è il Lione, autentico dominatore di Francia tra il 2001-’02 e il 2007-’08: 7 titoli di fila che rappresentano anche gli unici vinti nella storia del club. Impossibile dimenticare gli attori protagonisti di quell’epica cavalcata: partendo dagli allenatori Santini, Le Guen, Houllier e Perrin, a dimostrazione che l’eccentrico presidente Aulas aveva impostato un progetto duraturo, a prescindere da chi si accomodasse in panchina a dirigere i musicisti sul prato verde. E quest’orchestra era assolutamente di prim’ordine: Juninho Pernambucano, Abidal, Diarra, Malouda, Toulalan, Fred, l’ex Juve Tiago Mendes, il “nostro” Fabio Grosso, Bodmer… Senza dimenticare i prodotti del vivaio lionese, quali Karim Benzema e Hatem Ben Arfa.

A Parigi in quegli anni avevano pure provato a disinnescare le punizioni di Juninho Pernambucano con un dispositivo ad hoc… tutto inutile.


Ci sarebbero ancora molte squadre di cui parlare: dal Porto degli anni ’90, all’Anderlecht degli anni ’60, fino ad arrivare al più sconosciuto Maribor, vera e propria corazzata di Slovenia. In Russia ci è riuscito solo lo Spartak, in Svizzera il Basilea, in Norvegia il Rosenborg è riuscito addirittura a vincerne 13 consecutivamente.

Campionati noiosi, monotoni, insipidi. Non so, ma mi hanno sempre affascinato le grandi imprese.


 

Milanese innamorato del gioco del pallone: Sudamerica, Inghilterra, Juve, dilettanti e calcio giovanile über alles.