Article image
5 min

- di Daniele Bettini

Si salvi chi può!


I vari campionati, nel mese di marzo, entrano ufficialmente nella fase cruciale. Non fa eccezione la lotta salvezza in serie A: fino a qualche mese fa quasi scontata, si è improvvisamente riaccesa, coinvolgendo diverse squadre.


Le statistiche dicono che, al 96%, le ultime tre squadre in classifica alla fine dell’anno solare, sono anche quelle che poi retrocedono al termine della stagione sportiva.

Negli ultimi 10 anni, le uniche 3 formazioni in grado di compiere quello che si può chiamare "mezzo miracolo" sono state il Parma nel 2006-'07 di Ranieri e Pepito Rossi, il Cagliari del buon Ballardini (sì, proprio colui che a Palermo hanno trattato a pesci in faccia) - stagione 2007-'08 – e il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, che dopo un girone di andata disastroso ed annesso esonero, riuscì a salvarsi ne 2013-'14.

Storia di un piccolo grande miracolo sardo.

Il resto è storia nota. Spesso e volentieri, chi passa un Natale in zona retrocessione, a giugno si ritrova sotto l'ombrellone declassato in serie B.


Neo-promosse senza programmazione, blasonate della massima serie con presidenti nuovi e inesperti e annate sfortunate alla massima potenza (come non ricordare la retrocessione della Sampdoria al termine della pazza stagione 2010-'11) sono spesso le cause che portano i club a scendere in cadetteria.

Anche quest’anno sembrava tutto scritto. L’Hellas Verona che, contro ogni pronostico, occupa l’ultima posizione e non sembra avere le forze per rimontare un distacco di 9 punti dalla quartultima posizione. Il Carpi e il Frosinone, neopromosse alla loro prima apparizione in serie A, nel ruolo di vittime sacrificali. Della serie: “la gloria di esserci stato”.
E invece così non è. Le ultime due citate si sono lentamente rialzate. Oggi occupano rispettivamente ancora la penultima posizione a quota 22 punti e la terzultima a 26.

A soltanto un punto dalla salvezza, c'è però quel quartultimo posto che non poteva che essere rappresentato dal Palermo, quello che oggi sembra più il garage di Micro Machines di un bambino, che decide ogni tanto di farne uscire una per accantonare nel dimenticatoio un’altra, piuttosto che una squadra di calcio di serie A con un monte ingaggi da 24 milioni.

Evito di soffermarmi sulla situazione paradossale che si è creata in Sicilia. Credo che tifosi, appassionati e lettori sappiano già tutto e, di punti di vista da raccontare, ce ne sarebbero infiniti, fino al giorno in cui Maurizio Zamparini forse, siederà direttamente sulla panchina del Barbera. Basterebbe magari capire quale sia il punto di vista del presidente, che, con i suoi capricci, sta rischiando di buttare all’aria quanto di buono fatto in questi anni, rendendo la squadra e la città ridicole agli occhi dei media nazionali ed internazionali.

In alternativa al parco delle Micro Machines, la ruota della fortuna del buon Maurizio.

Nessun pronostico (quelli siamo capaci tutti a farli, tra Snai, Matchpoint o in qualche chiacchierata da bar sport), ma una valutazione in pillole circa le ultime 8 classificate, al grido univoco di “si salvi chi può”.


Detto già dell’Hellas Verona, il fanalino di coda che neanche il più pazzo degli scommettitori si sarebbe immaginato (ringraziamo il buon Bigon arrivato da Napoli), analizziamo le altre 7 squadre che rientrano in questo ring.

  • Carpi (22 punti): il ritorno di Castori ha giovato. La squadra è probabilmente quella che qualitativamente risulta più carente, ma un'organizzazione lineare che ha conferito compattezza ed aggressività, specie sulla costruzione bassa avversaria, ha permesso di limare il gap dalle altre. Anche qui, la squadra, che non vince da 8 giornate, paga un cambio in panchina frettoloso (dentro Sannino per Castori a fine settembre, poi sollevato dopo 5 gare) e una campagna acquisti estiva non all’altezza. Si gioca l’80% di chance salvezza nelle prossime due sfide contro Frosinone e Hellas Verona, mentre il finale di stagione appare abbastanza proibitivo. Comunque vada, applausi per questi ragazzi, che hanno avuto la forza di reagire ad un destino apparentemente segnato.

Un must del Carpi 2.0: la pressione degli attaccanti sull'uscita palla avversaria. Qui le punte costringono la Fiorentina a ripartire da Tatarusanu, che si appoggia su Tomovic. Il difensore serbo, aggredito da Di Gaudio e Mbakogu, perde palla, con quest'ultimo che assiste Lasagna per il provvisorio 1-1.

carpi aggressività

  • Frosinone (26 punti): uno dei pochi organici che, pur navigando in zona rossa praticamente da agosto, ha deciso di andare avanti (giustamente) con il proprio allenatore, Roberto Stellone, artefice della doppia miracolosa promozione dalla Lega Pro alla Serie A ed insignito in settimana della "Panchina d'argento". Il 4-4-2 estremamente basico (o meglio, alla Ranieri) si fonda sulle catene laterali e sulla coppia offensiva da 15 gol Ciofani-Dionisi, anche se soffre terribilmente in fase di non possesso (53 gol subiti, peggior difesa del campionato, che concede tiri 20,5 a gara, un'esagerazione). Il calendario offre ai ciociari ancora i 4 scontri diretti contro Carpi , Verona e Genoa (in trasferta) e Palermo (in casa).
  • Palermo (27 punti): la squadra alla deriva. Un organico dalla discreta qualità, un gruppo da metà classifica, ma i tornelli sulla panchina hanno portato i rosanero ad essere soltanto un punto dalla zona retrocessione. Tutto dipende ora dai giocatori e dalla piazza, inutile menzionare presidente e possibile/i altri allenatori.
  • Udinese (30 punti): non ricordo una prestazione degna di nota dei friulani nel 2016, i quali hanno portato a casa appena un successo nelle ultime 10 gare. Una squadra che, complice una rosa modesta - conseguenza forse degli investimenti dei Pozzo concentrati quasi esclusivamente sulla costruzione del nuovo stadio - da settembre 2015 non è mai sembrata squadra. Ma che, nonostante il declino di Di Natale, è riuscita in qualche modo ad ottenere i 30 punti attuali. Non dovrebbe avere particolari problemi a rimanere in A, ma anche qui attenzione agli scenari sulla panchina bianconera, piuttosto calor(i)-eggiante.
  • Atalanta (30 punti): l’organico del novero qualitativamente migliore. La vittoria manca da 3 mesi, le cessioni in primis di Grassi, ed in secundis dei veterani Denis e Maxi Moralez (i cui rimpiazzi Diamanti e Borriello non si sono ancora affermati) hanno avuto un’incidenza negativa nelle prestazioni della squadra. Se poi aggiungiamo l’infortunio del Papu Gomez (fortunatamente in ripresa), le 12-espulsioni-12 e i 71 gialli, terminiamo il puzzle da cui ricavare le cause di questa involuzione della Dea. Ecco, non me ne voglia Reja, ma è arrivato il momento di lasciare spazio in panchina ai nuovi giovani virgulti.
  • Genoa 31 punti: i rossoblù sono ormai abituati a questo tipo di campionato. Come sono abituati al cambiamento di circa 10 giocatori ogni 6 mesi. Il buon Gasp, grazie anche alla fase difensiva che concede meno tiri su azione manovrata dell'intera serie A, piano piano si sta tirando fuori da una situazione difficile malgrado l'amatissimo Pavoletti sia fuori causa da metà febbraio. In più l’ambiente pare essersi ricompattato.
  • Sampdoria (31 punti): i cugini doriani, dopo le ultime 2 vittorie con Frosinone e Verona sono riusciti a trovare un po’ di respiro (chissà quanto sarà dimagrito il caro Montella). Il quale ha saputo fare buon viso a cattivo gioco quando la proprietà gli ha venduto l'attaccante più prolifico, Eder e due difensori discretamente solidi quali Zukanovic e Regini, azzerando il suo lavoro. A dispetto dei risultati sotto tono e di una certa fragilità mentale, le prestazioni veicolate dall'asse di metà campo Fernando-Soriano, gradualmente stanno crescendo. Il calendario poi è dalla parte dei blucerchiati. In tutto ciò, ci auguriamo che Ferrero ritrovi la retta via (lessicale e finanziaria).

A dispetto di una difesa oggettivamente carente (fino ad un mese fa la Samp era la terzultima formazione per tiri subiti dalla danger zone), rimarchiamo una fase offensiva variegata e finalmente prolifica.

https://youtu.be/ccU3yn88Q5w?t=1m6s

Io ho lanciato il grido, ora, cari lettori, chiedo a voi di pronosticare chi potrebbe “miracolosamente” salvarsi e chi invece, potrebbe finire nel baratro della B.

Ah, mi sembra doveroso dare il bentornato nella massima serie a Walter Alfredo Novellino, sperando possa restare con noi più di 3 settimane!

Sarebbe bello rivederti col pollice recto anche a fine stagione.

Novellino

In serie A, mai dare nulla per scontato, neanche la matematica. Buona visione.

La perla dell'anno.

https://www.youtube.com/watch?v=EWXhDXhdIJA


 

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu