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3 min

- di Jacopo Landi

Il pagellone della 28a giornata di serie A


Roma: una potenza di fuoco che neanche Johnny Deep nei “Pirati dei caraibi”. Quando poi davanti hai il gruppo vacanze fiorentini pensionati ubriaconi, tutto è più semplice #fiorentina al sangue, voto: Fare spallucce, fare Spalletti.

 

Fiorentina: meno sul pezzo di una bestemmia a Natale, prova a riaprirla sullo 0-3, ma con meno convinzione di quando a me propongono dei carciofi freschi per un pranzo leggero #la mia scelta è differente, voto: boicottaggio.

 

Verona: vorrei stendere un velo pietoso, ma purtroppo ho dei lettori a cui rispondere. Tra la scarsezza, la sfiga della squadra e l’incomprensibile lingua parlata dal mister, il Verona ha meno speranze di salvarsi di un nero in un disaster movie americano #parità stocazzo, voto: serie B sul campo.

 

Sampdoria: Cassano suda di più per esultare che per segnare. E ho detto tutto #merendina, voto: 99 kg sul campo.

 

Napoli: poco da dire, non ti può girare sempre male, Chiriches è riuscito a rendere il calciatore un suo mestiere, a mio modesto avviso INSPIEGABILMENTE, ma tutto il resto gira a meraviglia #4 Sarri in padella, voto: secondo posto.

 

Chievo: più rinunciatario di un gay ad una cena di Arcore. Approfitta del regalo napoletano ma poi fa poco altro per meritarsi la vittoria #sto bene come sto, voto: politico.

 

Torino: stagione maledetta per il Toro, la vita dà la vita toglie. A volte tutto ruota intorno a una #rigore, voto: 10 ave maria.

 

Lazio: idem con patate. Sembra una squadra più da coppa che da campionato. Sempre svogliata, poco concreta. Se avesse la maglia nerazzurra potresti scambiarla per #l’Inter, voto: gemellaggio.

 

Atalanta: “Se vinco torno a Gorizia a piedi”, Reja primo tifoso juventino #fioretti del cazzo, voto: almeno provaci.

 

Juventus: tanto quanto Bonucci non rappresenta l’essenza di questo sport meraviglioso, vedere gente come Buffon e Barzagli, ti riempie il cuore di gioia indipendentemente dalla fede. Poi arriva Marione Lemina e stasera si esce a t***e con lui #marione uno di noi, voto: 10.

 

Bologna: partita indecorosa, più noioso di un narcolettico sull’autobus.

 

Carpi: 50% della pagella sopra spetta anche al Carpi. Come si può dare via Marcone Borriello. Scellerati.

 

Frosinone: Frosinone culone. Frosinone miracolo. Se il Frosinone resta in Serie A, giuro che torno sul mio divano a piedi, ma molto, molto più felice #daje, voto: intravedo uno Stellone.

 

Udinese: stagione più magra di quella egiziana dopo l’auto liberazione del popolo ebraico. Non riescono neanche a vincere le partitelle del giovedì #che stecca, voto: 0 in condotta.

 

Genoa: golletto infame per te solo le lame #minimo sindacale, voto: 6 a vanvera.

 

Empoli: leggere Torino e Udinese: inspiegabilmente la squadra di Giampaolo si è spenta e regala meno emozioni di un preservativo usato. Saponara latitante e Pucciarelli più annacquato di una coca al Burger King #male male, voto: rimborso.

 

Sassuolo: gioca bene, diverte, e ha Sansone... e che cazzo potrà mica sempre segnare solo contro l’Inter. Che poi a rifletterci... anche Duncan #derby, voto: altra rimonta.

 

Milan: male male, uè Miha, male, male. Basta ciarle come Robertino dall’altra parte. A meno che fosse scontro al vertice, è inspiegabile una prestazione del genere. #football manager, voto: espulso

 

Inter: il Palermo è meno impegnativo della primavera (e comunque un gol lo segna), ma l’Inter sembra sulla via del recupero. Tutti in crescita, Perisic sugli scudi, se poi il centrocampo non fosse schiacciato sulla difesa e isolata dall’attacco per 30 metri sarebbe meglio #perfezionista, voto: 48 larga.

 

Palermo: Vazquez è forte, ma non é Maradona e le squadre di ragazzini funzionano in Olanda. Non in Italia, dove un Felipe Melo qualunque può storpiarti da un momento all’altro. #super quark, voto: esonero subito.

 

 Fine delle trasmissioni. Per ora.
JL


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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