Interventi a gamba tesa

6 sfumature di Jonathan De Guzman


Nel mercato di gennaio è passato colpevolmente sotto traccia il passaggio in prestito di Jonathan De Guzman dal Napoli al Carpi. A maggior ragione per chi come il centrocampista della nazionale olandese fa della versatilità il suo cavallo di battaglia: un po’ mediano, un po’ mezzala, un po’ esterno e, perché no, trequartista. In Campania nonostante lo schizofrenico 2014-’15, non ha affatto sfigurato: tante buone prestazioni, impreziosite dalla tripletta in Europa League contro lo Young Boys. Tuttavia, tra i guai fisici che lo hanno perseguitato (non gioca una gara ufficiale dal 4 aprile) e un feeling mai sbocciato con Sarri, De Guzman – dopo questi ultimi 6 sei mesi da separato in casa col Napoli – si ritrova a dover ripartire dall’hinterland modenese. Ma scavando sotto il mero profilo sportivo, troviamo uno dei tipi più cosmopoliti che abbia mai incontrato (nazionale olandese, ma nato in Canada da padre filippino e madre giamaicana, che in carriera ha vestito le maglie di Feyenoord, Maiorca, Villareal, Swansea, Napoli e Carpi), in grado di coniugare la rigorosa diligenza al dovere sul lavoro allo swag underground con qualche sfumatura glamour nel tempo libero. 


1) Pace e bene, fra’. Se fossi un calciatore e dovessi fare un ritiro estivo, sceglierei a occhi chiusi – e in caso negativo romperei con allenatore e presidente – il buon Jonnhy come compagno di camera. Tra quella gamma infinita di cappelli da rapper e quei suoi occhialoni da sole con annessi sorrisoni (vi sfido a trovare una foto in cui è serio), De Guzman ti regala quel senso di pace interiore che neanche le filosofie new age orientali. E sono sicuro che se lo presentassimo al Dalai Lama e ai monaci tibetani, non lo farebbero più tornare indietro.

Qui mentre assimila il dialetto napoletano con Zuniga, contagiato dal DG style. Da notare però come il pizzaiolo non se lo caghi neanche di striscio, col nostro eroe declassato a cartonato a 33 denti.

2) Big city life. Jonathan conosce così bene il concetto di metropoli che quando è in strada sfoggia l’“american style” che c’è in lui: mani rigorosamente in tasca, felpone chilometrico e immancabile cappello (guai a chi glielo tocca). Come ha fatto Matt Groening a non notarlo e a non concedergli nemmeno una comparsa in una puntata dei Simpson?! Come ha fatto a non inserirlo nell’episodio in cui Bart rappava con 50 Cent? Hurry up Matt!!!

Very cool.

de guzman figo

3) Padre modello. De Guzman sta riscrivendo il concetto di calciatore-padre di famiglia. Quante volte abbiamo sentito dire dai giocatori frasi del tipo: “Vorrei passare più tempo con la mia famiglia…”? Non è questo però il caso dell’olandese, vedere per credere la collezione di foto assieme ai suoi due piccoli pargoli che condivide sul proprio profilo Instagram (@jdeguz)! La festa del papà è soprattutto la festa di chi come lui segue e si diverte coi figli – almeno a giudicare dai contenuti dei suoi profili social – oltre che per come ha a cuore la salute del suo volpino.

Nuovo testimonial della Mulino Bianco?

Phantom of the Opera

Una foto pubblicata da Jonathan de Guzman (@jdeguz) in data:

4) #ComeSelfaJhonny. I malati dei selfie dovrebbero prendere lezioni dall’ex Napoli di tecnica e prospettiva. Se dovesse nascere un giorno “L’Accademia dei selfie”, De Guzman dovrà esserne di diritto presidente od insegnante. Cioè, guardate come si copre il volto col telefono per rimanere in incognito. La sua classe è roba d’avanguardia.

The elevator couple

Una foto pubblicata da Jonathan de Guzman (@jdeguz) in data:

5) Turista per caso. Se la sua squadra può beneficiare di una giornata di riposo, De Guzman preferisce tutta la vita visitare le città, in qualità di normale turista. Che cos’è la Playstation?! E cosa significa stare chiusi dentro casa?!. Un uomo un perché.

de guzman viaggiatore

6) The new Pharrell Williams? Se finora le ho sparate grosse, speculando sulla ricerca di sotto significati nelle sue foto che forse altro non erano che semplici ritratti di quotidianità, adesso si va in all in. Questo scatto in cui sfoggia un’insolita quanto posata eleganza ai bordi di una fontana, mi ha fatto venire in mente che in fondo lui e Pharrell Williams un po’ si somigliano. Dite di no? Portamento e lineamenti similari, in più a me hanno riferito che quando al Carpi Castori non lo fa giocare, in panchina urla “freedom” e “because (I’m not) happy”. Per cui, se tanto mi dà tanto…

de guzman williams


Per vederlo esordire con la formazione emiliana e osservare gli assist che regalerà a Mbakogu e a Lasagna ci vorrà forse ancora un po’ di pazienza, ma ora non siete più giustificati a ignorare il nostro globetrotter preferito. E per piacere mister, nominalo subito primo rigorista, altrimenti sai già a cosa andrai incontro.


 

Raffaele Campo, nato a Padova il 21/6/1989. Diplomato al Liceo Classico Statale "Concetto Marchesi" di Padova (ma non chiedetemi nulla di latino e greco) e attualmente studente di giurisprudenza presso la facoltà di Ferrara. Vado matto per il calcio, ma soprattutto per l´Inter, seguo anche la Premier League e non disdegno la Liga spagnola. Altre passioni e interessi sono leggere, libri di storia e di cronaca italiana del ´900 in primis, e viaggiare (ho visitato più di dieci Stati europei, ma ce ne saranno ancora tanti altri che visiterò). Collaboratore Sportellate.it