Interventi a gamba tesa

Milan, prove di rinascita


Precisamente un girone fa, il Milan toccava il punto più basso della sua stagione, con la sconfitta per 0 a 4 a San Siro contro il Napoli. Squadra senz’anima, senza idee e fragilissima mentalmente. Oggi invece, dopo che Mihajlovic è stato più volte ad un passo dall’esonero ed i rossoneri ad un passo dalla deriva, tutto sembra cambiato: gli 8 risultati utili consecutivi e le recenti buone prestazioni ne sono la prova.


La svolta

I rossoneri avevano già dato segnali di ripresa col passaggio dal 4-3-1-2 al 4-3-3, ma a mio parere, il momento della svolta è datato 28 novembre 2015. A San Siro va in scena Milan-Sampdoria, i ragazzi di Mihajlovic arrivano dalla quinta sconfitta nelle prime 13 partite e il tecnico serbo ha la geniale intuizione di schierarsi con il più classico dei 4-4-2 per ridare certezze e compattezza a una squadra sull’orlo del tracollo tecnico ed emotivo.
La solidità fornita dal cambio di modulo viene esaltata non tanto in termini di vittorie, 6 da quel sabato ad oggi – le stesse delle prime 13 partite – ma dalle 5 sconfitte in meno che si sono trasformate in pareggi. Pareggiare gare che prima si perdevano è un passo in avanti, non clamoroso, ma pur sempre un passo in avanti che fa bene, oltre che per i 5 punti in più, anche e soprattutto al morale del gruppo.

Fase difensiva

La ritrovata affinità difensiva è la chiave del filotto di risultati: il centrocampo a 4 aiuta a occupare meglio l’ampiezza del campo e semplifica il lavoro delle linea difensiva e mediana. Infatti con due linee da 4 è molto più agevole trovare riferimenti, avendo il compagno di catena di fronte o alle spalle.

Classifica alla 13a giornata prima del cambio modulo: 17 gol subiti in 13 partite.

classifica 13

26a giornata: dopo 13 partite col 4-4-2, in totale solo 28 gol subiti. In pratica 6 in meno rispetto alla prima parte, da 17 a 11. Meglio solo la Juve (4 reti nel periodo preso in analisi): la Roma ne ha presi 12, il Napoli e la Lazio 13, il Bologna e il Genoa 14, la Fiorentina, l’Atalanta e il Torino 15, l’Inter 16, l’Empoli 17 e il Sassuolo 19.

classifica 26

I numeri sono eloquenti, ma non spiegano il lavoro della squadra: nei seguenti video proverò a mostrarvi le differenza di copertura in azioni similari avvenute contro il Napoli, prima nella batosta in casa poi nel bel pareggio al San Paolo.

Milan Napoli 0-4: la formazione di Sarri allarga il gioco sull’esterno e dopo un quasi scontro fra Zapata e Bertolacci, i rossoneri provano a risistemarsi. Le distanze però saltano subito: Bertolacci e Montolivo infatti si ritrovano troppo schiacciati sull’esterno, mentre Kucka rimane distante sul lato opposto. Così facendo si crea un pericolosissimo vuoto in zona lunetta, per fortuna del diavolo non sfruttato dagli azzurri.

Gara di ritorno: il Napoli cambia fronte di gioco da destra a sinistra, ma il diavolo respinge l’offensiva senza apprensioni grazie alle linee ben definite e alle spaziature quasi perfette fra i reparti. Il tutto nonostante l’assenza di Romagnoli.

Come sempre, quando migliora il collettivo aumentano a di pari passo anche le prestazioni dei singoli. I centrali difensivi in particolare hanno beneficiato tantissimo del cambio tattico, Romagnoli, Alex e per ultimo Zapata, difensore spesso sottovalutato che ha ritrovato lucidità e convinzione, come dimostrano le sue parole a Sky nel post partita di Napoli (“quando sono concentrato non ce n’è per nessuno”) in riferimento al fatto di aver lasciato al Pipita Higuain ben poche occasioni da gol. L’ordine e la disciplina riconquistati in fase di non possesso hanno fatto lievitare anche il numero di palle recuperate, come dimostra la classifica del campionato, ancora comandata da Montolivo con ampio margine su Koulibaly.

Parlando sempre della doppia sfida con i partenopei, vi mostro altri dati presi dal sito www.fourfourtwo.com che evidenziano ancora di più come il cambio di sistema abbia rivitalizzato tutta la fase difensiva, facilitando la riuscita dei contrasti.

Andata a San Siro: solo 14 contrasti riusciti e ben 10 falliti dai rossoneri. Evidente come non siano distribuiti in maniera omogenea nel campo, soprattutto nell’ultimo terzo, dove si nota una penuria preoccupante.

contrasti 4 3 1 2

Ritorno al San Paolo: 22 contrasti riusciti e solo 4 falliti. L’ottima copertura in ampiezza del Milan ha favorito una serie di contrasti positivi nella propria trequarti ben distribuiti sulle fasce, dimostrando come non fosse facile per i partenopei trovare zone perforabili.

contrasti 4 4 2

Fase Offensiva

Le difficoltà dei primi mesi erano dovute principalmente alla mancanza di ampiezza in fase offensiva, con le manovre che finivano sempre in un clamoroso imbottigliamento centrale con Bonaventura e Bertolacci quasi a pestarsi i piedi. Le uniche armi offensive erano le giocate individuali o la verticalizzazione rapida sulle punte, sempre brave a scappare sul filo del fuorigioco. Passati al 4-3-3, come accennato prima, sono stati compiuti alcuni progressi, ma la presenza offensiva del solo Bacca limitava molto le capacità realizzative della squadra.

Con il 4-4-2, che prevede il colombiano e Niang davanti, i rossoneri hanno sempre presenza di uomini in zona gol, in più danno la sensazione di potersi rendere pericolosi ad ogni ripartenza, vista la velocità degli stessi attaccanti. Cui sommare l’ottimo contributo sugli esterni di Honda e Bonaventura, entrambi in crescita costante – che forniscono la tanto ricercata ampiezza alla manovra offensiva – e l’aiuto dei terzini.

Alla 19a giornata contro la Roma in trasferta, dopo i primi 45 minuti in palese difficoltà, nel secondo tempo forse si assiste al miglior Milan della stagione in fase offensiva: ottima circolazione palla, tempi d’inserimento perfetti e grandissima volontà di ribaltare una partita che sembrava persa. Il gol è la dimostrazione di come le lacune dei primi mesi – il discorso torna sempre sul difetto di ampiezza del gioco e presenza offensiva in area – siano state colmate.

L’azione del pareggio rossonero. Romagnoli respinge di testa, Kucka difende palla, serve Bonaventura e si scaraventa in avanti. Dopo un dentro-fuori tra Bacca e Honda, è proprio il centrocampista slovacco a ricevere il cross del giapponese, facilitato dal fatto che insieme a lui in area ci fossero altri 3 compagni in maglia bianca ad attirare le attenzioni della retroguardia romanista.

Conclusioni

Finalmente la panchina di Sinisa sembra salda e a piccoli passi si sta tentando una rimonta verso l’Europa che fino a qualche mese fa pareva un’utopia. Si completerà? Non lo so, ma sicuramente affrontare il Milan adesso non è assolutamente semplice. La serie A è avvisata, il diavolo è sulla buona strada. Occhio.

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nato a San Marino nell' aprile del ’91, mezzo sangue italo-sammarinese. Titolare di una gelateria di professione, ma malato di qualsiasi sport per passione, tifoso bianconero e allenatore dilettante Uefa B. La malattia per il calcio nasce da un gol pazzesco in Germania di un ragazzo 21enne nel lontano 1995. La partita era Juventus-Borussia Dortmund: se amo il bianconero è solo per Del Piero.