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- di Raffaele Campo

7 nuovi motivi per amare Leonardo Pavoletti


Parlare in questo momento di un argomento così inflazionato come Leonardo Pavoletti, in questi ultimi tempi meglio conosciuto come "O' Pavoloso", potrebbe sembrare insulso e banale. E va bene, sono diventato un suo fan solo da quest'anno, quando durante la classica asta estiva del fantacalcio lo presi per 1 misero e insignificante fantamilione: nessuno dei miei amici padovani ha creduto in lui, peggio per loro. Tuttavia, posso comunque assicurarvi, e non lo faccio per spavalderia, che questo bomber lo conoscevo in epoca antecedente alla sua esplosione con la maglia del "grifone", per la precisione da quando segnava con la maglia del Lanciano. Ed è per questa "frequentazione" di lunga data che voglio offrirvi 7 ulteriori motivi per amare (anzi, per continuare ad amare) il Pavo. Se invece non inizierete a farlo neanche dopo la lettura di queste righe, vi consiglio caldamente di darvi al curling o alla freccette.


Attualmente il nostro attaccante è infortunato, e neanche oso pensare a quanti "Belin!" e a quanti "Boia dè" si saranno elevati al cielo rispettivamente nella Genova rossoblù e nella sua Livorno. Torna presto Leo che ti aspettiamo!

Bando alle ciance e veniamo al nostro supereroe.

1) Il leggendario Mou. Quale comune mortale avrebbe un maiale vietnamita - ripeto, un MAIALE VIETNAMITA - come animale domestico? Nessuno, tranne Pavoletti. Ed è doveroso aggiungere che il mammifero in questione fa di nome Mou: badate bene, cari pensatori maliziosi, che non c'è alcun riferimento allo Special One, ma si tratta semplicemente della traduzione di maiale in lingua vietnamita. Per il buon Leonardo Mou non è solo il suo animale domestico, ma molto di più: è anche il suo talismano, qualcosa che va oltre il normale rapporto tra animale e padrone. Un minuto di silenzio per tutti i chiromanti e i superstiziosi fanatici.

I soliti titolisti burloni.

pavo mou

Lo stesso giocatore ha ben pensato di illuminarci regalandoci importanti delucidazioni su Mou.

Dopo "Babe, maialino coraggioso" ecco "Mou, il maialino divenuto maialone".

2) Eccellente guida gastronomica.  A cosa serve seguire Masterchef o leggere la guida Michelin quando su youtube puoi trovare un esperto di cucina del calibro del Pavo? Se dovessi fare il giro delle sagre italiane, non avrei alcun dubbio a scegliere l'attaccante del Genoa come compagno di viaggio. Ma vi rendete conto di quale precisione?

E da oggi solo caciucco. Oh se lo dice lui, dev'essere per forza buono.

3) #SiamoTuttiCherubin. Pavoletti è talmente forte che a volte i suoi avversari vogliono la sua maglia ancora prima della fine della partita. Nemmeno a Messi e a Cristiano Ronaldo è mai capitato che un loro avversario gli sfilasse la casacca ancora prima del triplice fischio. Della serie: robe dell'altro mondo. Nel caso in questione il protagonista è Cherubin. Come biasimare del resto il difensore atalantino?! La sua maglia indossata ha un valore inestimabile, che non baratterei per nessun'altra cosa del globo terracqueo.

#SiamoTuttiCherubin

https://youtu.be/RsKpNko_09U

4) I lontani tempi di Lanciano. Pensare al numero 19 del Genoa alimenta la mia invidia verso i tifosi del Lanciano: solo loro per un'intera stagione (2011-'12 in Lega Pro) hanno avuto l'opportunità di vedere Leo che raccoglie (e spesso insacca, visti i suoi 17 gol in campionato) i cross di Mammarella, detto altresì "il Roberto Carlos de noantri" per via dei suoi assist e delle sue punizioni da manuale. Troppi sentimentalismi in questo inossidabile binomio Mammarella-Pavoletti, vale a dire tra un pescarese e un livornese. Non è l'inizio di una barzelletta, ma avere in squadra due leader sempre tosti e combattivi (e anche sanamente "zucconi"), caratteristiche tipiche dei cittadini delle città di mare del centro Italia, è un privilegio per pochi.

Nostalgia canaglia.

pavo lanciano

5) Il dizionario di lingua italiana va aggiornato. Dovremo lanciare un referendum nazionale, e le 500mila firme si troverebbero in meno di 3 ore, per introdurre nel vocabolario di lingua italiana l'aggettivo "Pavoloso", che sta divenendo sempre più di uso comune. È semplice  e suona anche bene, tra l'altro. Alla classica domanda "Com'è stata la tua giornata oggi?", quanto bello sarebbe poter rispondere: "Pavolosa"?!

6) Vedi Pavoletti e pensi a Ibra. A noi interisti il Leo con la maglia neroverde del Sassuolo dovrebbe farci scendere la cosiddetta lacrimuccia. La sua maglia numero 8 e le sue esultanze con le braccia spalancate richiamano alla mente le giocate e le innumerevoli reti di Zlatan nel triennio 2006-'09. Ah che bei tempi, grazie anche per questo Pavo: in questo momento di magra, riesci a farci sorridere ricordandoci il recente passato.

Pavo alla Ibra... o il contrario?

pavo ibra

7) La somiglianza con un altro giocatore di serie A. Se per ognuno di noi trovare il proprio sosia nel mondo è un'impresa ai limiti dell'impossibile, per Pavoletti non lo è affatto. Alle varie somiglianze tra Allegri e Bonaventura o tra Milito e Francescoli, mi prendo l'onere e la responsabilità, se non l'ha già fatto qualcun'altro, di aggiungere anche quella tra il Pavo e Bonucci. Sottolineando, tra le altre cose, che, vuoi per destino o vuoi per pura coincidenza, entrambi fanno di nome Leonardo. Però, caro bomber del Genoa, adesso che mi sono accorto che assomigli a Bonucci, devo dirti che ti amo un pochino di meno 🙂

Trova le differenze.

pavo bonucci


Sperando di essere stato esaustivo, oppure (e in questo caso me ne vanterei a vita) di aver ulteriormente diffuso tra la gente il virus della "Pavo-mania", concludo con questa perla: "Rinuncio al denaro, alla fama e alla gloria. Ma non rinuncio all'essenza di Leonardo Pavoletti" (cit. Raffaele Campo).


 

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