Interventi a gamba tesa

I segreti nascosti di B.B. King per rimanere in alto


Quest’anno i casi di outsider, di squadre non favorite per la vittoria o addirittura date per spacciate che hanno spiazzato tutti issandosi nelle posizioni che contano, abbondano in tutti i campionati. In particolare, se prendiamo a riferimento i tre principali tornei europei – Serie A, Premier League e Liga – troviamo almeno 5 casi più o meno clamorosi.


Ecco gli outsider ancora in lotta per il titolo, affiancate da “The King of Blues” che li sta “spingendo” nella loro corsa per la vittoria.

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Partendo dal campionato nostrano troviamo Inter, Fiorentina e Napoli; in Liga l’Atletico Madrid, che nonostante ormai lotti ad armi pari con il duopolio Real Madrid-Barcellona da almeno 4 anni, costituisce sempre un piccolo grande miracolo; mentre in Premier League incontriamo forse i due casi più eclatanti, a maggior ragione se pensiamo al loro palmarés tutt’altro che florido, vale a dire il Leicester City di Ranieri e il Tottenham di Pochettino.

Alcune di loro, nel corso della stagione hanno avuto delle difficoltà a gestire la classifica, mentre altre ci sono riuscite in scioltezza o quasi. Motivo per cui, attraverso altrettante canzoni del “Re del Blues”, ho deciso di stilare una lista di 5 consigli, anche basici, che potrebbero aiutare tutti gli outsider a rimanere in cima. Perché si sa, vincere aiuta a vincere, ma tornare a vincere è la cosa più complicata.

Napoli, Leicester, Atletico e Tottenham, malgrado lo scarso feeling con la vittoria nel corso della loro storia  fermo restando che gli spagnoli e i partenopei negli ultimi anni da questo punto di vista si sono ripresi – in questo 2015-’16 si trovano in lotta per il titolo: addirittura per le foxes sarebbe il primo in assoluto, mentre per Napoli e spurs si tratterebbe di un tris a distanza rispettivamente di 26 e 55 anni. Queste squadre però si stanno destreggiando bene tra le insidie più disparate, come le pressioni mediatiche, le critiche (a volte insensate) e le vertigini guardando la graduatoria. Probabilmente i loro allenatori conoscono B.B. King e hanno assimilato i suoi insegnamenti.
D’altro canto Inter e Fiorentina, dopo aver comandato fino per diversi mesi la serie A, hanno perso terreno e ora si devono “accontentare” di lottare per un ingresso in Champions League.

A Mancini e Paulo Sousa consiglio di ascoltare queste canzoni, a Sarri, Ranieri, Simeone e Pochettino di ripassarle: “Better not look down”, “Lucille”, “Why I sing the blues”, “Rock me baby” e “There must be a better world somewhere”. Magari questi pezzi gli aiuterebbero nel continuare a sognare. E al risveglio scoprire che è la pura realtà.

“Better not look down” live at Nick’s

  • Better not look down: è il titolo stesso a suggerirci il primo consiglio, meglio non guardare giù. Ma se ascoltiamo meglio il ritornello, capiamo che dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto finora per arrivare in alto (“put the hammer down”). Possibilmente spingendo ancora di più sui nostri punti di forza. Guardando ora alla messa in pratica, nella realtà, la squadra che meglio ha traslato la lezione del maestro sul campo è il Leicester City. Le Foxes hanno ripetuto fino alla noia le linee guida dettate dal condottiero romano – 4-4-2 compatto e rapidi ribaltamenti di fronte – arrivando a credere nella vittoria della Premier. In un certo senso anche il Napoli l’ha fatto, almeno fino allo scontro diretto di sabato sera contro la Juve, in cui è sembrato snaturarsi ed accontentarsi del pareggio (soprattutto nell’ultimo terzo di partita), che ha pagato con la sconfitta e la perdita della testa della classifica. Replicare all’infinito e a grande intensità quello che si sa fare meglio è sicuramente il primo passo per rimanere in alto.

“Lucille” e B.B. King ci raccontano il loro percorso.

  • Lucille: la canzone di Riley B. King esplicitamente non ci fornisce nessuna dritta, ma se ascoltiamo le note e leggiamo bene le parole, estrapoliamo un suggerimento  fondamentale: ricordarsi le proprie origini. Infatti la canzone ci racconta la storia del bluesman più famoso e del suo vissuto: le piantagioni di cotone in Mississippi. Ricordarsi da dove si viene e cercare di non snaturarsi per andare incontro alle richieste altrui, o ad obiettivi non propri (non in termini di risultati finali, ma di qualità del gioco). Prendiamo ad esempio una squadra che si è dimenticata delle sue origini  nel mondo del pallone il precampionato – l’Inter. I nerazzurri finché si sono ricordati il motivo per cui erano stati costruiti, subire poco e realizzare un gol in più dell’avversario, di solito uno bastava, sono rimasti là in cima; non appena hanno dato adito alle richieste e ai consigli degli esteti, che invocavano il bel gioco (potremmo anche discutere ore su cosa sia il bel gioco, volendo), rinunciando ad un centrocampista per schierare più talento sulla trequarti, è colata a picco. Questa non è l’unica motivazione, considerati i limiti strutturali della rosa di Mancini in entrambe le fasi, ma sicuramente può rappresentare una causa della regressione fino al quinto posto. Ricordarsi le proprie origini e restare umili allo stesso tempo è determinante per seguire la via della sicurezza, che è la strada migliore per coronare il sogno. Anche la Juve per dare il là alla sua rimonta è tornata all’antico, il 3-5-2.

Cos’è il Blues? E perché lo si canta? Ecco i motivi di B.B.

  • Why I sing the blues: questo consiglio è quello che personalmente apprezzo più di tutti. I bluesman sono soliti cantare la propria anima (il blues) ed è la ragione per cui li ascoltiamo: perché le loro storie e le loro vite sono le cose che più ci affascinano. Mettere l’anima nel calcio ha la stessa valenza: quando vediamo una squadra che mette tutto ciò che ha sul campo – ‘garra’, intensità e voglia di non arrendersi mai – non possiamo che essere soddisfatti. Solitamente all’inizio le outsider, chiunque esse siano, danno il 110%. Poi con il passare delle settimane alcune si imborghesiscono e cadono, mentre altre continuano a giocare senza risparmiarsi. Tra le outsider di questa stagione abbiamo due esempi positivi: il già citato Leicester e l’Atletico di Madrid del Cholo Simeone. Questi due club sono il blues del calcio. Quando li guardi, anche se non li tifi, non puoi non ammirare la loro voglia e il loro senso di appartenenza ad una causa comune, il che ti fa innamorare di loro alla prima partita che vedi. Questa miscela di fattori può persino contribuire a battere formazioni molto più forti, vedi l’ultima impresa del Leicester con il Manchester City, e lottare alla pari con avversari apparentemente di un altro livello anche sul lungo termine, vedi l’Atletico con Real Madrid e Barcellona.

B.B. King, Eric Clapton, Budy Guy, Jim Vaughn, 4 chitarre e un palco. Non aggiungo altro.

  • Rock me baby: portare il rock ‘n roll nel calcio, cioè follia e imprevedibilità calcolata, non è fondamentale per restare in alto, ma certamente aiuta. Stupire l’avversario a volte è necessario per uscire dagli schemi della partita, però il rock and roll nel calcio per me non è solo questo. Il calcio R’nR l’ha inventato Klopp con il suo Borussia Dortmund, e prevedeva un gioco fatto di ripartenze travolgenti che stendevano gli avversari. Se ci vogliamo rapportare a questa stagione, sicuramente le due formazioni che hanno rispecchiato lo spirito rock sono il Tottenham e il Napoli, dato che la loro proposta di gioco è stata tra le più valide in tutta Europa. Anche la Fiorentina fino ai primi di dicembre ha incarnato alla perfezione questa essenza, poi ha perso un po’ di smalto.

I ringraziamenti in ogni esibizione artistica sono basilari. Anche il calcio non sfugge a questa regola.

  • There must be a better world somewhere: come ultimo consiglio ho deciso di ispirarmi a questa canzone e alla sua funzione nelle esibizioni di B.B. King. Solitamente “The King of Blues” la utilizzava per ringraziare i fan del supporto. Anche nel calcio, così come nella musica, i tifosi sono tutto e ringraziarli è un atto doveroso. Perché quando si sentono rappresentati dai loro beniamini e gradiscono ciò che mettono in campo, diventano davvero il dodicesimo uomo, che aiuta la squadra a spingersi oltre i propri limiti.

Higuain  ringrazia a suo modo i tifosi…

Coinvolgere i tifosi e ringraziarli ad ogni partita sicuramente ti permette poi di ricevere tanto in più, guardare Napoli per credere.

… e la città accoglie la squadra dopo la sconfitta con la Juve in questa maniera.

Questo è ciò che io reputo fondamentale per rimanere in alto, e credo che le canzoni scelte in qualche modo lo rappresentino. Magari voi ci troverete altro in questi pezzi, ma questo è il bello della musica. Perché ognuno coglie delle sfumature nella comprensione del testo e delle note che rendono unico ogni brano.


 

Nato nel 1994 a Treviglio (BG), laureato in Management presso l'Università L. Bocconi. Tifoso interista dalla nascita e amante del calcio, un poco di buona musica non guasta mai. Collaboratore @Sportellate.