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2 min

- di Jacopo Landi

Il pagellone della 24a giornata di serie A


Bologna: Giaccherini ha la stessa media realizzativa di Suarez, il problema è che la difesa del Bologna prende gol con la stessa costanza di quella dell’Inter. #due lati della medaglia, voto: 50%.

 

Fiorentina: Bernardeschi è fortissimo, fortissimo. Ma il suo taglio di capelli è illegale in almeno 150 Stati. Vedere la foto sopra per credere #fate qualcosa, voto: 6.

 

Genoa: Una partita di una noia ma di una noia che anche la narcolessia ha avuto un attacco narcolettico.

 

Lazio: leggi sopra, ma indignati anche qua sotto.

 

Verona: all’improvviso una squadra di vichinghi con in più Ionita che sembra il Gattuso dei tempi d’oro. Segnano in qualsiasi circostanza e il portiere prende di tutto. Verona bella città, per carità, ma #non esageriamo, voto: 3 testate.

 

Inter: niente è tornata la pazza Inter, quella che ti fa bestemmiare come Oronzo Canà, quella che passa in vantaggio, poi sotto di tre reti (tutte uguali) la riaciuffa, quella che mannaggia a ijhmefhuiwefn #ogni maledetta domenica, voto: over.

 

Frosinone: gioca a non prenderle e ci riesce fino a quando si ricorda quello che sta facendo. Poi però si distrae e la Juve la strazia come la carcassa di un’antilope che si è persa. #piero angela voto: 4 secondi.

 

Juventus: se Cuadrado diventa anche regolare siamo fottuti in tutte le lingue del mondo. E non aggiungo altro #www.mifottittu, voto: 9.

 

Milan: una difesa più scandalosa dei calzini coi sandali, ma nell’Udinese giocano un sacco di ex Milan e nel secondo tempo questo fa la differenza #scherzo, voto: 7 coppe lombardia

 

Udinese: segna un gol più brutto di Badu che sorride al buio, il resto è normale compensazione #date un tranquillante a Colantuono, voto: 6 gocce di ansiolin.

 

Roma: dopo aver comprato tutte le mezze punte e gli attaccanti del globo terracqueo, ma soprattutto dopo aver occultato il cadavere di Dzeko, la Roma fa una cosa che nessuno riteneva possibile: continua a vincere #x files la nuova serie, voto: 8.

 

Sampdoria: più sacrificale di una pornostar a una convention porno e con un Muriel più inutile di una sigaretta di cioccolato con Camilleri #la battuta, voto: 3.

 

Napoli: partita arbitrata talmente male che alla fine, non visto, l’arbitro si espelle da solo. Higuain non lo fermi neanche col veleno. Il piccolo Lorenzo continua ad arrotondare con piccoli giri extra calcio #wè wè, voto: severo ma giusto.

 

Carpi: sopra la panca il Carpi campa, sotto la panca il Carpi dorme. L’espulsione è un’opera d’arte concettuale difficilmente ripetibile #l’arte è una cosa seria, voto: 5 anni senza condizionale.

 

Sassuolo: anche qui il concetto di difesa blindata non è chiarissimo #ripetente, voto: in numeri romani.

 

Palermo: idem come sopra, segni due goal ma concedi la tua verginità anale. Insomma, bene ma non benissimo #equazione, voto: della delusione.

 

Torino: pare che il Toro abbia inspiegabilmente esaurito la propria buona stella. Ormai non si vincono più neanche le partitelle del giovedì #periodo di flessione, voto: crisi del ’29.

 

Chievo: dopo tre giornate si rialza (anche senza Paloscone) e fa valere la propria dura legge #dura lex, voto: sed lex.

 

Atalanta: zero a zero e un maxi tamponamento di trattori che la Walt Disney sta pensando di girare “Cars 380 di cilindrata”.

 

Empoli: non vincere contro questa Atalanta è un po’ un peccato mortale, chiedere all’Inter...

 

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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