Interventi a gamba tesa

Oltre la linea: la combine dei poveri


Oltre la linea c’è un mondo pallonaro che molti non conoscono. Oltre la linea ci sono i dirigenti, gli allenatori, gli osservatori, gli agenti, i faccendieri, i genitori e i tifosi. Oltre la linea gli interventi a gamba tesa non sono mai sanzionati. Oltre la linea la visuale è diversa. Oltre la linea ci sono storie da raccontare.


La questione è delicata.
C’è una partita da vincere.
Eh sì perché la vittoria non è scontata. Per nulla, ma serve dannatamente per non scendere di categoria. Una retrocessione sarebbe una tragedia enorme perché c’è il pubblico da calmare e poi – e soprattutto – la questione del progetto del nuovo terreno di gioco e di tutti gli impianti collegati da costruire, l’amministrazione comunale ha fatto intendere di prenderla in considerazione solo se la squadra non retrocede. Il progetto è ambizioso, ci sono spalti da ristrutturare, campi da rifare, mica solo uno, si parla di una decina tra sintetici, in erba e pure riscaldati! Senza dimenticare tutto il terreno intorno che è il vero affare per chi investe: tanta terra dove costruire palazzine, palazzine e ancora palazzine. Poi forse anche una piscina, ma quella non si riesce poi a vendere ecco perché le villette bifamiliari son meglio.
E’ il politico di turno, un mega faccendiere, affabulatore e borioso oltre misura a fare da tramite (o garante) tra tutti gli interessati, ovvero la proprietà nuova, i dirigenti vecchi cui la proprietà nuova ha promesso il posto e l’amministrazione (non tutta).

Basta vincere la prossima gara.
L’ultima di campionato.
In trasferta.

Gli avversari sono tranquilli, non hanno nulla da conquistare e neppure da perdere. Probabilmente con la testa son già in vacanza e se proprio vogliamo dirla tutta tecnicamente sono anche meno forti, ma c’è un problema.
E non da poco.
Sono i rivali di sempre.
Inutile dire che di fronte alla possibilità di rovinare la stagione e i sogni di gloria dell’avversario più odiato farebbero qualsiasi cosa.
La vittoria che aprirebbe le porte alla rinascita di questa gloriosa squadra di un comune di quindicimila anime malcontate non è per nulla scontata. Sì quindicimila avete letto bene, siamo nel fantastico mondo del dilettantismo.

“Se il Chievo è in Serie A perché non possiamo arrivarci anche noi?” ripete spesso il patron del club con mire decisamente più immobiliari che calcistiche. Siam pure grandi il doppio di quel quartiere di Verona aggiunge.

Per ora però la sua squadra si trova nel campionato di Promozione e rischia di retrocedere. La possibilità di essere la nuova favola stile Chievo è parecchio lontana.

C’è un progetto grosso però all’orizzonte e i tre punti, per nulla scontati, di domenica prossima potrebbero significare l’avvio del cantiere sportivo, ma soprattutto immobiliare, per il Patron.
Lo sa che il calcio è imprevedibile, che nel calcio nulla è scontato, che la palla è rotonda e così via, ma sa anche che esiste un lato meno romantico del pallone e decisamente più pratico e che in qualche modo le gare si possono pilotare verso un risultato piuttosto che un altro. C’è chi è riuscito a manipolare risultati di gare di campionato nel professionismo vuoi che non sia possibile – e più facile – farlo a questi livelli?
Son rivali sportivi certo, ma sono ragazzi che corrono dietro a un pallone per poco o nulla e secondo il Patron si possono convincere con una certa facilità. Del resto qui non si tratta solo di pallone, qui ci sono campi da costruire, case da tirare su e imprese da coinvolgere, e poi non si può certo fare brutta figura con il politico che tanto si sta prodigando per la causa.
Qualche pezzo da cinquecento euro nelle mani giuste all’interno dello spogliatoio potrebbe far dimenticare per i prossimi novanta minuti la storica rivalità.

E così la domenica arriva e la poca reattività del portiere unita all’assenza improvvisa dell’attaccante che segna parecchio e la presenza, più numerosa del solito di ragazzini della Juniores, oltre che a fissare il risultato su un tranquillo 1-4 fanno pensare che il n 1, il bomber e il mister sono stati i destinatari principali della proposta indecente.

La questione è delicata.
C’è una partita da vincere a ogni costo e una combine (dei poveri) da organizzare.

Le porcherie del pallone arrivano fin qui, oltre la linea di un campionato di Promozione.


Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.