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3 min

- di Jacopo Landi

Il pagellone della 18a giornata di serie A


Udinese: Thereau sta abbassando progressivamente la propria media e qualche folle giura di aver visto un paio di capelli rispuntare sul capo perlato di Colantuono #Conte 2: la vendetta, voto: 7.

 

Atalanta: ormai il motto “gioca bene ma non quaglia” è di casa. Un po’ come un bello che non balla, un cane che non porta prede. Una figa di legno. Insomma, ci siamo capiti. #spine, voto: falegname infame per te solo le lame.

 

Empoli: viene derubato di un rigore più grosso del Texas e la faccia di Giampaolo dice tutto quello che serve, il 2016 sarà un anno del cassius clay #mainagioia, voto: 7.

 

Inter: vince una partita che sostanzialmente non gioca. Questo è ottimo considerando che può contare su tre giocatori: Handa, Miranda e D’Ambrosio più Perisic e Icardi ma, per un’azione soltanto. Regole strane... basterebbe giocare a pallone #uhm, voto: 5.

 

Juventus: salutate i Campioni d’Italia. Sono tornati. Giocano bene. Segnano bene. Vincono meglio. onore a loro. #boom, voto: 9.

 

Verona: ci prova, ma francamente sembra non possa fare di più. Del resto quando il tuo uomo di punto era sulla cresta dell’onda 10 anni fa. Più indietro della Russia post muro #sovietici, voto: 4.

 

Milan: più in crisi della faccia di Donatella Versace. In più ci aggiunge un 300% di egoismo tra i suoi. Una canna fatta di 90 milioni di euro e molti più milioni di euro infranti. #stica, voto: recupero crediti.

 

Bologna: Donadoni contro il proprio passato. Giaccherini che esulta mimando i capezzoli. Questa partita sarà nostalgica nel giro di un paio d’anni #ragù a domicilio.

 

Roma: Garcia che nelle interviste sostiene di non aver nulla da rimproverare ai suoi, rei di aver preso tre gol e due rimonte, mi sembra l’immagine perfetta di una squadra allo sbando #i sette perchè di Roma, voto: 4.

 

Chievo Verona: che cuore e che... attributi. Paloschi all’antidoping subito per le sue esultanze moderate. Gli altri a prendersi una carrettata di meritata leggenda #Chiavo a Verona, voto: 10.

 

Fiorentina: che bella squadra, che bel mister, che bel sogno vien su da quel di Firenze. #inarrestabili, voto: 9.

 

Palermo: più in confusione dei gusti sessuali di Cecchi Paone. Via Iachini dentro Ballardini, cambio. Anzi no, resta il Balla. Trenino, a e i o u ypsilon. #Buona domenica, voto: Demo sigla.

 

Genoa: Gaperini, Gasperini... mi dispiace, tanto, seriamente e dal cuore #non è vero, voto: infame.

 

Sampdoria: ANTONIO CASSANO # “..E a me, che cazzo me ne frega a me..”, voto: Bari forza 10.

Napoli: subito dopo la Juve, lì a contendersi uno scudo che porterebbe Higuain in un cielo toccato solo, anni fa, dal compagno Diego #chissà, voto: i sogni son desideri.

 

Torino: più sacrificale di un panino in un fast food. Ci prova, segna ma la mole di gioco e la classe pendono troppo dall’altro rettangolo di gioco #sbilanciati, voto: 5.

 

Sassuolo: un tempo per uno non fa male per nessuno. Solo per chi guarda. Se Consigli evitasse di farse di Md proprio prima della partita, noterebbe effetti sorprendenti sulle sue prestazioni #sono fatto ?, voto: equilibrio.

Frosinone: idem come sopra con in più una strana predisposizione per le rimonte #degli altri, voto: ma che cazz’.

 

Lazio: partita no sense della settimana. Rivoglio un’ora e mezza della mia vita e che Italia Uno trasmetta nuovamente Bim Bum Bam.

 

Carpi: idem come sopra. Borriello libero, Borriello bomber vero

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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