Interventi a gamba tesa

I migliori allenatori della Serie A del 2015


La fine dell’anno non può che essere un mese di bilanci. Anche per la redazione di Sportellate.it, che dopo aver ripreso possesso del sito finito per 6 interminabili giorni nelle mani dell’Isis, ha stilato una classifica relativa all’anno solare 2015 della serie A suddivisa per ruoli: portieri, difensori, centrocampisti, attaccanti e allenatori. Le varie top 10 sono frutto delle votazioni a cui hanno partecipato (in rigoroso ordine alfabetico) Raffaele Campo, Andrea Dalla Pria, Lorenzo Lari, Alberto Paternò, Lucio Pelliccioni, Gian Marco Porcellini, Andrea Ravasi, Leonardo Salvato, Marco Sarto, Marco Toselli e Nicolò Vallone, i quali hanno inviato la propria top 10. Come abbiamo calcolato i voti? In pratica il primo classificato ha preso 10 punti, il secondo 9 e così via fino al decimo. Dalla somma di tutti i voti abbiamo elaborato i totali, poi convertiti in percentuale. A margine, un commento sulle varie graduatorie a cura di due collaboratori/redattori. Oggi è il turno degli allenatori, buona lettura. E naturalmente buone feste da tutta la redazione!


10 Rolando Maran (Chievo) 3,44%
9 Roberto Donadoni (Parma/Bologna) 3,78%
8 Giampiero Ventura (Torino) 7,39%
7 Roberto Mancini (Inter) 7,9%
6 Stefano Pioli (Lazio) 9,28%
5 Sinisa Mihajlovic (Sampdoria/Milan) 9,28%
4 Paulo Sousa (Fiorentina) 9,79%

3 EUSEBIO DI FRANCESCO (SASSUOLO) 12,89%

Meno male che ci siamo accorti solo di recente che il nostro Alberto Paternò lavora come stunt man nelle conferenze stampa di Di Francesco, altrimenti lo avremmo messo davanti anche a Sarri e Guardiola.

pate di francesco
2 MASSIMILIANO ALLEGRI (JUVENTUS) 16,32%

Non ha preso benissimo la piazza d’onore, il buon Max…

1 MAURIZIO SARRI (NAPOLI) 19,93%

Neanche il primo posto nel nostro classificone rasserena il buon Maurizio, che anzi ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Nicolò Vallone

Indiscutibilmente, meravigliosamente Maurizio Sarri. Maestro di provincia a Empoli, condottiero in una grande piazza a Napoli. La palma di migliore del 2015 è sua a pieno diritto, tra miracoli tecnico-tattici e ideologie senza integralismo.

Nonostante i bei risultati della Juventus, invece, reputo esagerato il secondo posto di Allegri, che mostra qua e là certi suoi “vizi” storici. Al tecnico bianconero metterei davanti Di Francesco e Pioli: il primo continua a perfezionare un piccolo grande Sassuolo, il secondo ha qualificato inaspettatamente la Lazio ai preliminari di Champions per poi cadere vittima di infortuni decisivi e mercato non all’altezza.

Mi ha stupito trovare Mihajlovic davanti a Mancini, artefice della nuova Inter capolista. Evidentemente è stato attribuito enorme valore al fatto che Sinisa si sia barcamenato tra due società (Sampdoria e Milan) che fanno ben poco per rendere la vita facile al proprio mister. A proposito, mi rincresce veder fuori dalla top 10 il profeta del 3-4-3 Gasperini, perennemente in balia della raffica di compravendite del presidente Preziosi. L’avrei forse inserito al posto di Ventura, aiutato da una dirigenza da 10 e lode nel portare avanti l’ottimo progetto Torino.

Fa piacere poi veder menzionati un Maran che fa giocare a pallone il Chievo e un Donadoni sostieni-Parma e resuscita-Bologna. Avrei tuttavia ritagliato un posticino per Reja, da esponente della più desueta scuola italiana a fautore di un gioco propositivo che ha risollevato le sorti dell’Atalanta.
E chi togliere? Personalmente, ho tenuto fuori dalla mia classifica Paulo Sousa. Non ho contemplato infatti chi ha agito in Serie A solo in una delle due parti dell’anno solare 2015.


Marco Toselli (@marcotose)

Ci siamo innamorati tutti di Obi-Wan Maurizio Sarri. Potente è la forza di allenatore in lui. È stata anche la mia prima scelta, a discapito di un Allegri che ha portato la sua corazzata alla vetta di quasi-tutto nella prima parte del 2015, e a recuperare il terreno perso a fine anno.

Di Francesco sarà the new big thing sul menu del Ristorante “Dall’Allenatore Italiano”. Il tecnico del Sassuolo insegna tattica e disciplina a livelli altissimi e invece di sgonfiarsi settimana dopo settimana come un palloncino, sembra migliorare col tempo come un ottimo vino. Ci farà ubriacare tutti. È vero, Paulo Sousa non può vantare un rendimento completo nel 2015: eppure lo Stil Novo fiorentino, fatto di ottimo giro-palla e di concretezza à la Kalinic, gli fa meritare una menzione speciale.

Vedere Ventura così in basso invece mi fa male. Ogni anno parte con una squadra rinnovata e probabilmente compromessa: ogni anno insegna alle “piccole” come andare in trasferta e alle grandi come avere paura di presentarsi a Torino. Nel panorama di pochezza della nostra Serie A, quasi un gigante.
Roberto “il sottovalutato” Donadoni. Prima sfortunato protagonista del fallimento del Parma, accompagnato fino all’ultima partita con onore (vincendo contro la Juventus e facendo perdere al Napoli la Champions League); poi chiamato a Bologna dove ha portato gli emiliani fuori dalle sabbie mobili. Persona degnissima e allenatore di livello.

Infine, un’auto-critica e un rimpianto. Ho ampiamente sottovalutato Giampaolo e le sue possibilità di continuare il lavoro di Sarri a casa Empoli. Eppure se a fine 2015 c’è una panchina che merita il premio sorpresa positiva dell’anno, forse è proprio la sua.


 

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.