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3 min

- di Jacopo Landi

Il pagellone della 16a giornata di serie A


Genoa: a quanto pare l’influenza del nero potere del signore ottuso è finita, o quanto meno inceppata, molto inceppata. Tra espulsi e gol a fine partita, preso, più che il tabellino di una partita sembra il bollettino della guerra del golfo #salvate il soldato Gasp, voto: colpa dell’Inter che non ha fatto mercato.

 

Bologna: da quando è arrivato Donadoni il Bologna ha una media punti più alta del Real Madrid. Destro è tornato a essere un giocatore e Gianni Morandi ha smesso di... no, quello no ma va bene lo stesso #un DonaDoni sotto l’albero, voto: jingle bells.

 

Palermo: con un Ballardini più precario di un perizoma in Brasile, i palermitani decidono di regalare un’altra settimana al loro tecnico. Vittoria schiacciante e tutti festeggiare #forza paleeeeeeemmmo, voto: Minghia, voce del verbo non scassarcela.

 

Frosinone: in down clamoroso, sembra che in campo lotti solo Ciofani. Stellone studia per diventare Mancini, imbalsamato in panchina tutto su in cravatta e sciarpetta, ora non gli resta che far tornare la propria squadra a giocare a calcio. #Frosinone culone, voto: Frosinone libero.

 

Udinese: contribuisce in maniera determinante... alla vittoria dell’Inter #bene ma non benissimo, voto: rigà abbiamo sbagliato porta.

 

Inter: raccoglie con stupito candore i gentili omaggi dei padroni di casa e pata pim e pata pum e pata pim e pata pum, li legna quattro volte e torna di corsa in stazione giusto in tempo per un epic brozo di livello #qualità, voto: Icardi in crisi (soprattutto sul secondo gol).

 

Sassuolo: ng. Voto: la nebbia agli irti colli.

 

Torino: ng. Voto: vedi sopra.

 

Chievo: partita infame per te solo le lame. Un golletto e via andare ma emozioni? Ma i campi di grano? Nasci, cresci e poi Maran ti sorride #ictus, voto: morto sul campo.

 

Atalanta: idem come sopra ma con tre punti meno in classifica e sei infrazioni in più al codice della strada quando i trattori invadono la way back per Bergamo #ingrana la sesta pota, voto: fast and Birghem.

 

Empoli: Saponara è piacere per gli occhi, Maccarone invecchiando ringiovanisce e Giampaolo ha addirittura sorriso #Empoli meravigliao, voto: 10 e lode.

 

Carpi: crisi nera anche qui, del resto non si può giocare con il Milan tutte le domeniche #carpi diem, voto: niente discoteca per una settimana.

 

Milan: il Milan di quest’anno sembra l’Inter di Mazzarri, squadre per le quali, sono sicuro, gli arbitri fanno questo tipo di discorso “Senti, tanto fanno cagare, se anche li vessiamo non possono dire nulla”. Due gol annullati e almeno un paio di rigori, poi vabbè fate voi #furto, voto: Milan Malen.

 

Verona: veder segnare ancora Lucone Toni è più nostalgico dei film Disney #maccheroni, rigatoni, Luca sei per me il numero uno, voto: Verona non perdona.

 

Napoli: classico match da big match, squadra impaurite, poche emozioni, poco tutto. Napoli in picchiata come risultati e gioco. Poi vabbè sarà colpa dell’Inter anche questa # Sa Sa Sarri, voto: grippato.

 

Roma: idem come sopra, ma Dzeko sembra la brutta copia del Vieri attuale. Garcia caccia fuori qualche idea, che non ti pagano per mandarne in campo undici #dizionario, allenare significa ?, voto: 5 mila euro di multa

 

Juventus: parte ad handicap a già dopo mezz’ora capisci che in campo ci sono una Signora squadra e la Fiorentina. Il gol di Dybala è una gioia per gli occhi. Marione è uno di quei giocatori, che #non sai perchè ma ci vinci le cose importanti, voto: 10.

 

Fiorentina: pronti via e rigore. Un po' come gli spot Barilla, il rigore fa casa per la Fiorentina. Dopo mezzora i toscani finiscono e la Juve dimostra la squadra che è #limiti limitanti, voto: ci vediamo a settembre.

 

Lazio: due squadre più in crisi del pil greco. La Lazio sulla carta ha più crack, bisogna vedere se Pioli li schiera, quanto meno.

 

Sampdoria: idem come sopra....con in più il fatto che Montella si sta mordendo i gomiti per la propria, poco lungimirante, scelta.

 

 

Fine dele trasmissioni. Per ora.

JL


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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