Interventi a gamba tesa

Il pagellone della 14a giornata di serie A


Torino: una squadra che permetta a un proprio tesserato (Maxi Lopez) di presentarsi a) con quel fisico da sollevatore di ipotesi b) con quei capelli che neanche un super sayan a carnevale, meriterebbe, al massimo, di sfidare i Campioni di Ciccio Graziani. Ma dato che il nostro è uno stato fondato sulla democrazia del cattivo gusto il Torino sfida il Bologna e vince anche. Belotti è più ignorante di un “se io sarei”, Bovo usa gli insulti come punteggiatura, per fortuna c’è l’eleganza di mister Ventura #Cairo editore, voto: condannati in contumacia.

 

Bologna: del resto, con Giaccherinho al potere. Io dico solo che in uno stato di diritto la parola “Giaccherinho” dovrebbe essere considerata lesa maestà #Giacca, Jakarta e Giaccherini, voto: 3 in italiano.

 

Milan: al minuto 12 Bacca tira uno sputo che è un agglomerato di tutto lo smog milanese. Una melanzana tunisina eiettata alla velocità della luce. Per il resto solita partita contro un cadavere. Si parlerà di svolta. Fino ai prossimi 90 minuti #insegnare il giUoco, voto: 8.

 

Sampdoria: hanno ucciso l’uomo ragno chi sia stato non si sa, forse quelli di Bogliasco, forse qualche capo ultras. Hanno ucciso l’uomo ragno non si sa neanche perché, avrà fatto qualche sgarbo a quel fattone di Ferrer #Zenga uno di noi, voto: 10 calci nel c**o.

 

Chievo: una retroguardia più inquietante della trama dei cinepanettoni. Il resto è noia e un sexy selfie di Maran #Ti prego no, voto: 30.000 euro di multa per oltraggio.

 

Udinese: Di Natale si ritirerà anche, ma nel passaggio a Thereu c’è più classe che in tutto il percorso scolastico del resto della rosa #se io avrei la sua fantasia, voto: 10.

 

Frosinone: Paganini sviene che neanche quelli di Black Hawk Down, per il resto è tutto merito di Ciofani e di calzettoni tra il molesto e l’inguardabile #Stellone cadente, voto: esprimi un desiderio.

 

Verona: più in picchiata delle mutande di una zoccola. Il povero Mando Mandorlini ha una rosa meno competitiva della McLaren di Alonso quest’anno. Spero tanto che si risveglino in fretta… ma il simbolo di Verona non è noto per allegria e ottimismo #Giulietta, come stai oggi ?, voto: dammi una lametta che mi taglio le vene PS: hanno esonerato il Mandorlo, perché ovviamente la colpa è sua (dopo anni di campionati meravigliosi) e non di una rosa non all’altezza. Bah, onore a te Mando, ti aspettiamo nuovamente. A presto 😉

 

Genoa: oh oh oh Gasperini, Gasperini, infame per te solo le lame, come la mettiamo? oh oh oh…colpa di Moratti, dell’Isis, delle maree, della Nasa, di tua madre che quella sera non andò al cinema, soprattutto. #infame, voto: 30 denari.

 

Carpi: Borriello bomber dentro e fuori dal campo. Regala, da solo, la vittoria al Carpi contro le forze del male. Risponde a un tifoso idiota nell’intervista a bordo campo e ne ingravida un paio perché, perché #perché lui può, voto: chiamami bomber, lo fa anche tua madre

 

Roma: più in crisi di un’erezione di Maurizio Costanzo. Dopo il primo set a Barcellona fa apparire l’Atalanta come l’astro nascente del calcio nordico. L’entrata di Maicon è più da cigno nero che da rettangolo verde #Waterloo, voto: 30 (morti) sul campo.

 

Atalanta: prende atto delle difficoltà dell’avversario e sapientemente gli tira due lamate, una per tempo, ai reni #p gold, voto: Bergamo in ecstasy.

 

Empoli: un Tonelli è per sempre, Saponara è la bellezza romantica rimasta in questo campionato, fondamentalmente, scrauso. # il passo del Tonelli, voto: 7

 

Lazio: come Atene e Sparta, Roma e Lazio, fanno a gara per chi sia più nella merda e, ironia del destino, stanno comode, comode a braccetto #stica, voto: 4.

 

Palermo: entrano in campo con l’aria più sacrificale degli agnelli a Pasqua (delicatissimo gioco di parole). Il resto è solo una degna conseguenza. Quando segna Sturaro, il capo di tua mamma non può mai essere esente da insulti triviali, #ma porca…, voto: 3…a zero.

 

Juventus: passeggiano con l’eleganza che solo Gianni Agnelli aveva sui cadaveri di undici palermitani sfortunati. Le conferenza stampa di Allegri dovrebbero essere vietate dell’Unesco #insopportabile, voto: banalità ne abbiamo?

 

Sassuolo: che bella squadra quella di Mister Di Francesco. Se la giocano fino all’ultimo e caso mai strappano un punto alla Fiorentina di Sousa che giocherà anche così bene, ma ricorda tanto la Roma di Spalletti… indimenticabile, ma non per la bacheca #un lavoretto pulito, voto: 10, 100, 1000 Floccari

 

Fiorentina: si specchia più di Vanesio e ne paga le conseguenze. Il resto lo potete leggere in coda alla pagella del Sassuolo #vanitoso, voto: movimento 5 schiaffi.

 

Napoli: a detta di tutti la squadra più forte della Serie A, sarò l’unico ma dopo la partita di ieri ne esce gravemente ridimensionata evidenziando due cose: 1) in questo momento Higuain è il giocatore più forte della Serie A 2) Reina è cresciuto e di molto dai tempi di Liverpool. Il resto è una squadra molto ma molto ordinaria e il piccolo Lorenzo non riesce a fare la differenza e a scavallare portafogli a questo giro. Il secondo tempo poi, gli undici azzurri invece della maglietta cambiano mutande. Noi sappiamo il perché, looro sanno che San Gennaro a ‘sto giro ha fatto il suo #occhio malocchio prezzemolo e finocchio, voto: 7-

 

Inter: delle sconfitte non si è MAI orgogliosi. MAI. A meno che non si sia dei perdenti.

Quindi è impossibile essere felici e soddisfatti anche perchè due errori di attenzione così gravi contro un avversario così forte non si possono e devono commettere.

Detto ciò l’Inter resta, dalla metà campo in giù, la miglior squadra italiana mentre davanti bisogna lavorare in qualità e reinserire Icardi nel gioco. Il carattere della squadra è stato lodevole anche se non sempre supportato dalla necessaria lucidità. Ottimo Ljiaic, inspiegabile uno JoJo impiegato solo 10 minuti. Guarin inutile, Nagatomo poco lucido. #bene ma non benissimo, voto: 5.5

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.
JL


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.