Interventi a gamba tesa

Intervista alla redazione di ComunqueMilan.it, il portale che vi riporterà all’ovile rossonero


Da quando i social hanno iniziato a rosicchiare minuti e ore della mia preziosissima vita, il Milan, a prescindere dai risultati (modesti) ottenuti sul campo, è balzato di prepotenza in testa nella mia personalissima classifica di gradimento delle milanesi. Il motivo? Il milanista medio che popola il twitter (e sottolineo nuovamente il termine “medio”) è un cazzone che nel recente passato ha dominato il mondo, e che vive con relativa serenità e autoironia questo periodo di anonimato. Tutto il contrario dei cugini nerazzurri, perennemente rancorosi e sul piede di guerra. Se arrivo ad affermare ciò, è anche per merito di ComunqueMilan.it, uno dei siti più irriverenti del panorama rossonero, che seguo con una certa continuità da oltre un anno. E che ringrazio vivamente per aver accettato di sottoporsi a questa intervista. 


Innanzitutto vi chiedo di presentarvi e raccontarci quando e come è nato ComunqueMilan.
“No. Altre domande =)?”

Com’è nata l’idea delle “pagelle che non lo erano”, una delle rubriche che personalmente più mi fanno scompisciare? È possibile almeno sapere da quanto tempo siete on line?
“Non buttarti giù subito. Insisti. “Perché non vi volete presentare?” “Buona domanda Gian Marco. Vedete, cari lettori, il fatto è che uno di noi, dopo aver posato, cazzuola alla mano, i primi mattoni di ComunqueMilan nell’estate del 2012 a Milano, ha trovato un lavoro a Sky. Per i migliori troll e haters questo è avvenuto perché Sky è benevola con il milanismo; in realtà molto è dovuto alla memoria calcistica ai limiti dell’autismo del soggetto in questione.

Quindi, non facciamo nomi per proteggerci da raffiche di tweet noiosi da parte di persone di intelligenza superiore alla media, alle quali solo un complotto mondiale regala il tempo libero per tormentarci sui social network in luogo di dar loro la possibilità di esprimere il proprio impareggiabile Quoziente Intellettivo influendo sui destini del pianeta (in realtà comunque, basta andare sul sito di ComunqueMilan per vedere le firme di quasi tutti noi. Quindi stiamo semplicemente costringendo a un surplus di fatica quanti vogliono scoprire di chi si tratta per poi correre su twitter a sventolare la torbida verità su di noi).

Quanto alle pagelle senza voti, è un’idea che è nata pensando che oggi siamo inondati di pagelle, e per questo motivo delle pagelle non frega più a nessuno, se non a chi gioca a Fantacalcio – che comunque, odia i pagellisti. Dev’essere per questo che oggi il Fantacalcio si basa su undici voti, e quarantaquattro modificatori”.

La particolarità delle “pagelle che non lo erano” è che sono tutte a tema. In che modo? Facendo cioè riferimento ad una peculiarità della città della squadra avversaria. In questo caso, dopo Milan-Chievo 1-0, le pagelle, essendo il Chievo la squadra meno nobile (eufemismo) di Verona, erano incentrate su “sorelle o fratelli che a prescindere dal successo personale, sono e saranno sempre i <fratelli di>, proprio come il Chievo è il Beppefiorello della serie A”.

pagelle che non lo erano

Quanto tempo della vostra giornata dedicate alla gestione del sito e dei social?
“Infine, la domanda sul tempo dedicato ai social è interessante, perché probabilmente gli dedichiamo lo stesso tempo che chiunque mediamente dedica ai social: commentiamo le partite su twitter e facebook, ma questo lo facciamo in tanti. Di qui l’idea della parTWEETa (che anch’essa, ormai ha parecchi omologhi, quindi ogni tanto ci viene da lasciar perdere).

Dedichiamo però più tempo a quello che, pur essendo meno visibile, è il cuore di ComunqueMilan, cioè il nostro sito. I pezzi e i racconti che ci mettiamo sono più elaborati, e naturalmente non fanno i numeri di certe battute su twitter, però non è importante: esattamente come il Milan, non giochiamo per i punti ma per lo spettacolo – dehehihohu!”

Considerazioni sparse sulla situazione attuale del Milan e vostro sentimento: flebile speranza, incazzatura, delusione, malizia, accidia, frustrazione, superbia o altro?
“Divertita speranza, divertita incazzatura, divertita delusione, divertita malizia, divertita accidia, divertita frustrazione, divertita superbia e divertito altro”.

Come mai Chicco Evani come immagine dei vostri profili facebook e twitter? Perché siete legati al gol in Intercontinentale o c’è dell’altro?
“In realtà non è una venerazione per il buon Bubu, ma una scelta simbolica a rappresentare quelli che hanno vissuto la leggenda milanista ma senza mai diventare star. Perché erano fatti così, oppure perché erano tempi diversi – in fondo, non ricordiamo nemmeno Van Basten in uno spot pubblicitario – però è vero, Evani ha fatto il gol decisivo in una finale di coppa Intercontinentale, mentre parecchi giocatori non solo del Milan ma di tutta la serie A si comportano come se avessero fatto quello che ha fatto lui – invece non ci riusciranno mai – ecco, senza stare a fare un elogio dell’umilté alla Arrigh’ Sacchi, noi vorremmo più Evani e meno (…scelga il lettore, che tanto ha capito benissimo)”.

Giusto per capire l’andazzo su twitter…

comunque milan tweet montaggio

Vi imbattete spesso nei famigerati leoni da tastiera? Se sì, come vi comportate?
“Sì, ne troviamo continuamente. E ci pensa il diplomatico del gruppo, che è estremamente psicolabile e aggressivo – ed è per questo che è adatto alle pubbliche relazioni. In generale la trafila è rapida, e include controtweet ringhioso, commiserazione, considerazioni sul fallimento dell’individuo, dei suoi genitori ma senza dimenticare il sistema educativo – per poi concludersi con un sacrosanto blocco sul social media in questione”.

Conoscete Sportellate.it?
“Chi sta rispondendo ora deve confessare, per onestà, che non conosceva Sportellate. Ma chi sta rispondendo ora deve anche confessare che non segue siti che parlano di calcio, perché se sono fatti male gli danno sui nervi, mentre se sono fatti bene – e Sportellate, a una rapida occhiata, evidentemente è fatto molto bene – gli scatenano il rosiko. Quanto agli altri di ComunqueMilan, è probabile che lo seguano. Glielo domanderò (n.b. tra i “siti che parlano di calcio” è incluso anche e specialmente Gazzetta.it. Che chiaramente non rientra tra “quelli fatti bene”)”.

Ragazzi, è arrivato il tempo di salutarvi. Nel ringraziarvi per la vostra squisitezza, vi chiediamo un buon motivo per seguirvi.
“L’unico è che teniamo al Milan. Nel senso di tenere a una cosa, proprio. Grazie per l’intervista”.


 

 

classe ‘90 formatosi a Rimini. Calciofilo per inerzia, volleyballista (inteso come raccontaballe) per passione. Collaboratore al “Corriere di Romagna” dal 2009 al 2014, la Lega Pro da ormai troppo tempo è diventata il suo pane quotidiano. Valentina Arrighetti la sua dea, tradita soltanto per qualche sveltina con Fernando Torres e Earvin Ngapeth. Caporedattore Sportellate.it