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3 min

- di Jacopo Landi

Il pagellone della 12a giornata di serie A


Napoli: Higuain è più in forma della Ratajkowski e ogni domenica benedice l’avversario di turno con una castagna diversa. Sarri orchestra il tutto e il piccolo Lorenzo ripulisce prontamente gli spogliatoi avversari #lavoretto pulito, voto: orologi con 10 diamanti.

 

Udinese: l’organizzazione arriva fino a un certo punto, poi si vedono i campioni e l’Udinese di quest’anno, in termini di qualità, è più carente del Cervia di Ciccio Graziani # fisici da capotavola, voto: 4

 

Sampdoria: squadra vecchio stile questa Samp, se girano le punte gira la squadra. Ma a ‘sto giro Muriel gira, l’angolo, e si ferma dal paninaro fuori da Marassi mentre Eder è più sovrappeso di Cassano, che per inciso entra anche lui con la stessa garra di un narcolettico #stanno uccidendo l’uomo ragno, voto: 4.

 

Fiorentina: Paulo Sousa. Avere Fernando Pessoa in panchina. Poesia estetica e armonia olistica in panchina. In mezzo al campo Borja Valero dipinge come Van Gogh ma senza la seccatura delle orecchie pendenti. Bernardeschi e la bestemmia col numero 9 completano il tutto #Florentia Viva, voto: 10 e lode.

 

Torino: la forma di inizio campionato si è persa, in compenso è inspiegabile come non riesca a vincere quando può contare sulla bruttezza di fuoco del trio: Quagliarella, Maxi Lopez e Gaston Silva. Tutti e tre nella stessa inquadratura hanno causato più ictus della gara di Valencia della MotoGp. #malattie imbarazzanti, voto: chiamate l’esorcista.

 

Inter: il secondo tempo più indisponente che abbia visto da molto tempo a questa  parte. Non chiudono due passaggi neanche quando Mancini stramazza al suolo bestemmiando in aramaico antico. Per fortuna la difesa è più blindata delle virtù di Madre Teresa e davanti Goeffry spiega a tutti cosa significa averne 30 sul campo #la passione del Mancio, voto: 8.

 

Empoli: tutti aspettano Saponara, ma in un impeto nostalgico la puccia Maccarone. Poi Gianpaolo sulle ali della felicità invita a casa sua la squadra per un rinfresco con frustate e la magia si perde # le parole sbagliate, voto: 5.

 

Juventus: quest’anno se non fa cagare addosso i propri tifosi non è felice. Mandzukic segna mentre sta svenendo: la squadra segue questo segno del destino e va via in scioltezza. Rugani gioca meno di Ranocchia ma nessuno sa perché. #xfiles, voto: 7.

 

Milan: gioca una partita. Gioca. Scende in campo. Pesta l’erba. Ecco, sì. Pesta l’erba per 90 minuti. #a piccoli passi, voto: dammi il cinque.

 

Atalanta: quando in squadra hai Cr77 ci sono poche cose che tu non possa fare. Certo se poi ti sforzi di centrare sempre il portiere avversario non puoi poi prendertela con la cattiva sorte. #Real Atalanta, voto: 8.

 

Sassuolo: che bella squadra questo Sassuolo. Fantasia e corsa. Berardi e Sansone, Sansone e Berardi. Avanti così. #attacco al comando, voto: 10.

 

Carpi: hanno cambiato allenatore, di nuovo, per dare una scossa alla squadra. Ma con Marcone ancora in prigione al Carpi non girano neanche le manopole per l’acqua calda. #riti satanici, voto: 666.

 

Roma: il rigore è più dubbio del matrimonio tra Costanzo e la De Filippi. Ma nel complesso merita una partita, non esaltante, che la Lazio gioca ancora peggio #vince chi non perde, voto: 6.5.

 

Lazio: sulle orme del grande Verona di quest’anno, anche la Lazio si sta impegnando a non vincere più una partita. Le fischiano un rigore controverso ma in compenso azzoppano Salah, per la gioia di Firenze. Pioli è più a rischio di una vergine con Rocco Siffredi #vasellina preventiva, voto: 3.

Palermo: non ho ancona visto giocare una bella partita al Palermo, quest’anno. Ma per uno strano teorema più la gara è brutta e più Gilardino la butta dentro in maniera raccapricciante. Sorrentino lavora da Santo #lo strano percorso, voto: 7.

 

Chievo: più spuntato dei capelli di Collina, fa quello che può. Sorrentino però non regala un cazzo manco per il cazzo. #bel momento a Verona, voto: 4

 

Frosinone: Frosinone culone, favola di questa serie A. Un pareggio strappato alle forze del male e la strada continua verso una salvezza da sogno. #arrestiamoli tutti, voto: 11 leoni

Genoa: maledetto, maledetto Gasperini... Solo lui poteva far segnare quel giocatore/bestemmia che #nonsocomecazzosiscriva ma si legge Ghekpè. Il resto sono una serie vorticante di insulti a mezza bocca, ma con rispetto romantico #Gasperini come Commodo, voto: 5.

 

Verona: dispiace, tanto per il Mandorlo ma il Verona è più in crisi di una donna il giorno in cui finiscono i saldi. Forse costruire una squadra su un 38enne non è stata la scelta più lungimirante del mondo. #che te lo dico a fare, voto: 4.

 

Bologna: da quando è arrivato Donadoni, due partite e sei punti. Che abbia sostituito i pranzi a base di ragù con semplice bresaola? #mistero, voto. 8
Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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