Interventi a gamba tesa

Oltre la linea: un nonno chiamato Tavecchio


Oltre la linea c’è un mondo pallonaro che molti non conoscono. Oltre la linea ci sono i dirigenti, gli allenatori, gli osservatori, gli agenti, i faccendieri, i genitori e i tifosi. Oltre la linea gli interventi a gamba tesa non sono mai sanzionati. Oltre la linea la visuale è diversa. Oltre la linea ci sono storie da raccontare.


C’è un nonno oltre la linea, capelli bianchi, viso paffuto, occhiali. Un nonno che sembra un po’ sempliciotto, anche un po’ rimbambito ogni tanto e che deve molto al pallone perché dal calcio ha avuto parecchio. Un lavoro, per esempio, che continua ad avere addirittura con ancora più responsabilità nonostante l’età e gli anni accumulati siano già da pensione. Meritata sicuro, se non altro per i decenni passati dietro la scrivania.

Un nonno che quando parla fa simpatia, anche tenerezza ma molto più spesso rabbia perché, con un candore che quasi spaventa, riesce sempre a spararle grosse ma grosse, grosse. Per esempio il nonno figlio di un’altra epoca, considera le donne sicuramente simili al maschio, ma non crede che possano essere messe alla stessa altezza per fare cose da uomini, come giocare a pallone appunto e lo racconta in televisione. Pensa anche che gli altissimi negri (per usare un termine dei tempi della sua gioventù) ghiotti di banane, vadano sì rispettati, ci mancherebbe, ma a casa loro ovvio e che prima di vederli dalle nostre parti – sempre a giocare a pallone – occorra renderli un po’ più civili, e pure questo lo fa intendere davanti a giornalisti e telecamere.

E gli invertiti? Mamma mia che orrore. Per carità, visto che forse per lui non sono normali, il nonnino che invece è normalissimo ci tiene a sottolinearlo, preferisce stiano alla larga da lui perché non si sa mai, questi sodomizzano chiunque capiti a tiro e lui, anche se anziano, chissà forse crede ancora nel suo irresistibile fascino un po’ âgé. Poi ci sono anche i ricchi ebrei, avidi furbacchioni con cui si fanno ottimi affari certamente, e lui lo sa bene e non ha nulla contro di loro, ma meglio che stiano alla larga.

Insomma, questi sono i pensieri che passano per la testa del nonno, che qualche anno fa ha pure scritto un libro sul pallone, anzi due ma è il primo, quello con non molte pagine e tanti disegni che spiegano il calcio ai piccoli, che spiazza e stupisce. Eh sì perché in queste pagine lo scopo del nonno è proprio quello di spiegare ai nipotini, con parole semplici e attraverso immagini, il gioco del calcio, le sue regole e i valori legati a questo sport. Valori che per fortuna però son diversi da quelli che dichiara a voce alta in quasi ogni occasione in cui parla in pubblico, perciò vien da pensare che se non è un bugiardo quindi, il nonno è certo un po’ confuso o sbadato allora, questo ormai lo comprendono anche i nipotini.

La cosa certa è che nello scritto se la cava meglio rispetto all’orale, forse perché ha più tempo per pensare a quello che dice o magari qualcuno bravo a correggerlo, chi lo sa. Comunque il libro è stato un vero successo, infatti perfino la federazione (che lui gestisce) ne ha comprate migliaia di copie.

Però c’è un problema da risolvere, verrebbe da dire anche in fretta se non si dovesse poi fare i conti con i giochetti di chi comanda il calcio e ne gestisce i poteri, perché anche se è vero che il nonno dice cose che oltre la linea pensano e dicono tanti altri che hanno la metà e forse anche un terzo dei suoi anni, è opportuno che, non potendo più ormai cambiare le sue convinzioni, qualcuno riesca a convincerlo a cambiare mestiere o a dedicarsi ad altro. Per abbattere stupide barriere e rendere più civile ed evoluto il mondo pallonaro servono persone con altro tipo di mentalità in grado di dare l’esempio anche e soprattutto dietro la scrivania cui, nonostante tutto, il nonno pare volere restare saldamente attaccato.

Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.

2 Responses to “Oltre la linea: un nonno chiamato Tavecchio”

  1. Il Re dell'autogol - Sportellate

    […] a far capire anche agli altri i termini dell’accordo concluso? Io sono prevenuto è già  qui l’ho chiamata in causa, però mi creda, ascolto e ritorno anche sui miei passi se davvero mi […]

Comments are closed.