Article image
6 min

- di Lucio Pelliccioni

"I believe I can fly": il volo del Sassuolo


Analisi tattica del Sassuolo di Di Francesco. "I believe i can fly, I believe I can touch the sky" canta R.Kelly. Un ritornello che mi piace pensare risuoni in tutto l'ambiente Sassuolo (imparagonabile all'inno "plasticoso" cantato da Nek), ormai più di una sorpresa in questa serie A. Già l'anno scorso ottimi risultati e prestazioni, ma ora sembra essere uscito definitivamente dal guscio, conquistando una consapevolezza tale da arrivare a tallonare le grandi del campionato. E batterle: per info chiedere a Napoli, Lazio e Juve. Volendo anche alla Roma, fermata 2-2 all'Olimpico. Società competente, un bellissimo stadio (a volte addirittura senza polizia), centro d'allenamento all'avanguardia e buone disponibilità economiche: queste le basi gettate dal presidente Giorgio Squinzi, ma il diamante più prezioso siede in panchina. Perché in questo articolo vorrei analizzare con voi il 4-3-3 del talento emergente Eusebio Di Francesco.


 La rivincita di Di Francesco

28 gennaio 2014, Squinzi esonera Di Francesco (unica follia societaria di questo triennio nel massimo campionato) per far spazio al "caro" Alberto Malesani, che in 5 partite non conquista nemmeno un punto, costringendo la società emiliana a tornare sui propri passi e richiamare il tecnico appena cacciato. Che con il suo splendido 4-3-3 conduce il Sassuolo ad una salvezza tranquilla, oltretutto affascinando più d'uno per il gioco espresso. Il suo sistema è caratterizzato da centrali di difesa solidi e di esperienza, terzini che spingono, centrocampo muscolare e atletico, ed attacco di funamboli interscambiabili fra loro.

Esultanza sotto la pioggia dopo la storica vittoria del Sassuolo sulla Juventus per 1-0 al Mapei Stadium di una settimana fa.

231408970-88809e64-e382-4e20-98c4-d7add0d5630b

Equilibrio e spirito di sacrificio

La fase difensiva architettata dal tecnico del sassuolo consiste in un'estrema organizzazione e spirito di sacrificio dei proprio giocatori. Il suo 4-3-3 infatti si modifica in 4-1-4-1 con le linee estremamente ravvicinate, gli esterni d'attacco che partecipano in maniera costante alla fase di non possesso e si abbassano in linea con le mezzali, mentre capitan Magnanelli  si posiziona fra difesa e centrocampo, libero di muoversi per intercettare le verticalizzazioni avversarie sulle punte.
Fase in cui eccelle come dimostrano le 36 palle recuperate, quarto in tutta la A. Oppure sostituendosi ai difensori in caso di uscita alta sui diretti avversari.

Le 2 linee di centrocampo e difesa molto vicine, addirittura meno di 9 metri se si considera che la distanza dal dischetto del rigore alla fine della lunetta dell'area è di 9,15 metri.

sassuolo linee corte

20 settembre, Roma Sassuolo 2-2. Tipica azione in fase di non possesso dei neroverdi: le ali Politano e Floro Flores si abbassano sulla linea di Duncan e Missiroli, con il già citato numero 4 a schiacciarsi fra mediana e difesa.

4 1 4 1

Stessa partita, Salah si abbassa per ricevere palla, Peluso lo attacca senza timore, vista la prontezza di Magnanelli a sostituirlo nella linea difensiva.

sassuolo scambio posizioni difesa

L'altra chiave tattica, come detto sopra, è la capacità degli esterni offensivi di tramutarsi costantemente in un fattore in grado di frenare le sortite avversarie. Un sistema di gioco che comporta un immenso dispendio di energie psico-fisiche, raramente in effetti uno fra Berardi, Politano, Sansone o Floro Flores gioca 3 partite consecutive. Giocatori così offensivi solo se credono ciecamente e fortemente nel proprio mister sono disposti ad inseguire l'avversario fino alla propria area di rigore.
Perché questa mole di lavoro intacca fisiologicamente lucidità e freschezza una volta riconquistata la palla. Ma a quanto pare l'ottimo Eusebio è riuscito a conferire un senso di squadra solido, dove tutti sono pronti a sacrificare un po' di gloria personale per il bene del collettivo.

Floro Flores (non certo famoso per l'applicazione in fase difensiva) qui segue l'inserimento di Maicon come il più classico dei terzini.

sassuolo esterni bassi

Turno infrasettimanale di 7 giorni fa, Sassuolo-Juventus 1-0. Berardi contrasta senza problemi Alex Sandro, seguendolo spesso anche sul fondo.

berardi riega

Gli emiliani sono una formazione attendista in fase difensiva: non attuano un pressing di squadra, piuttosto sono soliti praticare un'azione difensiva di pressione collettiva, preoccupandosi di tenere le linee compatte ed evitare il più possibile le palle filtranti.

Si va di pressing offensivo solo in fase di transizione negativa: appena persa la sfera, i giocatori si stringono velocemente in zona palla cercando di ritardare il possibile contropiede o addirittura commettendo fallo tattico (le 10 ammonizioni complessive di Berardi e Sansone ne sono la testimonianza). Una volta rallentato il contrattacco, la squadra alleggerisce il pressing e torna ordinata con le linee vicine.

Ancora Roma Sassuolo: Pjanic ha appena riconquistato il pallone, ma i giocatori in maglia bianca sono pronti ad aggredirlo per evitare il contropiede. I bosniaco ne uscirà comunque bene, ma ormai la ripartenza rapida è sfumata. E la squadra di Di Francesco ha tempo per risistemarsi.

pressing sassuolo

25 ottobre, Milan-Sassuolo 2-1. Berardi ha appena perso il pallone e si trova nettamente fuori posizione rispetto al suo ruolo di ala destra. Per evitare di pagare dazio, gli ospiti effettuano una pressione ultra-offensiva, coprendo tutti gli appoggi ad Abate che sarà costretto a scaricare sul portiere. Vanificando così un possibile contropiede.

pressing intenso

Impressionanti i dati sui falli commessi nella partita contro la Roma, tutti nella metà campo offensiva. Questa è chiaramente la più estremizzata, ma vi garantisco che anche nelle altre gare sono molto simili.

12204116_10208164970866534_823080914_o

Go with the flow

"Segui la corrente, segui il flusso". La fase offensiva dell'ex tecnico del Lecce si basa proprio su quest'idea di gioco molto simile a quella del suo "maestro" Zeman. Cosa intendo con questa affermazione? Che la fase offensiva del Sassuolo è caratterizzata da un movimento continuo: ogni volta che la palla cambia proprietario, i compagni si muovono di conseguenza, per dare sempre minimo 2 soluzioni al portatore. Ad ogni trasmissione della sfera, sulle catene esterne sembra che si crei un "flusso" che coinvolge tutti i giocatori nelle vicinanze, talmente risultano coordinate e all'unisono tempistiche, sovrapposizioni, sostegni e movimenti nello spazio.

23 agosto, Sassuolo-Napoli 2-1. Magnanelli serve Berardi sull'esterno, il giocatore ancora non è in possesso palla e Vrsaljko è già pronto per la sovrapposizione, mentre Floro Flores si inserisce fra il centrale e il terzino.

movimento

Situazione simile in Roma-Sassuolo, ma vista l'impossibilità di Politano di girarsi per la pressione del terzino romanista, Defrel va in appoggio per servire Vrsaljko, che come al solito ha attaccato lo spazio con tempi perfetti.

catene esterne

Milan-Sassuolo, in questo caso è il terzino croato a servire Berardi. Ma il "flusso" non cambia: appena si muove la palla, tutti si comportano di conseguenza.

catena laterale

Sassuolo-Juventus, Missiroli serve il proprio terzino destro. E visto che nessuno può andare in sovrapposizione su di lui per creare la superiorità numerica, è lo stesso Missiroli a tagliare davanti a Vrsaljko, costringendo Lemina a seguirlo e lasciare così libera la zona interna dove successivamente riceverà palla Berardi.

catena esterna interno

Il moto perpetuo sulle catene laterali crea tantissime difficoltà alle retroguardie: come ci insegna la fisica ad ogni azione corrisponde una reazione, e di conseguenza ad ogni movimento offensivo ne deve seguire uno difensivo avversario per adeguarsi alla situazione. Questa continua sollecitazione prima o poi crea una spaccatura anche nei meccanismi difensivi più collaudati.

Altra arma simile ma altrettanto preziosa è il flusso che coinvolge le 3 punte, atto a creare interscambi di posizione continui.

23 settembre, Palermo-Sassuolo 0-1. Sansone converge palla al piede, costringendo il terzino palermitano a seguirlo e liberare lo spazio sull'out di sinistra. Politano a tutta velocità si inserisce in quella fetta di campo e verrà poi servito dal numero 17, creando un'ottima occasione da gol.

incrocio sassuolo 2

27 settembre, Sassuolo-Chievo 1-1. Defrel serve Sansone, solita reazione dopo una trasmissione palla: Politano stringe rapidamente e prende il posto del numero 92, che a sua volta attacca lo spazio in posizione di ala destra. Go with the flow.

scambio offensivo sas

Se poi tutto questo funziona alla perfezione, senza errori di natura tecnica né di tempismo, nascono azioni meravigliose. Come quella che ha portato al gol Defrel all’Olimpico coi giallorossi.

La palla viaggia veloce,  chiunque effettui il passaggio va in avanti per offrire nuove soluzioni. Ne viene fuori un'azione corale velocissima e stupenda nella sua semplicità. La squadra di Garcia ci ha capito ben poco in questo caso.

If I just spread my wings I can fly

La bontà del lavoro di Di Francesco è sotto gli occhi di tutti e paradossalmente continuando così potrebbe condurre i suoi ragazzi in Europa. La sua idea di calcio è efficace e bellissima da vedere, soprattutto in fase offensiva. Ma dispendiosa atleticamente e probabilmente foriera di un calo di prestazioni.
La salvezza è sicuramente un traguardo accessibile, ma una volta raggiunta si vedrà se il Sassuolo sarà pronto a compiere il salto di qualità, continuando a giocare con questa intensità per puntare a qualcosa di impensabile fino ad un anno e mezzo fa.

"If I just spread my wings I can fly" è la frase conclusiva della canzone di inizio articolo. E penso che rappresenti proprio Eusebio che presto spiegherà definitivamente le ali per volare alto.


 

 

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE...

Nato a San Marino nell' aprile del ’91, mezzo sangue italo-sammarinese. Titolare di una gelateria di professione, ma malato di qualsiasi sport per passione, tifoso bianconero e allenatore dilettante Uefa B. La malattia per il calcio nasce da un gol pazzesco in Germania di un ragazzo 21enne nel lontano 1995. La partita era Juventus-Borussia Dortmund: se amo il bianconero è solo per Del Piero.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu