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- di Daniele Bettini

Burrasca Bonacini: Carpi colpito e (quasi) affondato


Martedì 3 novembre 2015 è stato, come da calendario, un giorno lavorativo in tutta Italia. Doppiamente lavorativo in quel di Carpi: nel giro di poche ore sono stati silurati il tecnico Giuseppe Sannino (dopo appena un mese dall'arrivo sulla panchina modenese) e il direttore sportivo Sean Sogliano. Il protagonista di questa pazzo giorno a tinte bianco rosse? Il patron, Stefano Bonacini.


La favola

Eccomi qua, di ritorno dopo mesi di assenza e con una sportellata favolosa.
Il concetto di favola come metafora di un piccolo grande miracolo, calza a pennello in un mondo che vive di iperboli e retorica come quello del pallone.

La parola favola, nello specifico, viene accostata agli interpreti di questo settore, le squadre di calcio: chi viene considerato "la favola" è solitamente una società rappresentante una piccola città, che grazie alla passione dei dirigenti, alla programmazione e alla gestione oculata del proprio patrimonio economico e tecnico riesce ad ottenere, contrariamente a ogni pronostico, promozioni su promozioni nei campionati superiori.

Di chi sto parlando? Sassuolo, Chievo Verona, Virtus Lanciano, Latina e, per ultimi, Frosinone e Carpi.

Il clima che si respira, più che di una promozione in A, sembra quello di una festa patronale.

Burrasca emiliana

Ecco, proprio l'ultima formazione citata, il Carpi, rappresenta una favola che nelle ultime settimane è stata colpita da una burrasca precisa: si chiama Stefano Bonacini, vale a dire l'amministratore delegato nonché socio di maggioranza della società emiliana.

Non più tardi di sei mesi fa, a pochi passi da Modena e non lontano da Sassuolo, sedeva in panchina un signore di nome Fabrizio Castori, che a dispetto di un salario irrisorio per il mondo della pedata - si parla di 50.000 euro all'anno scarsi - raggiungeva uno storico traguardo: la serie A. Sì, proprio la società Carpi F.C che, cinque anni fa, veniva ripescato nella vecchia C2 (o meglio, Seconda Divisione), dando il là ad un'ascesa inarrestabile.

Passione e volontà di trasformare un ranocchio in uno stupendo principe, in un lasso di tempo brevissimo. Le favole però a volte subiscono delle brusche frenate: al timone c'è sempre Bonacini, gli altri interpreti si chiamano Giuseppe Sannino, Sean Sogliano e Fabrizio Castori.

Il 28 aprile 2015 i biancorossi vengono promossi nella massima serie, Castori viene confermato per un altro anno e al posto del direttore sportivo Cristiano Giuntoli - che dopo 5 stagioni di successi al netto di budget risibili si trasferisce al Napoli - arriva in Emilia Sean Sogliano, ex ds di Hellas Verona e Palermo.

Una sfida, quella di Sean Sogliano in biancorosso, in salita già dal giorno della presentazione. Del resto prendere il diesse il 1° luglio, a 6 giorni dall'inizio del raduno della squadra, non è esattamente l'ideale per preparare la stagione più importante della propria storia.

Il club stravolge la rosa, la possibile salvezza viene inevitabilmente vista in città come uno scudetto a Roma o Napoli e l'inizio non è dei più semplici: dopo le prime 6 giornate, la squadra è ultima in classifica con soli 2 punti - anche se è bene ricordare che ha incrociato, tra le altre, Inter, Napoli, Fiorentina e Roma, pareggiando 0-0 coi partenopei e perdendo immeritatamente contro nerazzurri e viola - e a farne le spese è proprio l'allenatore adorato da tutta Carpi, Fabrizio Castori, silurato il 28 settembre.

Il successore è Beppe Sannino, polso di ferro e urla a non finire. Neanche il tempo di assaggiare tigelle, tortellini e zampone: una vittoria e un pari in 5 gare ed ecco che viene rispedito a casa. Bonacini è irremovibile, rivuole in panchina l'artefice della promozione, la città è d'accordo con lui, non lo è il ds Sogliano: si discute animatamente e alla fine, assieme al buon Sannino anche Sogliano saluta l'Emilia. Un ribaltone, secondo i rumores, diretto dall'ex direttore Giuntoli.

Il pentolone dei mangia allenatori si arricchisce: Bonacini va ad aggiungersi a Zamparini, Cellino, Preziosi, De Laurentis, Camilli e il buon vecchio Anconetani. È come un vizio: c'è chi lo ha dalla nascita e chi invece lo prende con il tempo, ma non si cura, anzi, può solo peggiorare.

Passione, tifo sfrenato e mancanza di pazienza sono i tre ingredienti che portano spesso a scelte scellerate.

Che Castori sia stato richiamato per il suo charme?

castori panca

Sportellata 

 È su questa base che nasce la mia sportellata: sì patron, la sua scelta, un mese fa come pochi giorni fa, è stata scellerata. Il suo comportamento in qualità di massimo esponente del Carpi F.C. non mi è piaciuto e non è stato corretto verso nessuno degli interpreti con cui ha avuto a che fare.

Punto 1) Il trattamento al signor Sogliano, non che suo braccio destro: dove sono logica e coerenza nell'ascoltare inizialmente il suggerimento da parte del proprio collaboratore, optando per il cambio della guida tecnica (Sannino al posto di Castori) per poi decidere di tornare all'origine improvvisamente e di testa propria, senza più avvalersi né fidarsi della persona che in primo luogo ha suggerito l'avvicendamento in panchina?

Punto 2) Ritengo che l'esonero di Fabrizio Castori sia stato indecoroso. Tornare sui propri passi, patron, non cancella l'immenso errore umano e morale fatto, anzi, mette ancora più in evidenza sbagli e confusione che regnano nella sua testa.

Punto 3) Nel calcio bisogna fare delle scelte, avere pazienza e mantenere una coerenza in termini di decisioni: doveva esserlo per quanto riguarda Castori e Sogliano in un primo momento, doveva esserlo con Beppe Sannino e Sogliano in un secondo momento, non lo è stato in nessuno dei due casi.

To be continued?

Personalmente non avrei esonerato Castori un mese fa, così come non avrei silurato Sannino e Sogliano due giorni fa. Stento a credere - come ho letto su alcuni siti nazionali - che i senatori dello spogliatoio biancorosso avrebbero fatto pressione a Bonacini per una retromarcia su Castori. Se fosse così, patron, rimarrei sbalordito.

Il direttore d'orchestra è durato poco più di un quadrimestre, il suo corista preferito qualche settimana: caro Stefano, ora non resta che affidare tutti gli strumenti che ha a disposizione al buon Castori, altrimenti ben presto la favola Carpi rischierà di finire nel baule dei ricordi...


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