Interventi a gamba tesa

Il pagellone della 10a giornata di serie A


Bologna: alzi la mano chi non coglie la sottile ironia che una squadra emiliana, come la Ferrari, perda la partita per una cappella di Ferrari, proprio come la scuderia di Maranello ormai da qualche anno. Delio Rossi e Ljajic si salutano con una six one nine reciproca e vari improperi alle rispettive compagne. Gianni Morandi mangia badilate di merda. E questo è l’unico dato positivo. Per lui. #Resta ancora il campionato costruttori, voto: – 10 posizioni in griglia.

 

Inter: nel primo tempo gioca più lentamente della nazionale italiana ciechi ubriachi. All’intervallo Mancini frusta tutti con una sciarpa in cachemire e promette una doccia collettiva con un Medel sguinzagliato se non gli portano a casa i tre punti. I ragazzi non solo vincono. Ma saltano la doccia per creare spirito di corpo e intimorire quelli della Roma sabato. #tiriMancini, voto: 6.

 

Sassuolo: ringrazio qualsiasi Dio possa esistere per aver fatto sì che il mio incubo di un metro e settanta Sansone abbia segnato per una volta, nella sua stronzissima carriera, a una squadra che non sia l’Inter. Di Francesco sotto la pioggia è più stoico di Leonida che urla “Questa è Sassuolo” #Mapei ottimo direi, voto: 7.

 

Juventus: credo che neanche i riti satanisti più potenti potrebbero creare una situazione di imbarazzo come quella che prova Maxillian Allegri quando incontra il Sassuolo. I neroverdi lo sanno e ne approfittano. Berardi sta già sui coglioni attraverso lo schermo, figuriamoci a due metri. Chiellini si dimostra il solito intellettuale prestato al mondo del pallone e talvolta a quello dell’edilizia abusiva. #mi fai salire un nazismo, che guarda, voto: in prigione senza passare dal via.

 

Milan: quando gioca i tifosi sono meno sicuri che in macchina con Bocelli alla guida, ma sta di fatto che ne vince due di fila. La minaccia di Miha di ricreare la guerra serba a Milanello sta dando i suoi frutti. #bang bang, voto: caricatori a 7 colpi.

 

Chievo: fa il suo, ma davanti è più spuntata delle chiome di Meggiorini e Pandev. Maran sembra un maniaco in visita e per non farsi riconoscere deve mantenere il tono di voce piuttosto basso. Così lascia i consigli tecnici a Eriberto, il quale però, in piena crisi d’identità, corre a vendere castagne fuori dallo stadio #divagazioni, voto: 5.

 

Roma: sarebbe stata una bella partita. Si dimostra un meraviglioso allenamento. Che poi… come le calcia bene le punizioni il fratello di Ben Affleck?? #ehhhhhhh, voto: facciamoci una foto.

 

Udinese: questa Udinese sembra Bobo Vieri al Monaco. La maglia è quelle delle passate stagioni, ma sembra che a indossarla siano un gruppo di ceceni alcolizzati. Fanno un gol per sbaglio e proclamano tre giorni di festa regionale. Dimenticandosi colpevolmente dei 18 incassati antecedentemente #dimenticanze, voto: Colabrodo.

 

Atalanta: va sotto. invoca lo spirito del trattore d’argento e da lì in poi c’è molto poco che una squadra di essere umani possa fare per fermarli, a parte giocare a calcio. Cosa che la Lazio non fa. #trascendenze, voto: 10 cavalli royal.

 

Lazio: leggere la pagella dell’Atalanta. Prendere il coltello. Mettersi dalla parte della lama. versare della colla vinilica. Chiamare l’ambulanza #Velocemente, voto: pronto 118 ne ho combinata un’altra delle mie.

Frosinone: Frosinone culone non molla un cazzo. Mai. Grande cuore. #squadra dell’anno, voto: arrestateli tutti.

Carpi: la partita finisce quando Borriello casca nel tranello delle abili menti del Frosinone che gli dicono “Sai farti solo ciorre”. Marcone non ci vede più ed, estratto il salmone, colpisce tutti a poderose minchiate sulla nuca. L’arbitro apprezza la potenza delle percosse, ma venendo anche lui schiaffeggiato, non può far altro che chiedergli il numero di cellulare e poi espellerlo #a tradimento, voto: 11 tavoli al Byblos.

 

Napoli: idem come la Roma. Tre gol, sei pali. Diciotto rolex e questo nel primo tempo. Nel secondo interviene la Digos e Insigne carica la squadra sul booster allontanandosi senza lasciare tracce, a parte un Britos che nella fuga casca dal mezzo e verrà interrogato in questura #i ragazzi in azzurro, voto: 11 mila euro di refurtiva. Ps: dagli spalti del San Paolo arriva un consiglio pacato per Valentino Rossi (vedi l’immagine di copertina by Calciatori Brutti).

Palermo: sembra che mandi in campo la Primavera. Tanto i giocatori della prima squadra sono più anonimi dei venditori di rose fuori dei bar. Se uno pensa al Palermo di qualche anno fa, gli salgono madonne in wind surf. #zampacazzo, voto: 12 anni senza la condizionale.

 

Verona: una storia più triste dell’adozione di Kung fu Panda. Non vince una partita da quando giocava Camoranesi. Mandorlini non sa più a che rosso votarsi. Così sbronzo che si mette a confabulare con la cricca di vecchietti, suoi fedeli amici e tattici #guerra e artrosi, voto: alle 16.00 ho il medico.

 

Fiorentina: calpesta senza cuore un cadavere già in decomposizione. Paulo Sousa cita Mourinho #no è mio problema, voto: movimento 7 applausi.

Torino: io lo scrivo forte e chiaro. Partita truccata del turno. Un over più finto dei capelli di Conte. Che qualcuno dica la verità. Quando il genoano fa autogol i primi a rimanerci male sono quelli del Toro #wè wè wè, voto: il calcio si pulisce senza bisogno di lavarlo.

 

Genoa: idem come sopra. #che puzza, che schifo. #GasperiniTiOdioPerSempre

 

Posticipo:

 

Sampdoria: la squadra è bella ma più umorale di modella cocainomane, quindi dipenderà da come le sale su la dose stasera. #ForzaUomoRagno

 

Empoli: se Saponara gioca le sue chance salgono. DI MOLTO. MOLTISSIMO: MOLTERRIMO.

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.

2 Responses to “Il pagellone della 10a giornata di serie A”

  1. Red Dot Sights

    … [Trackback]

    […] Find More Information here to that Topic: sportellate.it/2015/10/29/il-pagellone-della-10a-giornata-di-serie-a/ […]

Comments are closed.