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5 min

- di Jacopo Landi

Il pagellone dell'8a giornata di serie A


Inter: è veramente il club del mondo, il club di tutti. Far giocare (e sottolineo, per questa partita): Santon, Jesus e Brozovic che in 90 minuti non fanno un passaggio in avanti neanche per sbaglio, lo dimostra. Jovetic ha dalla sua una buona dose di pepe nel culo e tanta, tantissima, classe nei piedi. Icardi è un super bomber quando poi imparerà a giocare a pallone il tacco la smetterà di essere solo la parte posteriore del piede # (ap)Piano Gentile, voto: 6.5.

 

Juventus: è più fuori condizione di Gascoigne, Best e Coco dopo una festa privata per celebrare San Patrizio. Zaza è più ignorante di Luca Giurato e Bonucci e Chiellini due attori consumati oltre che due potentissimi rompi c******i. per fortuna Buffon, Khedira e Cuadrado rimettono in pace col mondo. Per inciso... se Pogba sta girando il seguito di Space Jam basta, che avvisi che momentaneamente gli hanno fottuto il talento. Ha fatto un’apertura che ha stoppato, non senza difficoltà, Beppone Marotta in tribuna #ola lì ola là, voto: 11 con la condizionale.

 

Roma: un’ora di narcolessia brutta, poi Pjanic si ricorda di essere un fottutissimo fenomeno delle punizioni e da lì è tutto in discesa. Al gol di De Rossi alla gara numero 500, Sky cita i giallorossi per aver plagiato il “realizziamo i vostri sogni” #da capitan futuro a capitano terza età, voto: 500 volte insieme.

 

Empoli: fa quello che può: poco. Giampaolo è ancora vivo, rassicuriamo i parenti. Con Maccarone e senza Saponara è come andare a correre i 100 metri a Pechino contro Bolt dopo una prestazione di tutto rispetto alla sagra della porchetta di Albano Terme. #Maccarone al sugo, voto: 12 euro a porzione.

 

Frosinone: hanno ucciso l’uomo ragno chi sia stato non si sa. Il cazzo. Ora si sa. #Frosinone Culone in the sky with diamonds, voto: la carica dei 101.

 

Sampdoria: uomo ragno, uomo ragno mio...ma che diavolo mi combini ? Una partita più brutta di una nigeriana da 20 euro in campagna sul trattore. Spero sia un caso isolato. # sampBORIA, voto: 4.

 

Sassuolo: il rigore di Cannavaro è da ballare sotto le stelle. Il resto la solita gran prova orchestrata da Di Francesco che #sticazzi giovani allenatori (bravi crescono), voto: 7 e l’ode.

 

Lazio: Pioli si incazza come un beduino di Indiana Jones per il rigore. Ma se con l’organico della Lazio vinci una partita ogni tre... gli altri centrano fino a un certo punto #Pioli Opposti, voto: 4.

 

Torino: una partita di una noia che Luca, mio amico milanista che la stava vedendo insieme a me, mi ha proposto di fare volontariato togliendo verruche dalle cappelle dei senza tetto piuttosto che vedere anche il secondo tempo. Baselli e Diego Lopez salvano il Toro. #Le squadre si costruiscono dalle BASElli, voto: 6.

 

Milan: Come dice Rinus, mio lavandiere (dell’est) di fiducia, “se portiere prende gol su suo palo, difensore giusto che guardare lui male”. Spero per Diego Lopez che si siano fermati a guardarlo. Spero che con Cerci abbiano proprio soprasseduto. #che trasgry Alessio, voto: 80 euro di permanente.

 

Genoa: niente ragazzi, il fato sta incrementando esponenzialmente il potere di Voldegasp. Maledetto piglianculo imbiancato. Vince al 94’ con gol di quel cazzo di greco e svenimento di Bizzarri che se avessi dato retta al mio amico zingaro, mi sarei fatto un centone pulito. #Tu fa schedina con me, voto: gioco 3, ne vinco 300.

 

Chievo: veder gioire Pellissier ti spiega cosa sia il calcio. Veder parare Bizzarri ti spiega cosa sia una bestemmia invece #Dio Bonino dammi la calma, che si mi dai il verbo finisce male, voto: 10 ave maria e 74 padri nostri.

 

Verona: partita della noia della settimana. Pazzini torna al gol dai primi anni ’50 e... basta. #Gulietta se n’è andata e non torna più, voto: 118, lo stiamo perdendo.

 

Udinese: la cosa più bella della partita dell’Udinese è quando Thereau esulta mettendo le mani come Spock. #stop, voto: 6.

 

Atalanta: segna sul calcio d’angolo devo aggiungere qualcosa? #amichevole interna, voto: 5.000 euro in beneficenza.

 

Carpi: Carpi Diem, con un poco di zucchero la seria A va giù, la serie a va giù... basta un poco di #zucchero, voto: la ruota della bestemmia.

 

Bologna: cammino instancabile, quello della compagine emiliana. Le ha perse tutte, tranne i 3 punti omaggiati dal Frosinone. Che costanza di percosse (subite). #ho i pugni nel culo, voto: movimento 5 sberle.

 

Palermo: come segna Vazquez? Eleganza e delicatezza. Troppo bello... certo davanti non avevano il Real Madrid del centro Italia. #Ma che bel gol, voto: 8.

 

Napoli: 4 Sarri in padella si sta prendendo tutte le soddisfazioni che merita. Higuain è più brutto di Quasimodo, e Quasimodo vuol dire “fatto a metà”. Adesso i genitori del piccolo Lorenzo hanno capito perché il piccolo Lorenzo ha abbandonato la sQuola #NapolArgentina, voto: 8.

 

Fiorentina: se fate salire il nazismo anche a Borja Valero io chiamo la buon costume. Gioca la sua partita onesta e perde di misura, rimane in corsa e non ne esce ridimensionata. # Gomorra-Firenze: andata+ritorno, voto: 5.

 

 

Piccolo inciso, da me (interista) scritto agli juventini che più ho amato.

 

Ho pianto perdendo Gaetano Scirea. Perchè Gaetano era di tutti. Gaetano è (mi rifiuto di parlarne al passato) il calcio che si fa uomo tra gli uomini per far loro capire come questo sport meraviglioso dovrebbe essere vissuto.

 

Ho scoperto l'arte di sorridere vedendo giocare Platini. Le traiettorie dei suoi palloni, lo stile applicato al gesto tecnico. La capacità di correre più veloce degli altri stando fermo. La compostezza di dire basta al di là di tutto ma sempre un attimo prima del tempo.

 

Ho scoperto la strafottenza vedendo dribblare Omar Sivori, moderno angelo dalla faccia sporca. Estro e fantasia, perché la fantasia non si insegna, esce.

 

Ho applaudito Gianluigi Buffon, sportivo vero, uomo vero, portiere extra terrestre che ha reso l'impossibile a portata di tutti. Un uomo che non ha mai piegato la schiena quando la ventata perbenista è spirata contro di lui.

 

Certo, c'è una linea sostanziale, di pensiero, che mi divide dalla Juventus, per me vincere non è e non sarà mai "l'unica cosa che conta", per me, su di un campo di calcio, "il fine non giustificherà mai i mezzi".

 

Tuttavia io non provo odio o disprezzo per la Juventus. Provo ammirazione e gratitudine per un club storico che mi ha permesso di innamorarmi tante e tante volte e molte di più di aiutarmi a capire che uomo sarei voluto essere su un campo di calcio e cosa significhi essere un calciatore.

Così stasera da Milano San Siro, io, vi porgo il mio saluto e il mio rispetto per quello che questa partita dovrebbe essere SEMPRE: il derby d'Italia, ossia il massimo dello spettacolo calcistico che il nostro Paese possa offrire, perché non siamo nemici ma avversari e anche tra avversari ci può essere rispetto. Come Gaetano, Michel, Omar e Gianluigi mi hanno insegnato tante e tante volte.

 

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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