Interventi a gamba tesa

Yellow Submarine e altre allucinazioni da inizio stagione!


Il primo posto di Villareal in Liga e della Fiorentina in Serie A, ma anche i sorprendenti posizionamenti del Celta Vigo, del Crystal Palace e del Leicester di Ranieri. La sosta amplifica le suggestioni dei tifosi, approfittiamo per analizzare le reali prospettive di chi sta vivendo questo sogno di una notte di inizio di campionato!


Alejandro non ha mai messo piede dentro uno stadio in vita sua. Alejandro ha solo 8 anni. Ma quest’anno, suo padre Vicente, ha deciso di portarlo al Madrigal. Non importa se è senza lavoro e non sa come acquistare i biglietti. In qualche modo farà! Non capita tutti giorni di leggere il nome del “submarino amarillo” sopra quello del Real Madrid o del Barcellona – Vila-real (ES).

Nonno Vanni non ricorda molte cose. Colpa della malattia o della vecchiaia. Oppure di entrambe. Una la conseguenza dell’altra. Ma una cosa la ricorda bene: lui la Viola l’aveva già vista vincere lo scudetto! Se solo si ricordasse il nome di quell’ala che correva come una freccia! Lo facevano giocare poco, ma segnava tanto. Lo faceva impazzire di gioia! Può essere che si chiamasse Chiarugi? Che anno era, però? Maledetta memoria! – Firenze (IT).

Claudio è nel mondo del pallone da molti anni. Qualcuno dice anche troppi. Alcuni trionfi (“un 70enne che ha vinto appena due coppette” cit. Mourinho), ma anche molti esoneri. Italia, Spagna, Inghilterra poi ancora Spagna ed Italia. Un paio di anni nel Principato di Monaco e qualche mese in Grecia. Poi il sorprendente ritorno in terra di Albione. E’ tempo di rivincite e di chiudere la carriera cancellando quel soprannome che si porta dietro. – Leicester (UK).


Villarreal Club de Fútbol – 16 punti in 7 giornate, 5 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta, 12 gol fatti, 5 subiti.

Lo sanno bene nella Comunidad Valenciana: i catalani ed i madrileni si riprenderanno presto. Ma oggi sono sotto. Nella provincia di Castillòn poi, hanno un’ulteriore certezza: anche il Valencia Club de Futbol è indietro. Oggi è il “sottomarino giallo” l’orgoglio della regione. Nonostante abbia perso la propria imbattibilità nella “charca” valenciana contro il Levante U.D., conserva comunque un punto di vantaggio sulle inseguitrici. Laddove le inseguitrici si chiamano Real Madrid e Barcellona, nonché un sorprendente Real Club Celta de Vigo! Sorpresa invece, questo Villareal non lo è più.

Avesse vinto nello l’ultima partita sarebbe a + 4 punti dalle inseguitrici. Invece un’espulsione al 36′ e un gol preso all’83’ hanno gelato i sogni di gloria tinti di giallo. Servirà questo schiaffo a svegliare dal sogno la squadra di Marcelino Garcia Toral e fargli prendere consapevolezza dei propri mezzi? Quel Marcelino che ha riportato in Primera Division il club e che oggi rievoca gli anni d’oro dell’entrenador Manuel Pellegrini. Anni della semifinali di Champions League del 2005-’06, del secondo posto in campionato l’anno successivo e dei quarti di finale in Champions nel 2008-’09 (anni in cui il piccolo Alejandro non tirava ancora calci al pallone, ndr).

Non basta una sconfitta incolore ad intaccare il fascino (ed i risultati) della camiseta amarilla.

Puede ganar la Liga? Non è plausibile ad oggi ipotizzare una squadra in grado di emulare l’Atlético Madrid del “Cholo” Simeone. Troppo ampio il divario tra le rose di Barca e Real in confronto a quello delle altre equipe. Il reparto offensivo in particolare. Le due superpotenze dispongono entrambe di almeno 2 bocche da fuoco in doppia cifra. Laddove il gioco di squadra latiterà, saranno quei cannonieri a risollevare il vascello madrileno o catalano. Ci vorrebbe un’impresa e per compierla un equipaggio che riesca a giocare tutte le partite con il coltello tra i denti.

Il club di Vila-real nello specifico, qualora trovasse anche questa attitudine, potrebbe pagare il doppio impegno Liga-Europa League, soprattutto se il cammino europeo dovesse proseguire. Non è da sottovalutare inoltre la mancanza di un reale sostituto del bomber Vietto. Nonostante il mercato abbia regalato a Marcellino giocatori come Baptistao e Soldado, nonché la sorpresa Bakambu, l’impressione è che senza un “pichichi” di razza, difficilmente “el submarino amarillo” arriverà al porto per primo a fine stagione. Visti i punti fin qui accumulati, un posto in Europa è comunque lecito auspicarlo. E difenderlo!

Proiezione: preliminari Champions League.

7 giornate e il Real Madrid ha due marcatori in testa alla classifica “Pichici”, i soliti Karim e CR7. Facile immaginare che sfondino quota 50 gol totali.

Dopo 7 giornate il Real Madrid ha due marcatori in testa alla classifica "Pichici": 6 reti per Benzema e 5 per C.Ronaldo. Facile immaginare che per entrambi a fine stagione il bottino sarà a cifra doppia.


Real Club Celta de Vigo – 15 punti in 7 giornate, 4 vittorie, 3 pareggio, 0 sconfitta, 15 gol fatti, 7 subiti.

Scherzo del destino, il calendario prevede: domenica, ore 12:00, estadi El Madrigal, Villareal-Celta Vigo. Un mezzogiorno di fuoco di una domenica crocevia per il futuro di entrambe le squadre. I galiziani sono imbattuti in questa stagione e si sono permessi pure il lusso di battere 4-1 i campioni di Spagna e d’Europa del Barcellona. Non c’è da stupirsi se la squadra di Eduardo Berizzo esprima intensità, forza fisica, pressione sugli avversari, se si pensa che il tecnico argentino collaborò con “el Loco” Bielsa ai tempi della selezione cilena.

Nolito che toglie le ragnatele dal sette, Iago Aspas che fa sombreri come se non ci fosse un domani. È magia, è semplice follia (cit. 2000s).

Stupisce invece la tarda esplosione del bomber Manuel Agudo Durán, più comunemente noto come Nolito. 28 anni ex-Barca, vera arma in più per il Celta. In questo momento ha gli stessi gol di Ronaldo (5 reti), ma i suoi sono risultati più decisivi di quelli di CR7. Logico pensare che lo scontro di domenica e quello del turno successivo, in casa contro i “blancos” del Real Madrid, saranno il banco di prova per testare la tenuta emotiva della squadra di Berizzo.

Nessuna paura del nemico, sguardo alto e determinazione. Ma occhio che il vento non soffia sempre a favore! L’inesperienza sarà l’ostacolo maggiore che i galiziani dovranno affrontare, soprattutto dopo le prime eventuali (forse inevitabili) sconfitte. In questo caso non è ragionevole parlare di vertigini, quanto di capacità di contestualizzarsi. La zona Champions non può essere il primo obiettivo per i “celestes”. Almeno non dopo 7 giornate. Se sapranno mantenere piedi incollati a terra e nervi saldi fino a maggio, un posto in Europa League potrebbe non essere un’allucinazione.

Proiezione: qualificazione Europa League.

Se fossero gli stats di fine stagione, parleremmo di Nolito come della nuova next big thing del calcio planetario (grafico squawka.com).

nolito vs messi e cr7 buono


A.C.F. Fiorentina – 18 punti in 7 giornate, 6 vittorie, 0 pareggi, 1 sconfitta, 14 gol fatti, 4 subiti.

Di parole su questa Viola se ne sono dette, scritte e sentite fin troppe. Fin da questa estate. Il nuovo allenatore, Paulo Manuel Carvalho Sousa ai più conosciuto come Paulo Sousa, veniva subito marchiato come un difensivista, uno che pensava poco al gioco. A Firenze si sarebbe presto rimpianto quindi Vincenzo Montella ed il suo possesso palla (che tanto avrebbe inorgoglito la famiglia de’ Medici). E poi era stato un “gobbo”. Incantevole centrocampista dell’odiata Juventus.

Cammino in salita quindi. Per alcuni sarebbe saltato dopo poche giornate. Certamente i critici della prima ora qualche avvisaglia – positiva – dalle amichevoli estive l’hanno avuta, bisogna dirlo. Nessuno però si sarebbe aspettato comunque una partenza come quella delle “frecce” viola, giusto per citare uno dei soprannomi di quel Luciano Chiarugi dell’ultima Fiorentina scudettata (correva l’anno 1969, ndr per il nonno Vanni). Ciliegina sulla torta di questa prima tranche di campionato: il trionfo di San Siro. Un botto: 4 gol a quell’Internazionale F.C. che, fino al giorno prima della partita, veniva decantata da una fetta dei media come prima candidata al tricolore 2015-2016!

La rimonta-beffa subita in casa del collaudato Torino F.C. di Ventura, alla seconda di campionato? Utile all’allenatore portoghese per far capire ai suoi ragazzi come volare sulle ali del facile entusiasmo sia deleterio. Al di là dei risultati favorevoli e del primato in classifica, a Firenze non si può certo dire che non si divertano a veder giocare questa squadra: finalmente la Fiore non si ammira allo specchio tutto il tempo, ma sa essere bella nel suo pragmatismo! Tiene il campo con le giuste distanze ed intensità, in più ci mette la giusta dose di rabbia agonistica. Il tutto impreziosito da quelle gemme tra i gigli: Borja Valero e Vecino, vederli toccare palla è un piacere per gli occhi. Manca un Luca Toni in versione “Toni e furmini!” o un Batigol con mitra spianato per restare in tempi moderni.

Ma se Ilicic e Kalinic non si pestano i piedi, se Babacar compie l’upgrade in termini di applicazione alla partita e se il rientro di un certo Pepito Rossi non sarà l’ennesima illusione, la media reti non dovrebbe essere un problema. Consideriamo poi che tutti sono entrati appieno nella filosofia verticale di Paulo Sousa. E lui, conscio di dover tentare anche il cammino in Europa League, sta dosando equilibratamente tutte la forze a disposizione. Per il momento poi il gruppo sembra non risentire delle continue varianti tattiche utilizzate (3-4-2-1 in primis, 4-3-3 in seconda battuta).

BV20 Santo subito.

Insomma le carte in mano sono buone e il mister non è uno che bluffa, resta da vedere chi si siederà al tavolo verde per soffiargli il piatto. La Roma di Garcia? Forse, ma nonostante il tecnico francese sieda nella stessa panchina da più anni, non pare più in grado di proporre un piano B al suo 4-3-3 votato alla superiorità ricerca della profondità sugli esterni. Vedremo se il peso di certi giocatori farà la differenza. L’Inter di Mancio? Dalle partite giocate fino ad oggi è tutt’altro che una squadra da scudetto e la mediocrità di questa serie A forse non è sufficiente a garantirgli la vittoria. La Juventus di Allegri? La squadra c’è e nonostante le incertezze iniziali del tecnico (che sono costati almeno 6 punti in classifica), sul lungo uscirà fuori.

Se le prime non affretteranno ulteriormente il passo, sarà ancora la “vecchia signora” a giocarsela. Il Napoli? Mister Sarri dopo le prime difficoltà iniziali, ha dimostrato di saper insegnare calcio anche a campioni come Higuain. La squadra partenopea è una bella scommessa. Gioca bene, tiene il campo e sta prendendo coscienza dei suoi mezzi. I punti di distacco non sono molti (6). E nel week-end post nazionali indovinate quale partita si giocherà? Napoli-Fiorentina, esatto.

Proiezione: dal primo al terzo posto.

Il movimento verticale dei giocatori della Fiorentina nella partita contro l’Inter: il pressing corale costringe gli avversari all’errore. Nello specifico, il fallo da rigore di Handanovic su Kalinic (immagine by Youcoach).

Il movimento verticale dei giocatori della Fiorentina nella partita contro l'Inter: quando corrono tutti il pressing corale constringe gli avversari all'errore. (immagine by Youcoach)


Leicester City Football Club – 15 punti in 8 giornate, 4 vittorie, 3 pareggi, 1 sconfitta, 17 gol fatti, 15 subiti.

A Leicester si saranno chiesti perché? Perché proprio lui? “The Tinkermen!” Questo il soprannome appiccicatogli addosso dai media inglesi. Pasticcione è il termine italiano che più rende l’idea. Un pasticcione inconsapevole. Non è un termine dispregiativo. Quasi simpatico, bonario. Proprio come l’immagine di Claudio Ranieri.

L’allenatore italiano che in Premier aveva già guidato i “blues” del Chelsea con discreto successo ma nessun trofeo. Poi arrivarono in fanta-milioni di Roman Abramovich ed il tecnico italiano cambiò aria dopo una sola stagione. Cambiò nazione. Rimase il soprannome.

Oggi il ritorno in Premier. Una piazza in crescita, con tante speranze e forse poche aspettative. Qui la squadra principale è il Leicester Tigers, ma gioca a Rugby (ed anche bene!, ndr). Il Leicester City, invece ha nel suo palmares tre Coppe di Lega, un Charity Shield e diverse riorganizzazioni societarie che dovrebbero essersi stabilizzate con l’ingresso di finanziatori thailandesi.

Forse era giusto così. Forse era quello che serviva al mister per poter lavorare senza troppi occhi addosso. Senza lenti di ingrandimento che evidenziassero i sui dubbi, le sue incertezze, i suoi pasticci. D’altronde qui ha fallito persino un tecnico navigato come Sven-Göran Eriksson ed anche il primo Paulo Sousa allenatore, ma nessuno ne ha fatto un dramma nazionale.

Amalo, pazzo City amalo!

Alla guida delle “foxes” invece, Ranieri ha dato mostra di avere le idee chiarissime. Solito modulo di sempre, 4-4-2 e tanta corsa. La squadra sembra averlo ascoltato ed a correre sono tutti. Corrono un po’ di più le ali. Una di queste segna anche, Jamie Richard Vardy: 7 reti in 8 partite. Media da attaccante vero. Guida la classifica marcatori, poco sotto di lui il suo gemello del gol: Riyad Mahrez, l’ala algerina con 5 gol in 7 match. Facile capire come siano state possibili alcune incredibili rimonte in partite compromesse, vedi quelle con Aston Villa e Stoke City. Difficile spiegarsi piuttostoe debacle clamorose come quella contro l’Arsenal.

Al momento meglio di loro solo le due di Manchester e gli stessi “gunners” di Wenger. Ma davanti e dietro la classifica resta davvero corta. Restano i dubbi circa la continuità che può avere la squadra sul lungo termine, al netto dei gol dei due bomber. L’euforia aiuta e se al rientro le volpi non verranno abbattute in casa della ex-rivelazione Southampton, potrebbero mantenere alto sia il morale che la classifica. Il pericolo resta sempre lui: the Tinkerman! Tutto bene con i risultati in positivo, ma saprà gestire l’eventuale calo psico-fisico che è logico aspettarsi da una squadra non abituata a vincere? E basterà rinnovare la promessa di offrire pizza e hot dog a tutta la squadra in caso di clean sheet? Aspettiamo il giro di boa del boxing-day per vedere cosa accadrà. Molto molto curiosi di capire se questo Leicester possa continuare ad emozionare come sta facendo.

Proiezione: preliminari di Champions League.

Il 4-4-2 del Leicester, coperta di Linus del tecnico testaccino. Schmeichel jr. e Inler per i romantici, Drinkwater per i simpaticoni del web (immagine tratta da fourfourtwo/statszone).

Il modulo che da sempre accompagna le squadre di Claudio Tinkerman Ranieri: 4-4-2. Una sicurezza, soprattutto se tra gli interpreti ci sono gente come Jamie Vardy 7 reti in 8 partite e Riyad Mahrez (5 gol in 7 match)


Crystal Palace Football Club – 15 punti in 8 giornate, 5 vittorie, 0 pareggi, 3 sconfitta, 11 gol fatti, 4 subiti.

Alan Scott Pardew. Non troverete il suo nome nei libri di storia del calcio. Almeno non per meriti sportivi. Al massimo potrete trovarlo su un sito creato dai fan del Newcastle in suo “onore”, su youtube per la sua mimica colorita, destinatario Cabella (vedi sotto), oppure l’Hull City, o ancora per la sua ossessione per la Francia. Un rapporto, quello col club bianconero, logorato, nonostante un sorprendente quinto posto nel 2011′-’12 (e conseguente pass per l’Europa League), da due stagioni anonime, chiuse in 14a e 10a posizione.

Al punto che il 3 gennaio 2015 ha rinunciato a 5 anni di contratto per rimettersi in gioco sulla panchina del Crystal Palace Football Club. Dopo il buon 10° posto del 2014-’15, in pochi comunque a Londra avrebbero invece immaginato che le aquile sarebbero state il secondo club della città ad onorare la classifica.

Pardew che non ha fatto breccia nei cuori del pubblico di Novocastro malgrado il suo balletto abbia spopolato nei club di mezza Europa.

Impressionante la differenza reti: 11 fatte e 4 subite. Squadra che si difende davvero bene. L’altro risultato clamoroso è lo 0 alla voce sconfitte, per una squadra a cui tasso tecnico non fa certo difetto. A cesellare i tasselli quel Yohan Cabaye, fortemente voluto dal tecnico e riportato in Inghilterra dopo la breve parentesi in terra natia con il Paris Saint Germain.

L’attitudine poco offensiva e l’accurata attenzione in fase di non possesso, sono state premiate nell’esaltante vittoria contro i concittadini del Chelsea di sua maestà “The Special One”Jose Mourinho. Rimangono però forti dubbi sulla capacità di poter mantenere immutata questa alchimia di gioco risicato e risultati favorevoli. Al rientro riceveranno la visita del West Ham United, formazione apparentemente più pronta per restare in quella zona della classifica. Hammers staccati di un solo punto.

Un’eventuale sconfitta della squadra di Pardew comporterebbe il rischio di farsi agganciare e avvicinare da club come Tottenham, Southampton e quel Liverpool del neo allenatore Jurgen kloop. Forse non sarà neanche questo l’anno in cui Pardew scriverà il suo nome nella storia.

Proiezione: metà classifica, fuori dall’Europa.

I dati del match tra Chelsea (giallo) e Crystal Palace (bianco) parlano chiaro: la partita ha cercato di vincerla la squadra di Mourinho. La tenacia difensiva e la precisione sotto porta (nelle poche occasioni indirizzate nello specchio) hanno invece consentito agli ospiti di espugnare Stamford Bridge 2-1 (grafico fourfourtwo/statszone).

I dati del match tra Chelsea (giallo) e Crystal Palace (bianco) parlano chiaro: la partita ha cercato di vincerla la squadra di Mourinho. La tenacia difensiva e la precisione sotto porta nelle poche occasioni indirizzate nello specchio hanno invece consentito alla squadra di Pardew di espugnare Stamford Bridge


 

Nato in quel di Torino nel mitico 1977, anno in cui nasceva il punk, le piazze erano in fermento, Iggy Pop incideva l'album Lust for life e la Juventus alzava il suo primo trofeo europeo a Bilbao. Lascia ben presto gli studi per dedicarsi alle prime forme di sostentamento economico. Prima non perdeva una partita girando tutti gli stadi, ora le segue girando tutti i canali del satellitare! Già redattore unico del fu a2magazine.net, da alcuni anni twitta con il profilo di a bola envenenada (@abolaveneno) condensando in 140 caratteri ironia, arsenico e passione.