14 Ottobre 2015

Oltre la linea: il millantatore pallonaro


Oltre la linea c’è un mondo pallonaro che molti non conoscono. Oltre la linea ci sono i dirigenti, gli allenatori, gli osservatori, gli agenti, i faccendieri, i genitori e i tifosi. Oltre la linea gli interventi a gamba tesa non sono mai sanzionati. Oltre la linea la visuale è diversa. Oltre la linea ci sono storie da raccontare.


“Il millantatore è colui che ha atteggiamenti boriosi e vanagloriosi in pubblico, facendo ricorso a menzogne iperboliche o a clamorose esagerazioni, o ancora si attribuisce qualità o titoli non propri.”

Ora, tenete bene in mente questa definizione e immaginate di essere seduti sui gradoni di un campo dove si gioca una qualsiasi partita di una squadra giovanile, ci siete? Ecco, ora guardatevi attorno e contate su quanti biglietti da visita dei tanti personaggi che vi circondano si potrebbe tranquillamente trascrivere.

Guardate bene eh! Non pochi vero?

È su questi spalti infatti che il millantatore pallonaro si muove alla ricerca delle sue prede preferite: ragazzi, genitori, dirigenti e anche giornalisti.

Il millantatore pallonaro è un deluso del mondo del calcio, uno che non è riuscito ad arrivare a raggiungere una posizione di rilievo e che quindi deve inventarsi qualcosa per restare attaccato al treno del pallone e, grazie a questo, provare a campare. Battitore libero – un misto tra talent scout e procuratore – può anche essere un dirigente (retribuito male o che lavora “a provvigione” sui giovani che piazza in giro) oppure un allenatore (con o senza panchina) che sfrutta la sua competenza (presunta o reale) per segnalare ragazzi (cui chiede soldi) a società (cui chiede soldi). Difficile, quasi impossibile, assistere a una partita senza trovarne qualcuno che gironzola intorno al campo.

Il millantatore deve sembrare uno che conta e che sa sempre come muoversi, quindi lui sa, lui conosce e lui può.

Tutto!

Ovviamente non esiste nessun limite per lui e il suo operato. Se parla a un genitore sa come tranquillizzarlo assecondando con le parole ogni desiderio, gestendo le critiche – e i sogni – con promesse che spesso (quasi sempre) non riesce a mantenere.

Se incontra un dirigente lo assilla proponendo il talento appena scoperto, il classico affare che si porta a casa con poco, proposto in anteprima esclusiva.

Se si confronta con i colleghi non si sbilancia molto per timore di essere battuto sul tempo o di avvantaggiare qualcuno, ma sa sempre dimostrarsi più “sul pezzo” e più bravo di quello che in realtà è.

Se parla con i giornalisti (ma vale anche e tanto con i genitori) si attribuisce spesso la paternità della scoperta del grande campione, o della sua presenza nella conclusione di un affare particolarmente importante che nessuno può contraddire perché, oltre a essere davvero difficile verificare, basterebbe fare una semplice cosa che però nel mondo del pallone risulta essere sempre molto complicata e difficile da mettere in pratica, verificare sul serio, approfondire.

Tenete sempre a mente gli aggettivi della definizione iniziale, ok? Borioso, vanaglorioso, esagerato e falso. Fin qui direi che ci siamo.

Il millantatore pallonaro deve far capire e sottolineare che lui conta più degli altri suoi simili e per farlo non fa economia di nomi di personaggi famosi che utilizza con una certa frequenza quando parla, quei nomi che attirano l'attenzione, restano e colpiscono l'interlocutore sia questo un calciatore da conquistare, un genitore da tenere stretto o un giornalista da “fidelizzare”.

Potenza, è questo quello che deve far credere di avere il millantatore pallonaro, tanta potenza. La mette sul piatto vantando collaborazioni e amicizie di un certo peso all'interno del mondo del pallone. Con astuzia, per sottolineare la maggiore profondità del rapporto, chiama per nome, senza specificare il cognome, i personaggi piu noti cui dice di potersi sempre appoggiare per lavorare. La realtà è invece diversa, lui non conta granchè, è solo uno dei tanti che questi personaggi a malapena conoscono e usano ma, in un mondo dove chi è capace di dire esattamente quello che chi ascolta vuole sentirsi dire conquista fiducia e credibilità, lo si comprende sempre troppo tardi.

Più giocatori (e genitori) trova e più ci sono probabilità di guadagnarsi la pagnotta, per questo il millantatore pallonaro deve lavorare sulla quantità utilizzando al meglio quel poco di competenza che ha, o che gli è rimasta, per individuare in quello che per lui è solo un potenziale involucro di denaro che corre dietro a un pallone, un minimo di talento, giusto quello che serve per accostarlo il più possibile alla parola calciatore.

Sono tre le tipologie di calciatore che fanno comodo al millantatore pallonaro, quella del giovane di prospettiva (quindi la commissione la paga la società), quella del giovane brocco ma ricco (allora si munge la famiglia per qualche anno dividendo con qualcuno della società dove giocherà il ragazzo) e quella del giocatore più adulto da piazzare nei dilettanti (e qui qualche centone arriva sia dalla società che dal giocatore).

Più ne trova, se li trova, ma ne trova, sopravvive.

Oltre la linea c'è un millantatore che si può riconoscere e si può evitare.


 

 

  • Luca Vargiu nato a Genova nel 1971 con due mesi di anticipo e nel giorno di Pasqua, ha iniziato fin da subito a disturbare i piani delle persone che la domenica pensano di stare tranquilli. Agente di calciatori non per passione ma per sfida, non campa grazie al pallone. Cresciuto in Gradinata Nord ama il calcio così tanto da odiarlo spesso, ha scritto di calcio in alcuni libri (Procuratore? No, grazie! - Oltre la linea – Contrasti, storie di calcio sospeso, Vincolo 108 e dintorni, Ancora oltre la linea) e minaccia di continuare a farlo.

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