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- di Lucio Pelliccioni

Et voilà, France 2016. L'europeo dell'Italia.


France 2016. La nazionale azzurra ottiene il pass per France 2016, portando a termine il primo obbiettivo della gestione Conte, con la penisola che ritrova un po' di quella fiducia persa dopo il disastroso mondiale brasiliano. Per la prima volta in queste qualificazioni  a France 2016 la squadra convince anche per il gioco, oltre che per il risultato. E grazie alla gestione dell'allenatore lascia una minima speranza di essere almeno competitiva a giugno, cosa nella quale quasi nessuno ci avrebbe scommesso un penny.


Ritorno alle origini

Il tecnico salentino in casa dell'Azerbaigian sorprende tutti e cambia il terzo modulo in un anno: l'Italia a Baku si schiera infatti col caro 4-2-4 che l'ha reso celebre tanto ai tempi delle due promozioni in A con Siena e Bari.

Un cambio  rispetto alla formazione che ha sconfitto la Bulgaria: fuori un centrocampista De Rossi (squalificato), dentro Eder a fare la punta.

italia

Gli esterni italiani dopo la buona prestazione a 3 con la Bulgaria, sfornano un'altra prova positiva anche a 4 e rispondono alla grande ai compiti assegnati. Il cittì scommette sulla voglia di riscatto del "Faraone" El Shaarawy, che lo ripaga con una partita veramente concreta sia in fase offensiva, sia per spirito di sacrificio in copertura.

La formazione azzurra convince in fase di costruzione e difensivamente, a parte il disastro del duo Bonucci-Chiellini che provoca il gol azero e conseguente rosario di Buffon. Il 4-2-4 "contiano" è caratterizzato da un possesso palla molto orizzontale, non particolarmente intenso, che all'improvviso si trasforma in micidiali accelerazioni, che spesso trova impreparate la difesa di casa. La chiave offensiva del suo gioco infatti, sono gli scambi in velocità fra attaccanti o le verticalizzazioni improvvise, sfruttando la citazione zemaniana, "palla avanti, palla dietro, palla spazio". I primi 2 gol azzurri rappresentano fedelmente l'idea offensiva di Conte.

Minuto 11, improvvisa accelerazione italiana. De Sciglio passa a Candreva, che serve Verratti prontissimo nel rimorchio; Pellè si muove incontro alla palla ed Eder scatta in profondità, la mezzala del Psg, senza neanche guardare, sa dove servire l'attaccante doriano, sintomo di un'azione provata e riprovata. Superba azione e 1-0 Italia.

italia gol

Conte, fin già ai tempi di Siena creava grattacapi agli avversari con giochi a 2 fra le punte (Calaiò e Caputo soprattutto) per servire poi gli attaccanti esterni che attaccavano la profondità (Brienza e Reginaldo). Il 2-1 altro non è che il più classico dei dèjà vu.

Minuto 43: Parolo vince un contrasto aereo, la sfera arriva a Pellè, che di prima serve Eder, il quale a sua volta imbecca Candreva nello spazio: le ali sono già in corsa per attaccare la profondità nell'istante in cui il centravanti esegue la sponda.

Senzanome

Finalmente Verratti

Partita dopo partita il numero 10 azzurro sta crescendo come qualità della sue performance e personalità. A Baku ha comandato la squadra e giocato una sfida quasi perfetta, tesi corroborata pure dagli impressionanti stats: 61 passaggi positivi, appena 6 sbagliati e 3 dribbling su 4 riusciti, conditi da 11 palloni recuperati (fonte Gazzetta dello sport).

L'ex centrocampista del Pescara sembra finalmente pronto per indossare i panni di leader tecnico di questa squadra. Finalmente in lui si è smesso di cercare l'erede di Pirlo, anche perché l'erede di Pirlo non c'è e non ci sarà mai. Marco ha caratteristiche diverse e vanno sfruttate al meglio le sue abilità, è inutile negarlo che in una nazionale così avara di talento la resa massimale di Verratti diventa fondamentale per dare un futuro alla compagine italiana.

Verratti in lotta per la conquista del pallone contro il centrocampista azero Rahman Hajiyev.

Azerbaigian-Italia3


Imbattuti e seconda fascia

All'Olimpico l'Italia si gioca la possibilità, seppur remota, di essere in prima fascia a Euro 2016 e il selezionatore pugliese, complici le indisponibilità di Pirlo, Verratti, Parolo e del già citato De Rossi in mezzo al campo, cambia ancora tornando al 3-5-2, modificando quattro undicesimi della formazione vittoriosa di Baku. E cercando quindi certezze da quei giocatori in ballottaggio per la spedizione francese.

Le novità rispetto all'Azerbaigian, sono Barzagli a ricomporre la difesa a 3 tutta bianconera, e i 3 centrocampisti centrali Montolivo, Soriano e Florenzi.

ita

Per la Norvegia è fondamentale cercare la vittoria per centrare la qualificazione e l'intenzione dell'allenatore Per-Mathias Hogmo è difendersi col baricentro basso e cercare di colpire in contropiede.

Gli azzurri a mio parere sfornano un'altra ottima prestazione e ribadiscono le buone sensazioni date nella capitale azera. Nonostante la carenza di qualità e velocità di gioco, dovuta agli assenti - a parte infatti Florenzi, man of the match per distacco, Soriano e soprattutto Montolivo non si sono giocati al meglio la possibilità concessa loro dal tecnico - i padroni di casa creano svariate palle-gol con ottime trame offensive (imperniate su Pellè) sfruttando bene, almeno inizialmente le corsie esterne, ma nessuna di queste entra in rete; mentre gli scandinavi la prima volta che si affacciano nella metà campo avversario, passano in vantaggio, col primo tempo che si chiude con un ingeneroso 1-0 per la Norvegia.

Di nuovo 4-2-4

I primi 25 minuti della ripresa seguono l'identica trama del primo tempo, Italia padrona del campo (senza però riuscire più ad utilizzare l'ampiezza del campo, tanto che le mezzali provano ad alzarsi sulla linea delle punte per squilibrare le marcature ospiti) e del gioco ma Norvegia ancora in vantaggio. Difficoltà similari a quelle viste nella partita con Malta a settembre. Gli azzurri effettivamente soffrono particolarmente le squadre rintanate a proteggere l'area.

Evidente la compattezza delle linee norvegesi, difesa a 5 molto bassa e centrocampisti a proteggere la zona centrale. (France 2016)

5norvegia

Alla luce di tutto ciò, il selezionatore italiano inserisce Candreva per Barzagli e ridisegna il 4-2-4 con il neo entrato e Florenzi ai lati di Giovinco e Pellè. Il cambio tattico distrugge subito le certezze norvegesi, che perdono immediatamente le distanze: gli esterni d'attacco costringono la difesa ad allargarsi e inevitabilmente nell'1 vs 1 si trovano in difficoltà. Neanche 120 secondi dall'ingresso del laziale, che Florenzi pareggia (favorito pure dall'errore colossale di Alesaami). La rete distrugge le fondamenta della squadra del Ct. Hogmo e gli azzurri ribaltano il risultato con Pellè su assist di un Florenzi <<'ccezionale>> (cit. Piccinini).

Candreva, superando il terzino, crea una rotazione difensiva, che obbliga il centrodestra a scalare su di lui, questo provoca un 4 contro 4.

momento chiave gol

Con una sola giocata gli azzurri saltano 2 componenti della linea difensiva norvegese e costringono i centrali a trovarsi fuori posizione e a giocarsi l'uno contro uno, situazione che Hogmo ha cercato di evitare per tutto il match. Sul cross di Giovinco arriverà l'1-1.

gol italia 2

La nazionale azzurra porta a casa la partita e l'imbattibilità nel girone, ma non la possibilità di essere testa di serie. Poco importa, un Italia in seconda fascia sarà sicuramente scomoda per le avversarie. E sinceramente i favori dei pronostici o dei sorteggi non ci hanno mai giovato più di tanto.

Concludendo

La mano del tecnico salentino è evidente ed importante, Conte ha dato continuità soprattutto di risultati, che si sa, sono indispensabili. Malgrado però le ultime buone prestazioni e la buona risposta dei giocatori, questi frequenti cambiamenti di sistema mi pongono un quesito: il nostro commissario tecnico non ha ancora un'idea chiara su come far giocare gli azzurri? Oppure sta cercando di creare una squadra estremamente duttile da poter adattare in base alle esigenze e gli avversari?

Conoscendo Conte non penso che i cambi di modulo siano dovuti ad un difetto di chiarezza, ma a voler creare a tutti costi questa varietà di opzioni con il poco tempo a disposizione della nazionale, potrebbe rivelarsi controproducente e il rischio che nessuno dei 3 moduli venga assimilato alla perfezione è alto. Le ultime amichevoli saranno fondamentali per perfezionare i meccanismi. A giugno avremo le risposte e sarà tutto più chiaro. O magari azzurro.


 

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Nato a San Marino nell' aprile del ’91, mezzo sangue italo-sammarinese. Titolare di una gelateria di professione, ma malato di qualsiasi sport per passione, tifoso bianconero e allenatore dilettante Uefa B. La malattia per il calcio nasce da un gol pazzesco in Germania di un ragazzo 21enne nel lontano 1995. La partita era Juventus-Borussia Dortmund: se amo il bianconero è solo per Del Piero.

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