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- di Gian Marco Porcellini

Intervista a "Spaccarsi di shottini con Sandro Piccinini", la parodia di Piccinini


Se col termine "sciabolata" non pensate a scherma e guerra, ma al gioco del pallone, il merito è suo. Naturalmente stiamo parlando dell'(e)ccezionale Sandro Piccinini, l'incredibile (proprio lui!) telecronista di Mediaset. Il quale, grazie ai suoi "mucchi selvaggi", "numeri" e tante altre espressioni roboanti quanto standardizzate, è ormai entrato nell'universo mainstream del calciofilo medio italiano, traviandolo senza via di scampo alcuna (come nel caso del sottoscritto). Il problema è che qualcuno per colpa del Sandrone nazionale ha superato (e non di poco) la soglia del TSO - si scherza - dando vita ad una delle parodie più esilaranti del mondo social: "Spaccarsi di shottini con Piccinini", presente sia su Facebook, sia su Twitter


 Buongiorno Riccardo, ti ringraziamo per aver accettato questa intervista (a tuo rischio e pericolo). Ti puoi presentare e spiegarci quando è nata questa – presumiamo noi – malsana ossessione per Sandro Piccinini?

"Eccoci qua! Sono Riccardo, ho 24 anni e abito a Torino. Lavoro – o perlomeno dovrei lavorare, ho finito gli studi da poco – nel settore dell’informatica. La piccininità è stata latente per molti anni: credo di aver urlato “SHEVCHENKOOOOO! NON VA!” un sacco di volte nel corso delle mie (imbarazzanti) partitelle a cavallo tra i ‘90 e i 2000. Probabilmente se Piccinini mi avesse commentato, avrebbe fatto molta fatica (?) a trovare un "NUMERO" nel mio stile di gioco".

Quando è nata invece l’idea di creare una pagina Facebook e un profilo Twitter in suo onore? Ti piace Sandrone o l’intento della pagina-profilo è puramente canzonatorio-ironico?

"L’idea ha cominciato a farsi largo dopo la finale di Supercoppa Europea del 2013 tra Bayern Monaco e Chelsea: insieme a un gruppetto di amici ci siamo messi a commentare i tormentoni della telecronaca sulla mia bacheca. Tra tempi regolamentari, supplementari e rigori si è raggiunto un quantitativo di "INCREDIBILE" pari a 21. La cosa era un po’ morta lì, poi un mio amico (Lorenzo, che sennò poi si offende) mi ha caldamente consigliato di trasformare il tutto in una pagina, cogliendomi in un momento di scarsa sobrietà durante una festa di laurea. Il che credo abbia influito molto nella scelta del nome.

Piccinini mi piace abbastanza. L’intento della pagina è ovviamente ironico, ma (spero) sempre nei confini del rispetto. Cosa che sfortunatamente manca a chi ogni tanto è convinto di parlare con Piccinini o peggio ancora con Mediaset quando mi manda un messaggio".

L'emblema dell'ignoranza del buon Riccardo: la tabella proposta a fine partita contenente il conteggio di tutte le espressioni tipo di Piccinini.

tabella borisov

Come si svolge la tua attività sui social e quanto tempo le dedichi (avevo letto una volta che non ci sono altri admin…)? In media quante partite commentate da Sadrone segui?

"Mah, guarda, non avendo appunto uno staff gigantesco ed essendo l’unico “capo” della baracca, diciamo che il dover lavorare molto spesso con il computer per studio agevola l’inevitabile momento di cazzeggio durante la giornata. Ma non è una cosa “con metodo”: compatibilmente con i miei impegni passano anche giorni e giorni tra un post e l’altro, specie su Facebook. Mediamente seguo di più la Champions (se non tutte, quasi), rare volte il campionato".

L’impressione è che Sandrone ormai stia diventando la caricatura di sé stesso, quasi come un comico che ripete ogni 3x2 la sua battuta per far contento il pubblico (il punto più basso probabilmente "Honda che ondeggia" pronunciato in Milan-Palermo). Confermi o smentisci?

"Non saprei dirti, nel senso che qualunque cosa direi sarebbe il mio punto di vista da spettatore un po’ di parte. Un po’ di tempo fa avevo letto un articolo su Internet che correlava l’uso dei tormentoni da parte dei telecronisti a una strategia di marketing vincente. Il che secondo me è verissimo: se io ti scrivo “sciabolata” colleghi immediatamente il termine a Piccinini. Ma vale per tantissimi altri, anche meno conosciuti e ovviamente con altri tormentoni. Solo che ovviamente quando fai telecronache da trent’anni la cosa è più accentuata".

Secondo te in Mediaset sono a conoscenza della tua esistenza?

"Anche troppo direi! Tra chi mi segue su Twitter (e interagisce, pur senza l’app di Mediaset Connect o l’hashtag #serieapremium) c’è chi lavora all’ombra del Biscione. Spero sempre che non sia il preludio a un’azione legale, ma fino a qui tutto bene".

Cosa daresti per una serata con l’accoppiata Piccinini-Sanvito? A proposito, che fine ha fatto il buon vecchio Nando?

"Cosa posso offrire? Hanno già la Champions League in esclusiva per tre anni, qualunque cosa sarebbe un’inezia! Tra l’altro, come giustamente sottolinei, l’assenza di Nando a bordocampo comincia veramente a insospettirmi… che sia passato a SKY all’improvviso? No, no, non ci posso pensare".

Bonus track: un Sandrone sobrio (ma non troppo, visto il maglione della nonna) si racconta in un'INTERVISTA ESCLUSIVA del 2008. Al di là del numero iper ridotto di decibel della sua voce, mi ha spiazzato il racconto di lui che rifiuta un'offerta di una squadra di serie C. Che gggiocatore, che umiltà!

Chi è il tuo telecronista preferito? Ti piace questa generazione di telecronisti urlatori votati alla spettacolarizzazione della banalità? 

"Sì e no. Ho seguito tante partite in streaming (confesso!) con telecronache tedesche, russe, cinesi e credo persino rumene. In generale hanno tutti un altro stile di telecronaca rispetto a quella italiana e alcune volte è anche più piacevole, ma ormai l’abitudine al flusso continuo di parole e a qualche decibel di troppo ogni tanto è difficile da rimpiazzare.

Tra i telecronisti non saprei darti un nome su tutti, lo so che sembra assurdo. Stravedo invece per i radiocronisti: per moltissimi anni le partite alla domenica sono state sinonimo di “Tutto il calcio minuto per minuto”, e quindi mi viene immediato dirti Francesco Repice e Riccardo Cucchi".

Conosci Sportellate.it?

"Vi leggo ogni tanto grazie a chi mi ha sottoposto quest’intervista. Aumentategli lo stipendio!"

Sandro, pardon Riccardo, ti salutiamo ringraziandoti per il tempo che ci hai concesso. 

"Linea allo studio di Marco Foroni! SPOT PER NOI!"


 

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