Interventi a gamba tesa

Il pagellone della 7a giornata di serie A


Carpi: quello strano gioco del destino, per cui Castori ha fatto un miracolo ma la prima vittoria in A è targata da quel tronista mancato di Sannino. Le ripe di Borriello stanno dando i frutti sperati. #Sopra la panca il Carpi campa, voto: 8.

Torino: con più braccino di un ragazzino sulle foto della Ratajkowsky perde partita e anche un po’ di credibilità.. Il diavolo fa i Padelli ma non i coperchi. #La Corrida, voto: 5.

 

Chievo: ci pensa Fidel a rimettere in pareggio una partita di una noia ma di una noia che in confronto guardare un film di Moretti è una botta di vita che neanche te lo dico. #Chievo Libre, voto: 7.

 

Verona: quando un Pisano così ti fa un gol così, ma poi ti ricordi che neanche i tuoi tifosi conoscono l’11 di partenza e perdi fiducia e due punti. #Verona anonimi, voto: 11 foto segnaletiche.

 

Empoli: togli Saponara e immagini già una debacle, su Facebook Giampaolo ha già organizzato un suicidio di massa con il tiepido sottofondo di canzoni finlandesi e invece, quel vecchio cerbiatto di Maccarone la puccia all’88esimo, giusto in tempo per andare a zubide. #profeta in patria, voto: tu e le tue tre amiche.

 

Sassuolo: per Squinzi è stata una domenica esaltante. Perde contro un Empoli più spuntato di una squadra di calcio femminile e il suo Milan aiuta il Napoli a vincere. Adesso abbiamo capito chi fornisce il cemento alla mafia. #la mafia appalta solo d’estate, voto: 10 betoniere.

 

Sampdoria: con la coca di mastro Ferrero gli 11 liguri sembrano il Real Madrid in amichevole contro il rocca cannuccia. Poi Correa si fa prendere la mano e sbaglia un gol che neanche dopo la morfina. Da lì è tutto in salita, in discesa. In rehab. #giuro che domani smetto, voto: 5 grammi.

 

Inter: situazione opposta, chetamina pesante per tutti e pareggio strappato giocando 5 minuti. Felipe Melo ha fatto fuori la sua controfigura e ripreso il ruolo in squadra perdendo palloni sanguinari nei punti più stronzi del campo. Biabiany ha risolto i problemi ai piedi, splendido. Ma per quelli ai piedi ? #Cioè, cioè questo è un pallone?, voto: un pomeliggio il ligulia.

 

Udinese: fa il possibile, Di Natale segna fasciato. Ma il nero potere di Voldegasp è difficile da arginare per una compagine di provincia. #Harry ci ha abbandonato, voto: bestemmie in saldo.

 

Genoa: e niente… anche a ‘sto giro sopravvivono. Maledette forze del mare. Altra giornata. Altro capitolo. Altra battaglia. Un domani magari verrà fuori che Gasperini è il padre di Perotti. #Diego, sono tuo padre, voto: che la forza sia con te.

 

Juventus: il rigore è più regalato di un giro tra le gambe della Canalis se sei di colore.. il resto è una prestazione da grande squadra. Quell’intervento di Gigi dimostra come gli siano girate (giustamente) le palle per il pallone d’oro #maremma roncola, voto: 7.

 

Bologna: fa un gol. Sogna e spera. Poi pareggio e rigore e il Bologna era già deceduto da 20 minuti. A questa squadra manca crederci, prima di tutto. #brutti anatroccoli, voto: 4.

 

Palermo: se la tua difesa è composta da ex carpentieri della Lega Pro non è che tu possa pretendere più di tanto. #ecco, qua tiriamo su un muro e poi chiediamo il condono, voto: preventivo da 5.000 euro.

 

Roma: fa quello che deve contro un avversario ignobile, ma questo non è colpa sua. I gol di Gervinho sono due gemme. #la perla nera, voto: 11 casse di rum.

 

Lazio: anche qui… infierisce sulla carcassa di un animale già morto. #super quark, voto: 80 km/h.

 

Frosinone: Frosinone culone questa volta non può niente. Pugnitopo respinge ma la Rai non arresta nè l’arbitro nè il guardalinee. Il resto è magia nera provinciale. #arrestateliiiiiiiii, voto: 113

 

Fiorentina: squadra che gioca e vince in maniera meravigliosa, fine ed elegante. Certo per correre così ad ottobre il rischio di aver fatto una preparazione più leggera di Cassano, sussiste. #vespe truccate, voto: sfiorando i 90.

 

Atalanta: ho un sogno, creare una lega del male con: Carpi, Frosinone, Atalanta, Bologna e Milan. Il primo campionato dove nessuno vincerebbe mai. #lega del male, voto: Finalmente Paletta in prigione.

 

Milan: nessuno c’ha capito niente. Miha, vecchio cuore nerazzurro, sta minando il diavolo da dentro. #cavallo di troia, voto: il prefisso di Milano è 04?

 

Napoli: il piccole Lorenzo il magnifico, orafo dal 19trentodici. Gemme su gemme e ignoranze linguistiche in serie. #io speriamo che mi t’inculo, voto: 110 e scugnizzo.

 

Ps: Giornata di campionato più brutta che abbia visto da molto tempo a questa parte. Quando, quando Signore del calcio tornerai a farci vedere della partite dove non si inizia a perdere tempo al 20’ della ripresa? Quando torneremo a vedere del bel gioco in Italia?

 

Pps: questo pagellone è dedicato a Buffon Gianluigi. Uomo vero. Sportivo vero. Fuoriclasse da sempre stimato al di là della/e maglia/e. Va ad unirsi a gente come: Baresi, Maldini, Scirea e Facchetti. Gente che è giusto che non abbia mai vinto il pallone d’oro…. perché l’oro non è abbastanza raffinato per descriverli. Gigi non ti crucciare ma ridi e passa.

 

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.