Interventi a gamba tesa

Il pagellone della 6a giornata di serie A


Roma: è stato un bellissimo derby del cuore. E poi ha segnato Andy Garcia, George Clooney e i suoi 11 sono avvisati. #Garcia’s eleven, voto: 8

 

Carpi: poverini, c’è da capirli, 10 hanno vinto il “Campioni” rumeno e l’11 è Borriello, che con tutto il bene può arrivare fino a un certo punto. #Mi hai rotto i Castori, voto: forza 5

 

Napoli: ogni volta che segna Insigne non posso fare a meno di pensare a come si comporterebbe il piccolo Lorenzo di fronte a un dettato, ma questi sono sadismi di uno scrittore di provincia. Higuain non era così infoiato dalla rissa fuori dal Pacha di Ibiza. #4 Sarri in padella, voto: 8

 

Juventus: Allegri non è preoccupato perché la squadra ha sbagliato 4/5 uscite palla al piede. Ma se aveste sentito quanto gli giravano le fajitas quando la Juve era costretta a giocare la finale di Champions. #Optì Pogba, voto: 11 milioni di Hernanes

 

Genoa: Pavoletti ha tirato gomitate anche a sua madre. Gasperini vince una partita e torna nelle oscure stanze, pronto a rimpolpare il proprio odio per Harry Potter. #Il principe mezzo Gasp, voto: 7

 

Milan: una partita, una partita su 38 dovevate vincere, ma voi ovviamente no. E andate a perdere contro il mio acerrimo nemico. Precisamente il rosso di Romagnoli fa parte del retaggio di Zidane o Nesta. #Nasci, Cresci, mai ‘na gioia, voto: 25 milioni (di insulti)

 

Bologna: passa in vantaggio e per una domenica sembra possa portarla a casa, complice anche un’Udinese che non sembra proprio formata da 11 unni. Ma niente, Destro si ricorda che non segna dalla fine degli anni’60 e gli pare indelicato interrompere la tradizione proprio oggi. #butta i tortellini, voto: le bestemmie dei colli bolognesi

 

Udinese: Colantuono nell’intervallo istruisce i suoi mostrando uno spezzone de “La passione di Cristo” ma promettendo di aggiungere un chiodo in più a tener fissi i coglioni sulla croce. I giocatori capiscono immediatamente il punto e agiscono di conseguenza. #’che due palle, voto: 6.5

 

Sassuolo: Di Francesco si sgola a dire che avrebbe voluto vincerla, in realtà il pareggio sembra il risultato più giusto, con Maran in panchina poi, una fascia era inagibile. #vattene via vagabondo, voto: 6

 

Chievo: che bomber Paloschi. Che capelli Meggiorini. Che narici Frey. Che classe nello spaccio Castro. E che qualcuno abbracci Campedelli, poverino. #Un Campedelli in famiglia, voto: 6

 

Torino: A Torino c’è una squadra che spacca il culo ai passeri. È la squadra che non ti aspetti. La squadra figlia, nella tradizione, della più bella compagine mai vista in questo Paese, vinta solo dal fato e dal cielo. Questa pagella se la merita tutta questo Torino e io la dedico a quell’altro Torino, che manca, tanto. Sempre. #IL GRANDE TORINO, voto: Superga 1949 – Torino 2015

 

Palermo: l’entrata di Obi è la perfetta metafora di questo periodo. Bene ma non benissimo. #falciamo il problema, voto: 30 punti di sutura

 

Verona: è più decimata dell’esercito tedesco dopo la seconda guerra mondiale e Miss Italia non ha fatto niente per aiutarli. #Prma Giulietta ora Miss Italia, quando finiranno queste tragedie?, voto: telefono azzurro.

 

Lazio: passa in svantaggio e Pioli vede con la coda dell’occhio che gentili signori della curva gli scrivono ciò che pensano di lui sulla fiancata della Porsche col taglierino. Da lì cambia tutto e la porta a casa. #motivatori, voto: 400 euro di carrozzeria

 

Inter: molto bene. Considerando che la Fiorentina ne schiera in campo 11 e l’Inter soltanto due, Icardi e Medel, riuscire a segnare un gol è comunque un ottimo risultato. Handanovic merita delle sonore frustrate. #Braveheart, voto: 50 frustate a quel pirla

 

Fiorentina: scende in campo, batte e vince. #Paolo Sousa, Paolo Suca, voto: 10

Posticipi del lunedì:

Frosinone: dopo la Juve, onestamente, ha senso giocare altre partite?

Empoli: io resto ancora convinto che Giampaolo sia una spia otto copertura… devo solo capire il mandante…

Atalanta: Maxi Moralez dopo l’esordio al cinema con “Quel nano infame” è tornato a pieno regime a fare il calciatore, e ora che Messi è fuori dai giochi…

Sampdoria: vai uomo ragno, ti amerò per sempre, prima o poi ti vedrò sulla panchina dell’Inter.

 

Fine delle trasmissioni. Per ora.

JL


 

Jacopo Landi, sangue misto nato nell'aprile del 1988 in quel di Milano ma in realtà appartenente (in parti uguali), per origini, a: Emilia Romagna, Toscana, Valle d'Aosta, Lazio, Abruzzo ed India. Lavora un po' in tutti i settori possibili, tranne quello del narcotraffico. Matura esperienza come giornalista, prima cinematografico e poi sportivo presso il giornale on-line Italia Post, il sito calciomercato.com e le collaborazioni coi giornalisti Fabrizio Biasin e Alfredo Pedullà. Ha inoltre collaborato con la compagnia teatrale "I Birbanti" e firmato un corto personale "Una birra al bar" tratto da una novella del buon (e sacrosanto) Bukowski. Dal 2013 collabora prima con la Nella Longari arte, poi con la M77 Gallery e infine con la Renata Fabbri Arte contemporanea; prima di tornare nel mondo della produzione in qualità di sceneggiatore. Non potrebbe vivere senza filosofia, donne, cinema, whisky e buona musica. Collabora con Sportellate perché dopo il video di Corona sul "pene" di Adriano non riteneva di poter essere da meno.