Interventi a gamba tesa

Pillole di rinascita: Manchester City – Juve


Manchester City – Juve. Battere il Petrol-City in casa non è mai facile. Cosa mi è piaciuto e cosa no del primo match di Champions League della Juventus.


Settembre è il mese dell’anno che il mio corpo digerisce meno: sarà a causa del mio personalissimo orologio biologico interno che mi vede prossimo a spegnere un’altra candelina, sarà per la sessione “estiva” di esami che scandisce ormai da anni i miei stati ansiosi. Sarà forse per quella innata voglia di ripartire che nel bene e nel male ogni persona penso provi alla fine del periodo estivo.

Insomma sembra essere già tempo di giudizi per molti, tempo di rinnovo degli abbonamenti in palestra e tempo di tirare le somme, spingendo una barca lasciata alla deriva sotto il solleone sotto le ali protettrici di garage e ripari contro la pioggia o la neve.

Settembre non rappresenta il primo mese di scuola solo per la miriade di studenti (più o meno vetusti) che ogni anno si sottopongono alle più dure tenzoni sui banchi di scuola… No, settembre è mese “caldo” anche per tutte le squadre di calcio che, archiviato un bollente calciomercato, abbozzano i primi bilanci (e perché no, anche i rendiconto semestrali) sottoponendo la bontà del loro operato alla temibile prova del calcio giocato.

E ieri sera, con la prima giornata di Champions League, è arrivato anche il primo test continentale per la Juventus, nel tentativo di sovvertire un inizio di stagione tutt’altro che esaltante.

La vittoria per 2-1 in casa del Manchester City rappresenta un bel tonico per tutto l’ambiento: il risultato non deve ingannare, Madama ha sofferto le incursioni avversarie, complice qualche ingenuità a centrocampo.

Del resto non era facile affrontare il City, soprattutto alla luce del già menzionato orribile avvio in campionato (il peggiore dell’ultracentenaria storia della Juventus), che sembrava aver addensato sopra la Mole un cielo pieno di nubi nere.

Il City invece, primo in classifica a punteggio pieno in Premier League (5 vittorie su 5), affrontava la best in class del suo girone con il forfait del Kun Aguero e con un Sterling recuperato in fretta e furia..

Spoiler: immenso Buffon.

La mancanza di amalgama della squadra si è rivelato il deficit delle prime partite di campionato, cominciato prima che il calciomercato finisse e prima che la rosa della Juventus fosse completa (anche se, visto che si sapeva, sarebbe un vero peccato rimpiangere a fine stagione proprio i punti persi ad inizio campionato).

Troppi giovani in campo, troppa frettolosità e schemi poco oliati… un’apologia di un disastro in cui Allegri predicava calma mentre Marotta gli faceva eco urlando nel deserto che la Juve è pur sempre la Juve.

Ecco perché il 2-1 di ieri può rappresentare una pillola dolce ad un male, quello della Juventus, frutto di programmazione, bilancio e tanta (forse troppa) inesperienza.

La squadra scesa in campo all’Etihad Stadium ha retto bene alla pressione, seppur con qualche sbavatura a cui solo il miglior Buffon ha saputo ovviare. EPICO nei suoi salvataggi, un vero leone fuori e dentro dal campo (chiedere alla D’Amico per conferme).

A decidere il match in salsa bianconera sono stati due capolavori di Mandzukic e Morata: il primo in spaccata sospeso in area, imbeccato un lancio di Pogba (forse finalmente degno di indossare la 10) dalla trequarti. Il secondo, ancora più magico per effetto e potenza di tiro, un po’ fortunoso nel trovarsi il pallone tra i piedi dopo un rimpallo della sfera addosso ad un difensore dei Citizens..
Due goal da vedere e rivedere da quanto sono belli, unici e decisivi. Due goal che scacciano le nubi e provano a distendere l’ambiente.

La magia dell’ex Real. Un capolavoro.

Pogba, il brutto anatroccolo di questo avvio di stagione, dopo il lancio “alla Pirlo” per il bomber croato è sembrato scrollarsi di dosso la ruggine di partite in cui non gli riusciva nulla: speriamo che sia per lui una svolta, un Pogba così era troppo brutto per essere vero.

Bene Hernanes per qualità e sacrificio in mezzo al campo, non mi è piaciuto molto Sturaro, capace di fornire sì quantità nella fase di interdizione, ma ancora carente nella gestione della sfera così come della qualità del fuoriclasse. Che però, è giusto sottolineare, non rientra nelle sue corde. Anche lui comunque, con il tempo, migliorerà.

Bene Cuadrado, imprevedibile nel dribbling e ottimo nel sacrificio: nel finale troppo lezioso e arrendevole, rischia perdendo il pallone per 2-3 volte di far del male alla sua Juve e si becca i richiami di uno spazientito Allegri.

Dybala per il resto diventerà un TOP player, ce l’ha nel sangue e si vede in ogni pallone che tocca… Magico a dir poco.

Come dopo un raffreddore settembrino, anche la Juve ha molta strada da fare per tornare ad essere ai livelli dell’anno scorso: la ricetta di lavoro a testa bassa predicata da Allegri pare dare i giusti frutti, e se poi finalmente anche la fortuna girerà dalla parte giusta, forse la stagione decollerà.

L’esultanza degli all blacks. 

Una Juventus compatta, alla prima vittoria stagionale (Supercoppa esclusa)

Perché settembre è mese di giudizi, è vero… ma i conti si fanno sempre alla fine.


 

Nato il 28/09/89 a Piove di Sacco, in provincia di Padova. Studente di Giurisprudenza presso l’Università di Ferrara, amo il calcio e sono un guitar addicted, appassionato di Gibson, Fender e buon rock. Tra l’uscire con una bella mora e il restare davanti alla TV per vedere una partita, scelgo sempre la prima. Grazie al cielo per la seconda esistono i registratori. Collaboratore Sportellate.it