Interventi a gamba tesa

Pronostici Serie A, by Sportellate.it


Finalmente inizia il campionato e noi di Sportellate.it, fremendo come dei bambini davanti ad un negozio di caramelle, ci siamo divertiti a pronosticare a chi andrà lo scudetto e non solo, ispirandoci più o meno liberamente ad un articolo del “The Indipendent” intitolato “Our View”.
Le regole: 6 domande e redattori di Sportellate.it che rispondono provando a cimentarsi nei pronostici con un pizzico di ironia.
A fine anno sarà divertente (per noi, ma più per voi) andare a vedere se abbiamo scritto più boiate (probabile) o perle di saggezza (AHAH).
Per ora non ci resta che augurarvi buona lettura:


1) CHI VINCE LO SCUDETTO
Giacomo (@Sportellate_it)
Dopo qualche anno di rodaggio quest’anno potrebbe essere quello della consacrazione per la Roma. Molto passa dai piedi (precisamente dal ginocchio) di Kevin Strootman. Salah e Dzeko sono le punte di diamante di una squadra a cui serve solo di tornare ad esprimere il gioco fantastico di prima del KO psicologico con il Bayern. Dico Roma.

Lorenzo Lari (@lorenzolari90)
Impossibile quest’anno non votare la corazzata Inter. Murillo, Miranda, Kondogbia e Icardi: una fisicità esagerata che ha sempre contraddistinto, in positivo, le squadre di Mancini. L’arrivo di Felipe Melo e la sua personalità, potrebbero essere la ciliegina sulla torta. Chapeau Mancio.

Verba volant, scripta manent.

mancio pizzini

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands)
Dopo anni in cui lo scudetto è sempre stato vinto dalla favorita, quest’anno ci potrebbe essere la grande sorpresa. Mi sento di azzardare e dire Milan che, dopo un ottavo e decimo posto (ricorda molto la Juventus prima di Conte), avrà motivazioni superiori a tutte le altre. Mihajlovic sarà sicuramente un fattore e punterà a dare solidità alla squadra e soprattutto a risvegliare un orgoglio ormai sopito da troppi anni. E chissà poi se Ibra…

Gian Marco Porcellini (@piskeporc)
Siccome è troppo facile dire che lo rivincerà ancora la Juve, allora mi butto sulla Roma. Sì lo so, il rischio è quello di finire come l’Icaro di turno un anno fa, annegato in mare assieme al flop Iturbe. Ma dall’alto del mio anticonformismo talebano, voto la banda di Garcia, che ha davanti a sé l’occasione della vita. E che ha riempito l’area con l’acclamatissimo Dzeko, ai cui lati si muoveranno Salah e, chissà, Gervinho (od eventualmente Ljajic o Iago Falquè). Il tutto fermo restando che l’egiziano è chiamato a confermarsi sui livelli monstre della parentesi fiorentina, non propriamente scontato per un giocatore che verosimilmente verrà raddoppiato o a cui comunque verranno sporcate le linee di ricezione e di passaggio. Qualche metro più indietro Miralem “Giotto” Pjanic, che, con Totti fuori dall’undici titolare, viene promosso a leader tecnico ed emotivo del gioco.  Se Garcia saprà assemblare un centrocampo geometrico e sublime nel corto, con un attacco votato alla transizione, allora l’Olimpico potrà colorarsi di bianco, rosso e verde. Tutto molto semplice sulla carta.

Alberto Paternò (@AlbertoPatern)
La squadra candidata al titolo non può che essere la Juventus. Certo, però rispetto all’anno scorso, perdendo la propria spina dorsale (Vidal-Pirlo-Tevez), non offre più quella sicurezza che aveva spinto pensionati a investire i propri risparmi alla Snai versando reni, case e figlinella banca bianconera. Con nuove soluzioni di gioco, un Pogba protagonista e una manovra più rapida e imprevedibile, ci sarà da divertirsi. Eppure in questa stagione non ci sono investimenti sicuri. Se fossi Callisto Tanzi offrirei, assieme alle fidate obbligazioni Parmalat, schedine con quotazioni interiste.
Eppure un minimo di credibilità mi é rimasta e dico che l’unica squadra che ai nastri di partenza é già attrezzata a contendere il titolo ai bianconeri è la Roma: con l’acquisto di Dzeko guadagnano in attacco una reale alternativa all’arcinota verticalità di Gervinho & co.


2) SQUADRA RIVELAZIONE
Giacomo (@Sportellate_it)
Il Milan ha già speso quasi 100 milioni di Euro in mercato, per non parlare di Inter e Roma. Nessuno si aspetta nulla da una Fiorentina sorniona sul mercato fino ad oggi, complice anche la perdita di Mo’ Salah e Montella. Credo invece che la squadra stia esprimendo un gran gioco. Se non è solo calcio d’estate, questa squadra vi sorprenderà.

Lorenzo Lari (@lorenzolari90)
Hellas Verona. Il motivo? Semplice: l’accoppiata Toni-Pazzini, in Serie A, garantisce sportellate a non finire e almeno 30 gol. Un qualcosa per cui Ranieri farebbe follie. Beato Mandorlini…

Incredibile, proprio loro, ancora loro. 9 anni dopo.

toni pazzini

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands)
La stagione è iniziata tra i fischi con la sconfitta in casa contro il Pavia in Coppa Italia. Tuttavia con l’arrivo di Destro, che avrà tanto da dimostrare, l’innesto dei vari giovani a centrocampo, Mirante in cerca di rivincite in porta, il Bologna potrà far meglio di una semplice salvezza.

Gian Marco Porcellini (@piskeporc)
Nel mio magico-mega-mini-mondo Maurizio Sarri, in linea con la storia di Robinson Crusoe e il mito del self made man, diventa il vate di Napoli. Postilla: parafrasando il principio di Heisenberg, per un Sarri che viene promosso a pieni voti c’è un Sarri cacciato a pedate a novembre. Se supera indenne i primi due mesi di campionato (stesso discorso per Valdifiori: nuovo Pirlo o Cigarini bis, triturato dall’ambiente partenopeo in 6 mesi?), allora la strada è in discesa. Ah, non ho parlato di classifica perché non voglio porre freni alla provvidenza sarriana.

Alberto Paternò (@AlbertoPatern)
Il presupposto per sorprendere è nascondere il proprio talento. E una squadra che lavora sodo senza rivelarsi troppo è il Napoli di Sarri. Champions? Scudetto? Neanche per sogno! Meglio far concentrare le attese sulle milanesi. Benitez si presentava come l’allenatore che ha vinto tutto, Sarri come un buon allenatore e nulla più. Eppure un attacco che presenta Gabbiadini, Callejon, Mertens, Insigne e Higuain, un centrocampo che sfrutta il maestro degli inserimenti (Hamsik) al fianco del miglior regista della scorsa stagione (Valdifiori), in attesa di sistemare la difesa, non può che spingere il Napoli a ripetere il 4° posto o a raggiungere la Champions League. Le chiavi del successo? Umiltà (contro la grandeur napoletana degli ultimi anni), Flessibilità (A Napoli ormai vomitano solo a sentire 4-2-3-1), Equilibrio (“Difesa”, qualcuno si ricorda questa parola?).


3) SQUADRA DELUSIONE
Giacomo (@Sportellate_it)
Juventus. Nonostante i grandi acquisti e le grandi aspettative, il cambio di modulo, la perdita delle stelle (mal rimpiazzate) e la minor fame, potrebbero costare lacrime amare ai tifosi bianconeri. Khedira non è il centrocampista che avrei comprato. Mandzuchi?!

Lorenzo Lari (@lorenzolari90)
Sicuramente Juventus. Una cosa è cambiare l’allenatore, una cosa è stravolgere il centrocampo che da anni stradominava la serie A e perdere pure Carlitos Tevez. Pogba col 10 fa sorridere, ma la cosa più ridicola è un altra: siamo al 20 Agosto e Vidal e Pirlo non sono stati ancora sostituiti. #Marottadimettiti

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands)
Dico Genoa per due motivi: 1) sono stati ceduti alcuni importanti giocatori della scorsa stagione, tra cui Iago e Bertolacci, e il prossimo potrebbe essere Diego Perotti; 2) cambiare troppo spesso i vari interpreti a volte può costare caro.

Uno dei segreti del Genoa 2014-’15: Iago Falquè, passato alla Roma.

Gian Marco Porcellini (@piskeporc)
Come delusione, faccio il nome della Lazio, ma soltanto perché bissare il 2014-’15 (terzo posto+finale di coppa Italia) mi pare utopistico e perché al momento non ha una rosa abbastanza profonda per reggere su tre fronti. Un’eventuale partenza di Biglia, potrebbe generare poi conseguenze drammatiche.

Alberto Paternò (@AlbertoPatern)
Per il principio opposto della squadra rivelazione, devo dire Bologna e Inter.
I felsinei si salveranno a fatica dopo un girone d’andata disastroso. Sono gli ultimi arrivati in serie A, e non avendo una base di partenza, hanno dovuto rivoluzionare la propria rosa senza ancora raggiungere quei 2-3 giocatori importanti da cui ripartire.
Per motivi simili l’Inter si presenta all’esordio del campionato con una squadra dall’organizzazione discutibile, reparti sconnessi, poco tempo per lavorare e un allenatore poco paziente e flessibile. Le prime giornate forse perderà quei punti che in un campionato così competitivo gli avrebbero permesso di arrivare in zona Champions.


4) GIOCATORE RIVELAZIONE
Giacomo (@Sportellate_it)
Mario Suarez. Dato per (quasi) finito, Suarez resta un gigante del centrocampo. Se ritrova continuità è la mina vagante del campionato.

E poi, che tocco…

mario suarez

Lorenzo Lari (@lorenzolari90)
Il precampionato di Acquafresca è stato scoppiettante. Il gol al Santarcangelo e la doppietta nell’amichevole col Piacenza nel giro di 3 minuti, hanno denotato un feeling col gol finalmente ritrovato per l’attaccante rossoblù. Mi sento di puntare sulla sua rinascita, sperando che il Bologna punti su di lui, senza andare ad ufficializzare altri attaccanti. #siamoapostocosi

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands)
Sarà la stagione di Grègoire Defrel. Il francese classe ’91  dopo le 9 reti dello scorso anno a Cesena, avrà la grande occasione di esplodere nel tridente tecnico e rapido di Di Francesco.

Gian Marco Porcellini (@piskeporc)
È tutta l’estate che preparo le fiches per andare in all in sul mio uomo, Manolo Gabbiadini, convinto imperturbabilmente che questo sarà il suo anno. Più col cuore che con la ragione, in realtà. Se non fosse che la notizia del suo (presunto?) mal di pancia pompato dal suo procuratore per un paio di panchine in amichevole e dell’interessamento dell’Inter, mi ha fatto per un attimo tirare il freno. In fondo, il parco attaccanti del Napoli è profondo e variegato (dal già citato Callejon ai due trequartisti tascabili Insigne e Mertens, senza dimenticare Higuain, il 9 più affermato del campionato).

Pay attention, l’uragano Manolo si sta per abbattere sulla serie A. Si invitano i calciofili italiani a murarsi vivi in casa e negli stadi dello stivale.

gabbiadini

Però non mi interessa, perché Gabbiadini nell’ultima stagione, nonostante il cambio di maglia a gennaio, ha segnato – quasi nel silenzio generale – 20 gol in 26 incontri da titolare. Non proprio noccioline per un 23enne, a maggior ragione per una nazionale che, fatto salvo l’exploit di Immobile nel 2013-’14, è rimasta cristallizzata in tema di bomber alla generazione dei ’70, leggi Toni, Totti e Di Natale. Allora voto il classe ’91 soprattutto perché ha la possibilità di giocare finalmente la sua prima annata da attaccante centrale, dopo quasi 3 anni spesi a sgobbare da esterno.
Voto l’ex Atalanta e Samp per la sua pulizia tecnica, la sua pericolosità al tiro da ogni zona del campo (62% di shot accuracy, vale a dire la capacità di centrare la porta, l’anno scorso) e la caparbietà nel sapersi costruire il tiro da fuori.

Manolo, da buon artista post-moderno, ha depurato le traiettorie del suo sinistro dello sfarzo barocco di matrice baggiofila e delpieriana, confluendo in una soluzione a metà strada tra bellezza e pragmatismo. Un calcio teso con una sfumatura affusolata. Il giusto connubio tra estetica ed utilità, che ne fanno uno dei migliori tiratori della A.

 

Voto lui per la sua essenzialità.
Voto Gabbiadini in coppia con Gonzalone. 
Voto Gabbiadini perché spero che con Sarri rivestirà un ruolo da protagonista nella manovra partenopea (nell’ultimo triennio ha totalizzato meno di 20 passaggi di media ogni 90’, indice della sua marginalità nel gioco corale).
Voto Manolo Gabbiadini perché lo amo dai tempi del Cittadella.

Alberto Paternò (@AlbertoPatern)
Paul Pogba.
Tempo fa scrivevo che per lui il meglio doveva ancora venire e, nonostante le capacità già dimostrate, questo sarà l’anno della massima consacrazione. Con l’assenza di Pirlo il fulcro della manovra juventina, apparentemente in mano a Marchisio, passerà dai suoi piedi. Responsabilizzato, trascinerà con splendide giocate la sua squadra. Potrà far partire l’azione, rifinire e inserirsi palla al piede con maggiore libertà grazie alla presenza di Dybala e Mandzukic, oltre al solito Morata, che con la loro tecnica e il loro movimento apriranno spazi e nuove opportunità per il talento francese. Senza dimenticare che in assenza di un trequartista carismatico, Allegri potrebbe anche fargli ricoprire quel ruolo.


5) MIGLIOR ACQUISTO
Giacomo (@Sportellate_it)
Se Stevan Jovetic ritroverà la condizione divina dei tempi Viola sarà il miglior acquisto. Altrimenti dico Dzeko.

Lorenzo Lari (@lorenzolari90)
Cassano alla Sampdoria è pura magia. Ok, magari in questo momento è un pelo in sovrappeso, ma se perde quei 2-3 chili, l’accoppiata con Ferrero renderà entusiasti i tifosi della Samp. Eder e Muriel sono avvisati.

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands)
Mirko Valdifiori
con Sarri al Napoli. Ha già mostrato le sue doti all’Empoli; è passato al Napoli con lo stesso allenatore che lo ha lanciato e che crede in lui. Giocherà con giocatori tecnici del suo livello che entreranno subito nelle sue geniali geometrie. Prevedo tanti assist in verticale per Higuain senza Champions.

Uno dei 33 schemi su palla inattiva dell’Empoli di Sarri. Dirige l’orchestra, Mirko Valdifiori. Of course.

Gian Marco Porcellini (@piskeporc)
Volevo sparare un bel Davide “Gareth” Zappacosta, ma quel cavallo pazzo di Bruno Peres come competitor della fascia destra del Torino mi ha indotto a tornare sui miei passi ed alzare la posta. Allora chi meglio di Giuseppe Rossi? Tecnicamente non è un nuovo acquisto, ma dato che da praticamente un anno abbondante non lo si vede più in campo, il suo rientro a tempo pieno rappresenterebbe un rinforzo clamoroso per la viola. Anche perché poco sponsorizzato dall’opinione pubblica, timorosa che l’italo-americano possa ricadere nell’ennesimo infortunio. Preferibilmente al centro dell’attacco, piuttosto che sotto ad un Babacar o un Kalinic. 

Alberto Paternò (@AlbertoPatern)
Quest’anno sono molti gli acquisti interessanti, ma è Dzeko il giocatore che nell’economia della sua nuova squadra può diventare determinante. Finalmente Sabatini ha portato a Trigoria un centravanti di peso che solo con la sua fisicità apre alla fantasia di Garcia ben due soluzioni tattiche in più.


6) SOGNI E SUGGESTIONI
Giacomo (@Sportellate_it)
In Italia abbiamo due uomini con la fascia scolpita sul corpo, uno è Buffon e l’altro è Totti. Solo che il Capitano, con la fascia di Roma ci è nato, vissuto e ci morirà. Il ritiro di Totti con scudetto sarebbe un grande addio per un grande dei nostri tempi ormai al culmine della carriera.

Lorenzo Lari (@lorenzolari90)
Che l’Inter non entri in Europa, Toni e Pazzini non giochino più di due partite insieme, la Juventus vinca il suo quinto campionato consecutivo, Acquafresca venga venduto prima del 30 di Agosto e Cassano non veda quasi mai il campo.

Alberto Mularoni (@Bebsnetherlands)
Tutti ci auguriamo che prima o poi accada: vedere Pepito Rossi senza gravi infortuni per un’intera stagione. Speriamo di poter parlare del talento italo-americano per le sue gesta in campo, e non vederlo più nei servizi di Sky Sport con stampelle nelle varie cliniche o in borghese in tribuna al Franchi.

Gian Marco Porcellini (@piskeporc)
Giusto per restare sullo stesso tenore dei miei precedenti interventi, mi auguro che almeno a 38 anni Totò Di Natale provi l’ebbrezza di dividere l’area con qualcun altro che non sia il suo talento. E che arretri di qualche metro il suo raggio d’azione per lasciar spazio a Duvan Zapata. Per la punta colombiana classe ’91 è la grande occasione, dopo due anni nell’ombra di Higuain. A proposito di prime punte, sono poco ottimista sull’ipotetico attacco del Verona Toni-Pazzini. Al punto che mi aspetto che dopo qualche mese a pestarsi i piedi, su un traversone su cui i due si scontrano, vada a finire così:

Nota bene: Pazzini è quello che si becca la tacchettata.

rissa

Nel caso in cui invece davvero la Roma vinca il suo quarto scudetto, mi immagino uno Szczesny che nei festeggiamenti scudetto, entra in sala stampa gonfio di vodka sventolando la bandiera della Polonia ed urla con tutto il disprezzo di questo mondo come si scrive e si pronuncia il suo nome ad una stampa che per un anno l’ha storpiato in tutte le salse, e Sabatini che, dal tetto di Trigoria guarda tutti i suoi nemici deposti ai suoi piedi ed esclama con fare beffardo “Io so’ io e voi non siete un cazzo”. Un Alberto Sordi de’ noantri, tanto per intenderci. 

Alberto Paternò (@AlbertoPatern)
Walter Zenga che torna a minacciare Varriale in diretta tv. Forse non manca molto…


 

La redazione di Sportellate.it nasce in un attico riminese nell'estate del 2012. Oggi è la voce di una trentina di ragazzacci da tutta Italia. Non ama prendersi troppo sul serio.

4 Responses to “Pronostici Serie A, by Sportellate.it”

  1. forum

    … [Trackback]

    […] Read More here to that Topic: sportellate.it/2015/08/19/pronostici-serie-a-by-sportellate-it/ […]

  2. mediazer stats

    … [Trackback]

    […] Find More on that Topic: sportellate.it/2015/08/19/pronostici-serie-a-by-sportellate-it/ […]

Comments are closed.