Interventi a gamba tesa

Il Milan che verrà


L’ingresso in società di Mr Bee a braccetto del fondo d’investimento Doyen Sports, i  voli del condor Galliani in giro per l’Europa e la tigna di Mihajlovic in panchina. Il 2015-’16 per il Milan sarà inesorabilmente l’anno della svolta. Proviamo quindi ad immaginare, in base alle idee del tecnico serbo, e in base a ciò che il mercato gli ha regalato, quale sarà il volto dei rossoneri nella prossima stagione. Sappiamo che è un compito molto difficile, che il mercato è ancora lungo e che probabilmente alla fine ci sbaglieremo, ma è un azzardo che ci intriga. E chi meglio di noi di Sportellate può provarci?! 


La cosa che balza subito all’occhio guardando la rosa rossonera è l’attacco. Numericamente molto ampio, 9 giocatori stando al sito ufficiale, ma anche qualitativamente decisamente valido. La coppia d’attacco molto probabilmente sarà composta – Ibra permettendo – dai due nuovi arrivi Bacca e Luiz Adriano. I due sudamericani sono in grado di portare ai rossoneri movimento in orizzontale, il secondo, e verticale, il primo, andando a creare la profondità e lo spazio per gli inserimenti del trequartista. Sulla carta formano una delle migliori coppie gol del campionato A, visto che i due singolarmente hanno una media realizzativa di una rete ogni 220 minuti, inferiore in serie A solamente a quella di Icardi.

Due fisiologiche controindicazioni: la prima è che non hanno mai giocato insieme, anche se siamo sicuri che il buon Sinisa ovvierà in fretta a questo decifit; la seconda è che non conosciamo l’adattabilità al calcio italiano del colombiano e del brasiliano, molto diverso dalla Liga spagnola e la Prem’er-Liha ucraina. Da verificare poi la disponibilità a quel sacrificio in fase di non possesso che Miha chiedeva in blucerchiato ai vari Eder, Okaka e Gabbiadini. La prima linea, però, al di là di Bacca e Adriano, può contare su diverse alternative in grado di sopperire ai loro eventuali difetti. L’ex mister sampdoriano ha a disposizone Matri, Niang, più una folta batteria di esterni offensivi (Honda, Bonaventura e Cerci in testa) per poter passare da quel 4-3-1-2 iniziale – che tanto piace a Berlusconi e che già l’anno scorso “Miha” ha varato nel girone di ritorno – al 4-3-3.

foto milan 15-16

E questa la possiamo cestinare. Un minuto di silenzio per la fascia al braccio di Riccardino.

Poco fa avevamo citato l’incursore/trequartista che dovrà sfruttare gli spazi creati da Bacca e Luiz Adriano, verosimilmente Bonaventura. Nell’Atalanta, malgrado abbia dato il meglio di se da esterno mancino nel 4-4-1-1 di Colantuono, ha giocato saltuariamente anche sotto la punta centrale, riuscendo a cucire egregiamente il gioco tra mediana e attacco. I suoi compiti in questo Milan che sta nascendo saranno in parte diversi, ma le sue doti tecnico-atletiche e versatili, che già ha messo in mostra lo scorso anno, sono una garanzia. Scorrendo la lista dei giocatori della rosa, notiamo come il centrocampo sia composto di doppioni o elementi poco funzionali al gioco dell’ex mister della Fiorentina.

Male che vada, peggio di così non potrà andare…

Ricordiamoci come giocava Sinisa a Genova: 4-3-3 o 4-3-1-2 a seconda se giocava Gabbiadini o Soriano, mentre in mediana i tre centrocampisti erano Palambo, Obiang, Duncan o lo stesso Soriano. Gente con tanta corsa e fisico, in grado recuperare velocemente la palla (possibilmente vicino all’area avversaria) e far ripartire l’azione in fretta. Nel Milan questi giocatori però, a parte De Jong e Poli, non ci sono. Il che può costituire un’incognita in fase difensiva. Perché la difesa della Samp è andata molto bene l’anno scorso anche grazie alla presenza di questo scudo. Se nel Milan mancherà questa corazza, molto probabilmente la difesa rossonera ne risentirà.

Considerando un’eventuale mediana composta da De Jong play basso, con Bertolacci e Montolivo (o eventualmente José Mauri) ai lati, gli interni non paiono in possesso delle attitudini richieste dallo stile del coach slavo. Perché dico questo? Perché Bertolacci, al netto di una spiccata duttilità e di una crescita incoraggiante in fase difensiva (secondo squawka.com il suo score difensivo è passato da 4,16 del 2013-’14 a 7,26 della precedente annata), resta un centrale che ama portare palla in grado di spaccare la difesa avversaria con le sue avanzate, ma non è un recupera palloni. Idem Montolivo, una mezzala atipica, più adatta forse a giocare in un centrocampo a due. Buona regia, ma lento con la palla tra i piedi e carente nella fase di interdizione lascia a desiderare.

montolivo milanello

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L’uomo perfetto sarebbe stato Kondogbia o lo stesso Imbula, ma poi sappiamo tutti come è andata a finire. Il centrocampo rossonero è un buon centrocampo, ma nulla più. Anche spulciando tra le riserve, non si trova nessuno, fatto salvo il già citato Poli (ironia della sorte, anche lui ex interista ed ex sampdoriano) e forse José Mauri, che possa risultare funzionale. Nella ricerca dell’equilibratura tra le due fasi, non bisogna però trascurare il contributo che il trequartista darà con il primo pressing sul regista avversario, nello specifico Bonaventura.

Infine giungiamo al pacchetto arretrato, il vero tallone d’Achille del Milan, reduce da 50 gol subiti lo scorso anno. La difesa a quattro di Sinisa solitamente è composta da un terzino offensivo, due centrali forti fisicamente che si fanno rispettare nel gioco aereo, di cui uno veloce e l’altro educato coi piedi, e un terzino “bloccato” (a Genova  Regini sulla sinistra, più difensore centrale che laterale). E nei rossoneri? Ad oggi la terza linea sarebbe composta Antonelli (De Sciglio)-Paletta-Zapata (Mexes)-Abate, che nel 2014-’15 hanno concesso una media di 16,7 tiri a partita, un’enormità. I due terzini poi spingono molto e potrebbero lasciare in difficoltà i due centrali (due buoni ricambi, non certo titolari da Milan), lenti e impacciati nell’uno contro uno come nel togliere la profondità alle punte avversarie. E l’ampiezza, considerato che, come detto, i due esterni bassi tenderanno a salire anche assieme, lasciando le fasce sguarnite. In questo dovrà essere bravo il centrocampo rossonero ad integrarsi con la linea difensiva, Palombo docet.

In definitiva, se l’attacco non lascia dubbi la difesa ne lascia parecchi. Allora speriamo che il mercato regali quel centrocampista e quei difensori per far sì che il progetto di rilancio della società rossonera non sia un buco nell’acqua.


 

Nato nel 1994 a Treviglio (BG), laureato in Management presso l'Università L. Bocconi. Tifoso interista dalla nascita e amante del calcio, un poco di buona musica non guasta mai. Collaboratore @Sportellate.