Interventi a gamba tesa

Sportellate di provincia: Denis Godeas


Chi l’ha detto che non si può essere profeti in patria? Denis Godeas è l’eccezione che conferma la regola. Cresciuto nel goriziano, Godeas è diventato una pietra angolare della storia della Triestina, il cui stadio dista una cinquantina di chilometri dal suo paese. E’ dedicata proprio alla punta prossima ai 40 anni la quinta puntata della rubrica “Sportellate di provincia”.


Nato a Cormons il 25 luglio 1975 e cresciuto a Medea, il nostro beniamino sta chiudendo una carriera da 687 presenze, 230 gol e 22 cambi di maglia: Triestina, Udinese, Sora, Prato, Cremonese, Livorno, Triestina, De Graafschap, Treviso, Messina, Como, Bari, Triestina, Palermo, Chievo, Mantova, Triestina, Venezia, Triestina e Monfalcone. Con quest’ultima casacca, nella stagione appena conclusa, ha realizzato la bellezza di 24 reti in 27 partite, riportando i goriziani in serie D dopo un solo anno di assenza. E in panchina, ironia della sorte, ha ritrovato Giuliano Zoratti, suo maestro ai tempi della Triestina in C1 che l’ha fatto esordire in prima squadra quando aveva appena 16 anni.

Oggi come allora un maestro del gol. Classico uomo d’area cecchino sotto porta, nonché micidiale colpitore di testa. Un autentico “numero 9” per intenderci, che ha lasciato il segno praticamente ovunque. Pochi fronzoli, ancora meno parole, (del resto lo chiamavano il “bomber silenzioso”), ma tanta sostanza. Il suo “manifesto” d’altronde è tutto un programma: “Di gol belli ne ho fatti, ma spesso il gol più importante viene segnato con la tibia a un metro dalla porta. E alla fine sono questi che vengono ricordati”.

Un uomo con la casacca alabardata tatuata addosso, dicevamo, che non gli ha impedito tuttavia di compiere gesta altrettanto importanti fuori dal Friuli. Ad esempio al Como, campionato 2002-’03, quello del debutto in serie A, in cui malgrado un’annata disgraziata si è tolto lo sfizio di segnare il primo gol nella massima serie all’Olimpico con la RomaO ancora al Messina in B, dove i tifosi ricordano tuttora la sua rete siglata alla Reggina nel “derby dello stretto” del 14 aprile 2002 vinto 1-0. Una zampata che gli è valsa di diritto un posto vita natural durante nel cuore dei supporter giallorossi. “La Reggina era più forte di noi, ma in un derby può sempre accadere di tutto” ha dichiarato poco tempo fa.

La cosa assurda è la torsione al momento del calcio. Una rotazione del tronco talmente accentuata, che non suggerisce certo il tiro in porta, bensì il passaggio a centro area.

Sempre restando in cadetteria, l’altra squadra in cui ha dato il meglio di sé è stata il Mantova, vedi i 44 centri in due anni e mezzo, di cui 28 soltanto nel magico 2007-’08, torneo in cui vinse il titolo di capocannoniere e di “Cuore del Martelli 2008”. L’intesa tra Godeas e l’altro mostro sacro-amico Giorgio Corona, anche lui classe 1975, era pressoché perfetta. Meritava davvero tutti i fischi e gli insulti che ha ricevuto dai tifosi virgiliani quando nell’agosto 2009 ha fatto ritorno al “Martelli” da attaccante della Triestina?

Altro snodo cruciale della carriera dell'”ariete di Medea” i sei mesi a Palermo, da gennaio a giugno 2006. Il presidente rosanero Massimo Zamparini l’estate precedente si lancia in una delle sue classiche sparate:”Abbiamo venduto un attaccante da 20 gol (Luca Toni alla Fiorentina, ndr) e ne abbiamo presi due da 20″. Il patron friulano si riferiva a Caracciolo e Makinwa, giunti in Sicilia col compito di confermare gli isolani nelle zone nobili della classifica. Tuttavia, “l’aquila & l’airone” deludono ampiamente le aspettative: poche reti e tante prestazioni opache. Per rimediare, l’ex numero uno del Venezia sceglie di puntare nel mercato invernale proprio su Godeas, che sbarca in Sicilia assieme a Di Michele. Per il bomber classe ’75 8 gare da titolare e 4 gol, 2 dei quali da circoletto rosso: quello realizzato a Torino alla Juve di Buffon con un diagonale sotto l’incrocio fulminante (quel Buffon che aveva rischiato di bucare già nel 2007 sfiorando il gol della vita), ma soprattutto quello ben più pesante in Coppa Uefa 6 minuti dopo il suo ingresso in campo contro lo Slavia Praga, che ha consentito al Palermo di approdare ai quarti di finale. 

godeas tuffo

Questa foto potrebbe essere la risposta alla domanda “cosa significa essere bomber?”

A livello di palmares, al di là del campionato di Eccellenza vinto col Monfalcone pochi mesi fa, il successo più prestigioso risale al 2013, quando ha difeso i colori dell’Unione Venezia. Gli “arancioneroverdi” sono stati appena promossi in Seconda Divisione e se a fine anno in Laguna si festeggia la vittoria dei play-off e conseguente salto in Prima Divisione, il merito è anche dei gol (19 in 35 presenze) e degli assist (7) del nostro bomber. Che, all’età di 37 anni, ha deciso di rimettersi in gioco per affrontare (e vincere) da protagonista un campionato insidioso come la vecchia C2. Ed essere incoronato miglior leone alato della stagione.

Ma Godeas significa soprattutto Triestina. Lui come nessun altro ha fatto breccia nel cuore del tifo del Rocco. E dire che da quelle parti negli ultimi 15 anni sono passati bomber del calibro di Dino Fava Passaro, Davide Moscardelli, Pablo Granoche ed Eder Baù. Gli alabardati, a seguito della triste quanto incessante crisi societaria inaugurata nel 2005 con la gestione Tonellotto e sfociata nel fallimento del 2012, oramai vestono gli sbiaditi panni della nobile decaduta. Dopo la retrocessione 3 anni fa in Seconda Divisione e la ripartenza con una nuova denominazione (Unione Triestina 2012) dall’Eccellenza, la passata stagione si sono salvati in serie D vincendo i play-out contro il Dro. Se nel 2013-’14 le cose sono andate un po’ meglio (10° posto nel girone C di serie D) il merito è, neanche a dirlo, dei figlioli prodighi Denis Godeas e Nicola Princivalli, centrocampista triestino doc nonché suo compagno di squadra anche al Venezia e al Monfalcone. Due uomini che non hanno mai rinnegato il loro profondo attaccamento alla maglia giuliana, onorandola sempre e comunque. 

Ritorno al futuro: la prima apparizione di Godeas e Princivalli con la casacca alabardata nell’annata 2013-’14.

Quella tra il numero 9 e Trieste è una storia d’amore che si divide in 5 capitoli: 1992-’94, gennaio-giugno 1999, 2003-’06, 2009-’12, 2013-’14. Proprio al termine del 2014, grazie a 89 centri in 279 presenze, è diventato il miglior bomber di sempre dell’Unione, scavalcando Franco De Falco, staccato di 7 lunghezze. 

godeas padre di famiglia

Godeas tutto calcio e famiglia: qui coi suoi figli in visita a Legoland. Foto tratta dalla sua pagina facebook, da cui trasuda tutta la passione per Trieste e non solo…

Avrebbe voluto chiudere la sua carriera in biancorosso, eppure la scorsa estate, dopo il mancato accordo con la nuova società, ha firmato per l’Unione Fincantieri Monfalcone. Questi alcuni stralci della sua lettera d’addio ai tifosi:

“Non so neanche da dove cominciare… questo post qualche mese fa non lo avrei nemmeno immaginato o pensato ma la vita è strana e riserva sempre tante sorprese, molte volte belle per fortuna, in questo caso sicuramente no. Ho deciso di firmare per il Monfalcone per vari motivi: logistici perché sono vicino casa e non ha senso ora spostarmi (…), perché c’è gente seria, perché la categoria non conta, perché il lato economico fortunatamente ora non è così importante e perché amo questo sport (…) Il calcio è stato la mia vita, mi ha dato molte soddisfazioni, mi ha realizzato come uomo e anche economicamente non lo nego (…) In tutti questi anni ho avuto la fortuna di conoscere compagni, mister, presidenti ecc straordinari, ho giocato in Europa, in campi prestigiosi, ho guadagnato bene ma umanamente gli ultimi anni sono stati paradossalmente i migliori, soprattutto dal lato umano! Soprattutto nell’ultimo anno ho conosciuto persone speciali e ho imparato a guardare il calcio più dal lato della gente e apprezzare tutte le persone che vi stanno attorno… gente che per pura passione e magari un pizzico di follia sacrifica famiglia e affetti per una maglia e 11 ragazzi che corrono. Per cui credo che ora non ci debba essere spazio a polemiche per quello che poteva essere e non è stato, e per chi mi critica, per chi non mi conosce o non mi apprezza ma solo un immenso GRAZIE a tutta la gente dell’Unione, mi sentirò sempre in debito verso di voi per tutto ciò che ho ricevuto… cercherò in qualche modo sdebitarmi ma sarà difficile farlo… e magari appena potrò verrò in curva a rivedere quello che è stato la mia casa, il Rocco. Un tifoso speciale, col cuore Denis”.

Il sottoscritto ha assistito ad una partita di Godeas in maglia alabardata, Pescara-Triestina, secondo turno eliminatorio di Coppa Italia 2011-’12. In riva all’Adriatico, oltre al già presente Verratti, erano appena arrivati i vari Zeman, Insigne e Immobile. La formazione giuliana, invece, si apprestava a disputare l’ultimo torneo tra i professionisti. Nell’arco della partita, che finì 12-11 per i friulani al termine dei calci di rigore, la cosa che più mi ha impressionato è stata la grinta di Godeas: duelli e sportellate continue con i difensori biancazzurri, nonché un’immensa voglia di regalare la vittoria alla sua squadra, percepibile anche dai distinti. Questo suo coraggio venne premiato nei minuti finali, quando all’81’, dagli sviluppi di un corner, ha infilato Pinsoglio con un preciso tocco su sponda di un suo compagno di squadra.

Un gol da vero bomber di razza. Nonché un vero leader. In campo e fuori.


 

Raffaele Campo, nato a Padova il 21/6/1989. Diplomato al Liceo Classico Statale "Concetto Marchesi" di Padova (ma non chiedetemi nulla di latino e greco) e attualmente studente di giurisprudenza presso la facoltà di Ferrara. Vado matto per il calcio, ma soprattutto per l´Inter, seguo anche la Premier League e non disdegno la Liga spagnola. Altre passioni e interessi sono leggere, libri di storia e di cronaca italiana del ´900 in primis, e viaggiare (ho visitato più di dieci Stati europei, ma ce ne saranno ancora tanti altri che visiterò). Collaboratore Sportellate.it